PESCARA –  “L’Abruzzo resta arancione, ma solo per effetto del Decreto Draghi che ha abolito il giallo in questo periodo. Nell’ultima settimana l’Abruzzo ha mostrato un andamento positivo anche se non bisogna trascurare la pressione ospedaliera che rimane critica”.

Ad annunciarlo il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. L’indice Rt torna infatti sotto 1 attestandosi a 0,96. Rispetto a un quadro generale di peggioramento, con la media italiana a 1,16.

A sancirlo sarà l’ordinanza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, che il ministro della Salute, Roberto Speranza firmerà in serata e che entrerà in vigore da lunedì. Sardegna, unica regione bianca diventa arancione, il Molise passa dal rosso all’arancione.

A partire da lunedì prossimo ha poi reso noto il presidente Marsilio,  termineranno le misure più restrittive per Pescara, Chieti, Francavilla, Spoltore, Silvi, Pineto e Roseto e altri comuni. Nella provincia aquilana scattano invece le restrizioni in comuni importanti come Celano, Castel di Sangro e Tagliacozzo.

“Le misure restrittive adottate in molti comuni hanno dato risultati positivi. L’incidenza media settimanale si è abbassata nelle province di Chieti, Pescara e Teramo, mentre si registra un incremento nell’aquilano il cui Rt è ampiamente sopra l’1”, spiega ancora Marsilio.

Per le scuole si conferma l’obiettivo di riaprire dopo Pasqua.

“L’Abruzzo raccoglie i risultati delle norme restrittive adottate nelle ultime settimane. Se si considera la soglia di 3250 positivi che farebbe scattare la zona rossa in tutta la Regione, con l’incidenza di 250 casi ogni centomila abitanti, l’Abruzzo ne registra 2367, con un miglioramento di 600 casi rispetto alla scorsa settimana”, tiene a sottolineare.

Un andamento epidemiologico che ha permesso all’unità di crisi di allentare le restrizioni in gran parte dell’area metropolitana a cominciare dai capoluoghi Pescara e Chieti.

Nell’area metropolitana solo Montesilvano e Città Sant’Angelo conservano ancora valori sopra i 250/100.000 settimanali.

Di seguito l’elenco completo dei comuni soggetti a maggiori restrizioni che, si ricorda, non sono quelle previste dalle ‘zone rosse’ del Decreto Draghi, ma quelle già in essere da tempo in Abruzzo.

Provincia di Chieti: escono dalle restrizioni i comuni di Chieti, Francavilla al Mare, Lanciano, Ortona, San Giovanni Teatino, Bucchianico e Miglianico.

Sono soggetti a restrizione i Comuni di Castiglione Messer Marino, Orsogna, Atessa, San Vito Roccamontepiano, Torrevecchia Teatina, Ripa Teatina, Casoli, Santa Maria Imbaro, Casalincontrada e Montazzoli.

Provincia di Pescara: escono dalle restrizioni i comuni di Pescara, Cepagatti, Spoltore, Castiglione a Casauria e Pianella.

Sono soggetti a restrizione i Comuni di Montesilvano, Città Sant’Angelo, Lettomanoppello, Manoppello, Collecorvino, Catignano, Rosciano, Moscufo, Cappelle sul Tavo, Bolognano, Cugnoli, Montebello di Bertona, San Valentino in Abruzzo Citeriore e Villa Celiera.

Provincia di L’Aquila: escono dalle restrizioni i comuni di Ovindoli, Rivisondoli, Cagnano Amiterno e Ateleta.

Sono soggetti a restrizione i Comuni di Capitignano, Castelvecchio Subequo, Pizzoli, Sante Marie, Prezza, Pratola Peligna, Tornimparte, Magliano dei Marsi, Tagliacozzo, Celano, Castel di Sangro e San Benedetto dei Marsi

Provincia di Teramo: escono dalle restrizioni i comuni di Roseto degli Abruzzi, Pineto e Silvi.
Sono soggetti a restrizione: Colonnella, Tortoreto, Martinsicuro, Nereto, Morro d’Oro, Sant’Omero e Mosciano Sant’Angelo.

Per quanto riguarda la campagna vaccinale prosegue l’intervento sugli ultraottantenni anche attraverso le vaccinazioni domiciliari, si sta completando la vaccinazione del personale scolastico mentre con la ripresa dell’utilizzo di Astra Zeneca verranno coinvolti i medici di base per ampliare la platea degli abruzzesi vaccin

“Con il decreto legge Draghi oggi si sarebbe potuto pensare a un ritorno in zona gialla in quanto per la seconda settimana successiva l’Abruzzo segna l’indice Rt inferiore a uno e stavolta non soltanto nella sua curva inferiore ma nella media del risultato e con un impatto di rischio moderato. Ma fino a Pasqua le zone gialle sono abolite”, ha detto Marsilio.

“Abbiamo analizzata la situazione provincia per provincia e Comune per Comune – spiega ancora Marsilio – per individuare quali Comuni hanno delle incidenze superiori alle 250 su 150mila abitanti per settimana che è la misura sulla quale ci vengono fortemente consigliate misure restrittive il dato è che nessuna provincia ha il 250 in generale. All’interno delle province abbiamo individuato quei Comuni che hanno particolare necessità di prescrizioni e l’area metropolitana di Chieti Pescara dopo un mese finalmente vede scendere l’indice e quindi da lunedì potrà tornare in zona arancione e possono quindi riaprire i negozi. Area metropolitana ad esclusione di Città Sant’Angelo e Montesilvano, zona nord che purtroppo ha quest’incidenza”.

“La provincia dell’Aquila è quella che oggi sta destando maggiore preoccupazione in prospettiva Celano, Castel di Sangro, Tagliacozzo hanno necessità di maggiori restrizioni”, ha poi aggiunto.

BOLLETTINO COVID OGGI IN ITALIA 

Sono 25.735 i contagi da coronavirus in Italia oggi, 19 marzo, secondo i dati regione per regione del bollettino della Protezione Civile pubblicato dal ministero della Salute. Nella tabella sono inseriti altri 386 morti, che portano il totale a 104.241 dall’inizio dell’epidemia di covid-19. Da ieri sono stati eseguiti 364.822 tamponi, il tasso positività è al 7,05%. Aumentano i pazienti ricoverati in terapia intensiva, sono 3.364 (+31). I ricoverati con sintomi sono 26.858 (+164).
REPORT CABINA DI REGIA

Intanto nell’ultimo report del monitoraggio della Cabina di Regia l’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato oggi un ulteriore aumento dell’incidenza a livello nazionale, arrivando a toccare nella settimana 12-18 marzo il tetto di 264 per 100.000 abitanti, superando la soglia di 250 casi settimanali per 100.000.

Sono 16 le Regioni con Rt puntuale sopra 1 sono: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Fvg, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto.

Sono invece “11 le Regioni e province autonome che hanno una classificazione di rischio moderato: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Molise, province autonoma di Bolzano e Trento, Sardegna, Sicilia, Umbria – sottolinea il report -. Di queste, 7 sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Molise, la provincia autonome di Trento e l’Umbria”.

Nel periodo 24 febbraio – 09 marzo 2021, prosegue la nota dell’ISS, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,16 (range 1,02 – 1,26), sempre sopra uno in tutto il range.

Si osserva, inoltre, un peggioramento anche nel numero di Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (13 Regioni vs 11 la settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in forte aumento e sopra la soglia critica (36% vs 31% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva, ancora, è in forte aumento da 2.756 (09/03/2021) a 3.256 (16/03/2021).

Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è arrivato alla soglia critica (40%), con un forte aumento nel numero di persone ricoverate: da 22.393 (09/03/2021) a 26.098 (16/03/2021).

Per la cabina di regia, “è necessario continuare a mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali, alla luce dell’elevata incidenza, l’aumento della trasmissibilità e il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri”.

.Oltre alle misure a livello nazionale, sono necessari ” puntuali interventi di mitigazione e contenimento nelle aree a maggiore diffusione”.

“Alla luce del sostenuto aumento della prevalenza di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità”, l’Iss invita a “mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità.