PESCARA – L’Abruzzo è da oggi ufficialmente in zona bianca: ieri alle 23 è scattato per l’ultima volta il coprifuoco, d’ora in avanti non ci saranno più restrizioni di orario

Restano comunque in vigore le regole comportamentali, quali uso delle mascherine, distanziamento e divieto di assembramento.

Sarà consentito andare a far visita a parenti o amici, restando all’interno della stessa zona, senza limiti di orario o nel numero di persone che si spostano. Le visite ad amici o parenti sono inoltre consentite, dalle ore 5 alle 22, a un massimo di 4 persone, che possono portare con sé i figli minorenni e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi verso tutte le località della zona gialla.

Per quanto riguarda i ristoranti nessun limite di orario causa covid resta il distanziamento di un metro tra i tavoli, mentre nei bar e nei ristoranti al chiuso potranno sedere allo stesso tavolo al massimo sei persone, ma il numero può aumentare se far si tratta di due soli nuclei familiari.

Ok a feste di nozze presentando la certificazione verde, il cosiddetto green pass, che attesta di essere vaccinato, di essere guarito dal Covid-19 o di aver fatto un tampone nelle 48 ore precedenti all’evento.

Riaprono piscine coperte, centri benessere, sale gioco, parchi a tema, centri sociali e culturali. Ripartono, inoltre, i corsi di formazione.

Nelle regioni bianche possono riaprire anche le discoteche, ma senza ballare. Si potrà ascoltare la musica, mangiare e bere, ma sarà vietato stare sulla pista.

Resta l’obbligo della mascherina anche all’aperto, quando non si può mantenere il distanziamento, e al chiuso in luoghi diversi dalla propria abitazione.

A Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Molise, finite nella fascia di minori restrizioni lunedì scorso, oggi si sono aggiunte altre quattro regioni, dopo aver raggiunto l’ambita meta dei tre monitoraggi settimanali consecutivi con un’incidenza sotto la soglia di rischio di 50 casi per centomila abitanti. Si tratta appunto dell’ Abruzzo, Liguria, Veneto e Umbria.

Intanto l’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti scende ancora e arriva a quota 20 (la soglia da non superare per la zona bianca è 50). I dati del giorno confermano il graduale miglioramento. I ricoveri scendono sotto quota cento: è da otto mesi che non si registrava un dato così basso.

L’ULTIMO BOLLETTINO

Sono 13 nuovi casi di coronavirus, di età compresa tra 12 e 74 anni, registrati in Abruzzo nelle ultime 24, su 980 tamponi molecolari e 162 tamponi antigenici. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 1.1 per cento.

Dei nuovi casi, cinque sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, tre in provincia di Chieti, quattro in provincia di Pescara e uno in provincia di Teramo.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 2, residenti in provincia di Pescara.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra invece 5 nuovi casi e sale a 2.496, di età compresa tra 63 e 85 anni, 1 in provincia di Chieti, 3 in provincia di Pescara e 1 in provincia di Teramo. Del totale odierno, 2 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni scorsi e comunicati solo oggi dalla Asl.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 67218 dimessi/guariti (+584 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 4575 (-570 rispetto a ieri).

91 pazienti (+1 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 7 (-2 rispetto a ieri con 0 nuovi ingressi) in terapia intensiva, mentre gli altri 4477 (-553 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

GRIMALDI: “POCHI RICOVERATI E IN BUONE CONDIZIONI, MA NON ABBASSARE LA GUARDIA”

“Zona bianca in Abruzzo significa 50 casi per 100 mila abitanti e questo permetterà di allentare le restrizioni: in reparto arrivano casi sporadici, se le cose continueranno così, spero di andare alla riapertura di un’ala dedicata alle malattie no covid. Quindi non c’è grande pressione, il quadro è lo stesso dello scorso anno, ma ora abbiamo i vaccini e credo una maggiore coscienza sull’importanza di indossare mascherine e di rispettare il distanziamento sociale soprattutto in ambienti chiusi. Ma non dobbiamo abbassare la guardia per raggiungere il prima possibile l’ immunità di gregge con la vaccinazione che sta andando a buoni ritmi”.

Così il primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, sull’ingresso da oggi dell’Abruzzo in zona bianca.

Grimaldi sottolinea che “se la situazione dovesse rimanere in questi termini riaprirà dieci posti per malati ‘normali’ e dieci posti saranno destinati al covid, con i due spazi che sono separati”.

Nel reparto aquilano non si registrano decessi dallo scorso mese di dicembre, attualmente sono una decina i ricoverati.

“I ricoverati sono in buone condizioni, altri li stiamo curando a casa – spiega ancora Grimaldi – Se si riesce a curare con terapie personalizzate, anche a domicilio, ci sono molte più chance di guarigione. E poi non bisogna dimenticare che abbiamo anche l’arma della terapia monoclonale che, se effettuata in tempi precoci nei confronti di pazienti fragili, tra cui dializzati, obesi e diabetici gravi, dà risultati eccellenti”.

FOSCHI: “ABRUZZO BIANCO PER IMPEGNO CORALE, MA PRUDENZA”

“Da oggi l’Abruzzo è in zona bianca, un risultato straordinario frutto dell’impegno di tutti gli Abruzzesi, del lavoro svolto dal nostro Assessore della Lega Nicoletta Veri, del nostro Sistema Sanitario, della campagna vaccinale, della capacità di tracciamento e dei corretti comportamenti individuali. Non prendiamolo come un risultato acquisito per sempre. Riprendiamoci la nostra vita, ma facciamolo con un po’ di ‘prudenza’ e rispetto”. Così il vice coordinatore abruzzese della Lega, Massimiliano Foschi, sull’ingresso in zona bianca dell’Abruzzo, dalla mezzanotte di ieri. Foschi, 37 anni, è cardiochirurgo all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti.

“L’approdo in zona bianca è fondamentale per la ripartenza e per dirigersi verso il ritorno alla normalità – spiega ancora -. La pandemia ci ha fatto capire quanto sia preziosa la nostra libertà, una libertà che davamo per scontata: non dobbiamo farlo, dobbiamo proseguire con la campagna di vaccinazione, perché davvero più saremo vaccinati e più saremo sicuri ma continuando con le attenzioni ed i comportamenti saggi che abbiamo imparato. Esortiamo i cittadini a non dimenticare ed essere responsabili per non rischiare nuove restrizioni finalizzate a salvaguardare la salute pubblica”. Per il medico ed esponente della Lega, “questa pandemia ci ha impartito diverse lezioni, dobbiamo farne tesoro per costruire una sanità migliore per il futuro. Abbiamo messo alla prova noi stessi, abbiamo capito di avere un buon sistema sanitario che dobbiamo coltivare, delle professionalità straordinarie che dobbiamo premiare e incrementare”. “Abbiamo imparato quanto siano importan
ti la nostra libertà, le nostre relazioni sociali ed i luoghi di incontro, la libertà di spostamento, la ‘libertà al lavoro’ e la ‘libertà d’impresa’. Faremo in modo, anche con la prosecuzione della campagna vaccinale, che i valori che abbiamo riconquistato con il sacrificio di questi mesi siano slancio ed una nuova linea di ripartenza con ambizioni di miglioramento – conclude il vice segteraio abruzzese dei salviniani che in Abruzzo con 10 consiglieri su 17 e 4 assessori su 10 sono la forza maggiore della coaliazione di centrodestra che governa la regione.