L’AQUILA – “Ogni giorno che passa diventa sempre più grave la situazione pandemica in Abruzzo in generale e a L’Aquila in particolare. Il numero dei contagiati cresce in maniera oramai esponenziale mentre i principali attori della politica regionale e locale sembrano impegnarsi maggiormente nella ricerca di equilibri di giunte a dir poco imbarazzanti, nel trovare alchimie da rimpasti e nell’ assicurarsi radiosi futuri e brillanti carriere”.
È quanto si legge in una nota a firma del Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana e del Circola SI L’Aquila.
“I dati giornalieri – viene spiegato – inchiodano i responsabili sanitari regionali e locali alle loro responsabilità, anche se sembrano non rendersene pienamente conto. Mentre a Pescara l’assessore alla Sanità afferma che tutto è sotto controllo e invita le persone a ‘limitare le uscite’, a L’Aquila il sindaco Pierluigi Biondi, in preda a crisi populistico-demagogiche e antigovernative tuona contro la chiusura dei ristoranti alle 18. Si mettano d’accordo almeno tra di loro!”.
“La situazione sarebbe comica, se non incombesse la tragedia. L’incompetenza degli organi sanitari a livello regionale e locale è sotto gli occhi di cittadini increduli e spaesati. L’Ospedale Covid di Pescara funziona o non funziona? Con quale personale? E’ vero che bisogna rastrellare professionalità da altre Asl per farlo funzionare? I cittadini hanno diritto a risposte chiare e trasparenti”.
“A L’Aquila, se è vero come è vero che non si possono più fare tamponi, significa allora che siamo all’ultima spiaggia – viene aggiunto – Il capoluogo regionale, in questi giorni pesantemente colpito dall’esplosione di contagi e che inizia, purtroppo, a piangere i primi morti, è completamente allo sbando. La situazione è talmente drammatica che non ce la sentiamo neanche di polemizzare sulla priorità di conferire a Guido Bertolaso detto ‘il rassicuratore’ la cittadinanza onoraria”.
“Il sindaco Biondi, anziché contestare i provvedimenti governativi perché non suggerisce ai suoi camerati le iniziative più opportune per proteggere la popolazione che amministra? O forse pensa di proteggerla aprendo tutto a tutti? Qual è la strategia oltre lo strizzare l’occhio ai ristoratori? E, a proposito, che fine ha fatto quell’assessore regionale – medico aquilano, che partito lancia in resta voleva combattere il Covid, stando comodamente seduto a fianco del direttore generale Roberto Testa, che aveva contribuito a nominare? Dobbiamo forse andare a cercare l’eminente epidemiologo sulle tribune dello Stadio San Paolo di Napoli?”.
“Facciano appello alla loro residua dignità e vadano tutti serenamente a casa, magari chiedendo scusa, ammettendo che non ce la fanno, che non è per loro, che non sono in grado. Se non lo fanno spontaneamente allora è necessario chiedere agli organi preposti che vengano commissariati per manifesta incapacità. Sono riusciti a “regalare” un milione di euro l’anno, per i prossimi cinque anni, al Napoli Calcio utilizzando la procedura d’urgenza legata all’emergenza Covid-19 mentre entravano nel pallone più totale nell’approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali tanto che la campagna di prevenzione regionale è iniziata, colpevolmente, con 15 giorni di ritardo”.
“L’Abruzzo non merita tutto questo che sta succedendo: non merita questa sciatteria, questa mancanza di attenzione, questa mancanza di amore. Meglio un commissario che prenda in mano la situazione che questo Trono di Spade in salsa abruzzese; meglio un commissario che questa accozzaglia di ambizioni personali, intrighi di potere e poltronismo che ammorbano una situazione sanitaria già molto grave”, conclude la nota.






