L’AQUILA – “Si sono sviluppati due binari paralleli di lavoro. Non si sono integrate queste linee. Verificheremo: è stata individuata una piattaforma parallela dall’Asl di Chieti per cui alcuni dati si sovrapponevano agli altri. Adesso i dati sono univoci. Questo doppio binario ha creato qualche difficoltà da un punto di vista strutturale, forse è dovuto da un voler fare troppo in maniera non condivisa”.
È racchiusa in queste parole la “sfiducia” dell’assessore regionale alla Salute, la leghista Nicoletta Verì, al direttore generale dell’Asl provinciale di Chieti, Thomas Schael, scelto da Fdi e Fi nello scorso agosto senza la condivisione dei salviniani che hanno messo in campo una mini-crisi di Giunta.
Il tema di scontro è quello della gestione dei tamponi per il coronavirus, su cui, durante la seduta del consiglio regionale di ieri, il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Sara Marcozzi, ha attaccato duramente in una interrogazione: “In questi mesi ci sono state grosse difficoltà nelle tempistiche dei tamponi, campioni persi, pazienti che hanno atteso anche 20-30 giorni per conoscere l’esito.
Avevo chiesto nell’interpellanza e con un accesso agli atti dati precisi. Ci sono stati gravissimi ritardi, ma Marsilio diceva che giravano calunniatori.
All’Asl di Chieti mi ha detto che avrei avuto una risposta all’accesso agli atti non prima del 30 giugno. Ora dai documenti che vedo, quelli della Regione, i tempi non ci sono.
Dunque la Regione non ha la benché minima contezza di quanto tempo ci vuole per fare un tampone. All’Asl di Chieti c’è una duplicazione dei sistemi di codifica. Possibile che la Regione dà delle indicazioni e c’è un’Asl che viaggia da sola? Una sorta di autonomia indipendentista tedesca. L’unica cosa che mi consola è che abbiamo sfatato il mito dell’efficienza tedesca”.
I pentastellati, durante i lavori, hanno attaccato anche su altri fronti. Uno di questi è il presidio di Penne, per il quale il consigliere Domenico Pettinari ha evidenziato una serie di criticità: “Ecografi scippati e portati a Pescara, personale di ginecologia con destinazione Penne lasciato a Pescara, il reparto di Pediatria praticamente spartito, una struttura fastiscente che cade a pezzi. Una serie infinita di problematiche. E ci raccontate che si vuole ridare dignità a Penne?. Bisognerebbe almeno ridare le apparecchiature tolte o un minimo di personale. Non serve la riprogrammazione sanitaria per farlo. Questa è noncuranza accompagnata dalla propaganda”.
“Condivido la veemenza e la passione – ha replicato la Verì – Quello che è stato detto sarà fatto. Il problema Covid ha destrutturato gli interventi programmati. Penne sarà protagonista. Purtroppo, sono tante le strutture che cadono a pezzi. Non è colpa di nessuno. L’edilizia sanitaria è stata ferma per anni: questa Giunta la riprenderà in mano. È vero, si è stanchi di promesse. Ma oggi diventeranno realtà. C’è stato un problema temporale, dovuto al Covid”.



