PESCARA – “Sui vaccini sta accadendo che l’Unione Europea si è completamente affidata alle multinazionali farmaceutiche. E qual è il risultato?  Che le vaccinazioni sono in ritardo perché non arrivano le forniture adeguate e che ci sono 130 paesi del mondo in cui non è arrivata neanche una dose di vaccino e questo significa che la pandemia mia non sarà effettivamente combattuta”.

Così Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista ed ex consigliere regionale abruzzese, che assieme ad altri militanti ha tenuto una breve conferenza stampa davanti all’ospedale covid di Pescara, con uno striscione con su scritto Stop big Pharma”, nell’ambito della giornata europea di mobilitazione indetta dalla campagna “Diritto alla cura – Nessun profitto sulla pandemia”. Lo stesso Acerbo ha contratto il virus, ed è stato a lungo ricoverato proprio al reparto di Pescara.

La campagna ha l’obiettivo di promuovere la raccolta firme Ice (Iniziativa Cittadini Europei) indirizzata alla Commissione Europea che chiede di rimuovere ogni ostacolo legato ai brevetti e alla proprietà dei vaccini, partendo da presupposto che le multinazionali “si stanno rivendendo il risultato di ricerche finanziate dagli stati con enormi quantità di denaro pubblico”.

Nel giorno in cui all’Organizzazione Mondiale del Commercio  si discute della richiesta di India e Sud-Africa di sospendere i brevetti e consentire a tutti i paesi e a tutte le industrie farmaceutiche di produrre velocemente i vaccini per tutta la popolazione mondiale, si chiede anche da che parte sta il governo di Mario Draghi: dalla parte delle multinazionali farmaceutiche o del diritto alla cura?”

“L’organizzazione mondiale della sanità – ha detto ancora Acerbo – chiede che sia vaccinata subito l’intera popolazione mondiale, e come proponiamo da quasi un anno c’è un solo modo: sospendere la validità dei brevetti e consentire a tutte le industrie farmaceutiche di tutti i Paesi, anche ai paesi poveri, di poter produrre i vaccini, e accelerare le somministrazioni ai loro cittadini.  Purtroppo c’è un ostacolo, rappresentato da Stati Uniti d’America e Unione Europea, che hanno posto il proprio veto e continuano a difendere gli interessi di poche multinazionali”

“Una posizione sbagliata  – prosegue Acerbo -, il vaccino deve essere un bene comune per i cittadine e cittadini italiani e di tutto il mondo. Ricordiamo che non ci sono frontiere per la pandemia. Se non sarà vaccinata l’Africa non sarà sicura neanche l’Europa perché anche quando tutti gli europei saranno vicinati se l’Africa non lo sarà, si produrranno nuove varianti che magari riusciranno a superiore anche la barriera della vaccinazione. Quindi è fondamentale che il vaccino sia un bene a disposizione di tutti i popoli del mondo al più presto possibile”.

LA DIRETTA DELLA MANIFESTAZIONE