L’AQUILA – Da oggi anche l’Abruzzo assieme a tutto il Centro-nord è tornato zona gialla, ad eccezione degli 11 comuni ancora in zona rossa. Ma il settore della ristorazione, il più colpito contesta l’eccesso di regole, in primis coprifuoco che resta alle 22, e l’obbligo di servire esclusivamente in tavoli esterni, tenuto conto delle rigide temperature.
Da oggi in Abruzzo si potrà comunque tornare a viaggiare liberamente anche se bisognerà tenere conto del coprifuoco alle 22, soprattutto se si va a cena fuori.
“Consentire la riapertura dei ristoranti a pranzo e cena per chi ha spazio esterno riguarda – stima però la Coldiretti – in media circa la metà dei servizi di ristorazione presenti con i posti all’aperto dei locali che sono, però, molti meno rispetto a quelli al coperto”. Viene aggiunto che “le maggiori difficoltà si registrano nei centri urbani stretti tra traffico ed asfalto mentre nelle campagne ci si sta organizzando per offrire agli ospiti degli agriturismi la possibilità di cenare sotto gli uliveti o in mezzo alle vigne.
“A preoccupare tutti – sottolinea Coldiretti – il limite fissato per il coprifuoco alle 22 poiché gli agriturismi sono situati nelle aree rurali e ci vuole tempo per raggiungerli dalle città. Coldiretti aggiunge che “le riaperture sono indicate come priorità da quasi un italiano su tre (30%) che desidera tornare in pub, ristoranti e agriturismi”. E’ rilevato che i mesi di lockdown hanno tagliato i redditi degli operatori con un crollo del fatturato della ristorazione del 42% nel 2020. Sono stati 1,1 milioni di tonnellate di cibi e di vini invenduti dall’inizio della pandemia.
Sul tema, il Codacons ha lanciato anche in Abruzzo un ricorso collettivo al Tar in favore dei ristoratori della regione e delle imprese del settore del wedding, categorie ingiustamente penalizzate dall’ultimo Decreto del Governo sulle riaperture.
“Le ultime disposizioni che regolano a partire dal 26 aprile la ripresa delle attività economiche sono incostituzionali nella parte in cui discriminano determinati esercizi limitandone orari e modalità di apertura al pubblico – spiega il Codacons in una nota – E’ il caso dei ristoranti che non dispongono di spazi all’aperto e che dovranno rimanere chiusi o limitarsi al take away e consegne a domicilio, o al settore dei matrimoni, per il quale il Governo non ha previsto ancora una data per la ripresa degli eventi. Eppure sia all’interno dei ristoranti al chiuso, sia nei locali che organizzano cerimonie e matrimoni, è possibile garantire la sicurezza degli avventori ricorrendo al distanziamento, alla riduzione della capienza massima, a sale ad hoc per vaccinati e ad altre misure che permettano a tali attività di tornare a lavorare nel rispetto delle norme anti-Covid. Proprio su tale aspetto il decreto del Governo realizza una illegittima discriminazione tra locali, con cinema, teatri e librerie che, pur essendo al chiuso, possono ospitare clienti, a differenza dei ristoranti che non dispongono di spazi all’aperto”.
Quello del Codacons è quindi un ricorso collettivo al Tar del Lazio, al quale possono da oggi aderire tutti i ristoratori dell’Abruzzo e tutte le imprese che operano nel settore del wedding, finalizzato a chiederne l’annullamento nella parte in cui impedisce a tali attività di operare al pari di altre categorie di esercizi (per info e adesioni www.codacons.it )
Il Codacons ha inoltre organizzato per mercoledì 28 aprile alle ore 16:30 un webinar dove i legali dell’associazione illustreranno a ristoratori e imprese della regione che operano nel campo dei matrimoni il nuovo ricorso al Tar e risponderanno a dubbi e quesiti degli interessati.
Discorso del tutto differente se ci si trova in una delle cinque regioni ancora arancioni, vale a dire Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata e Valle d’Aosta e in Sardegna, unica zona ancora rossa. In questo caso gli spostamenti sono consentiti solo presentando il certificato verde, che si ottiene se si è vaccinati con prima e seconda dose, si è guariti dal Covid o si è eseguito un tampone nelle ultime 48 ore con esito negativo. All’interno delle regioni gialle, inoltre, è possibile anche in quattro persone andare a trovare amici e parenti in un’altra casa. Si potrà tornare a pranzare e cenare nei ristoranti, ma fino alle 22, e su tavoli all’aperto. Sarà vietato consumare al banco. Via libera con limitazioni anche a spettacoli dal vivo. Chiusi i centri commerciali nei festivi e prefestivi.
In Abruzzo si torna in classe al 70% nelle scuole superiori, ma per le classi quinte gli studenti sono in classe al 100% in preparazione della maturità. Le stesse percentuali valgono per le zone rosse. Fino alla terza media, invece, la didattica è in presenza per tutti. Per quel che riguarda le università il decreto prevede che da oggi al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività curriculari siano svolte prioritariamente in presenza. Durante lo stesso periodo in zona rossa i piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari “possono prevedere lo svolgimento in presenza delle attività formative degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio ovvero delle attività formative rivolte a classi con ridotto numero di studenti”.
Regole che non valgono per gli 11 comuni in zona rossa abruzzesi: Torricella Sicura, Castellalto, Martinsicuro e Giulianova per la provincia di Teramo, San Pio delle Camere, San Vincenzo Valle Roveto, Barisciano, Sante Marie, Morino, a cui si aggiungono Capitignano e Oricola, per la provincia dell’Aquila.
BENE L’OPEN DAY VACCINI ASTRAZENECA
Ieri in Abruzzo sono scattati gli Open day della vaccinazione anti-Covid per smaltire le circa 3500 dosi di AstraZeneca rimaste in giacenza a causa delle rinunce precedenti, nelle province di Pescara e L’Aquila riservata agli over 60 senza patologie che lo vorranno potranno o anticipare la somministrazione, magari già prenotata, o addirittura ricevere la dose senza aver aderito ad alcuna piattaforma.
Ottimo il riscontro in entrambe le provincie, a Pescara l’iniziativa, che proseguirà per altri cinque giorni fino a esaurimento scorte al Palafiere di via Tirino, e nel giro di 24 ore sono terminate le disponibilità fino a mercoledì.
Larga adesione anche in provincia dell’Aquila, nei 7 punti vaccinali della Asl. Complessivamente, nella giornata di oggi, le dosi di Astrazeneca somministrate sono state 1.750, addirittura 300 in più rispetto alle prenotazioni effettuate ieri dagli utenti nei diversi uffici dei Comuni che hanno supportato l’iniziativa della Asl, avviata d’intesa con la Regione.
IL NODO IRRISOLTO DI BAR E RISTORANTI
Novità anche per bar ristoranti, i più devastati dai lockdown: da oggi come recita il decreto “nella zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, a pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati. Resta anche il divieto, per bar senza cucina e le enoteche, di vendere bevande da asporto dopo le 18.
Le dichiarazioni del ministro per gli Affari generali Mariastella Gelmini, che aveva parlato della possibilità di poter rimanere seduti al tavolo fino alle 22 e poi tornare a casa senza il rischio di incorrere in sanzioni, in realtà sono state smentite da una circolare del Viminale. Non si può stare fuori dalla propria abitazione.
I baristi protestano per il divieto di servire al banco. E in generale i titolari di locali di somministrazione sono contrari al coprifuoco alle 22, e ai pranzi e cene solo all’aperto.
Marisa Tiberio, presidente Confcommercio Chieti, sottolinea che “da un sondaggio fatto, il 40-50% dei ristoranti non riaprirà perché le temperature non favoriscono cene all’esterno e, comunque, per riaprire al pubblico bisogna richiamare i dipendenti, servono i tavoli, un aiuto in cucina”.
CINEMA E TEATRI
Come recita il decreto, in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto possono essere svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale.
La capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.
Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida vigenti. Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico quando non è possibile assicurare il rispetto di tali condizioni. In relazione all’andamento epidemiologico e alle caratteristiche dei siti, si potrà autorizzare la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all’aperto, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida.
ATTIVITA’ SPORTIVE
Da oggi infatti c’è il via libera alla pratica di qualsiasi sport all’aperto, anche da contatto: si può tornare a giocare quindi a calcetto o basket, solo per fare qualche esempio. Ma il decreto pone comunque delle limitazioni per garantire la sicurezza di tutti. “Resta comunque interdetto l’uso degli spogliatoi se non diversamente stabilito nelle linee guida”, è infatti specificato nel testo.
MUOVERSI IN ZONA GIALLA: VADEMECUM
Spostamenti verso altre abitazioni
Dal 26 aprile al 15 giugno 2021, nella zona gialla, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Le persone che si spostano potranno portare con sé i minorenni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi.
Spostamenti verso seconde case
Si possono raggiungere le seconde case in regioni gialle e arancioni, si possono portare familiari o amici ma non più di 4.
Da una regione gialla all’altra
Dal 26 aprile 2021 sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla. Dunque non serve nessuna autocertificazione per motivi di lavoro, sanitari e altre motivate ragioni.
Da una regione gialla ad una regione arancione o rossa
Il decreto prevede l’introduzione, sul territorio nazionale, delle cosiddette certificazioni verdi Covid-19, comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il Sars-CoV-2 o la guarigione dall’infezione o l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo. Le certificazioni di vaccinazione e quelle di avvenuta guarigione avranno una validità di sei mesi, quella relativa al test risultato negativo sarà valida per 48 ore. Le certificazioni rilasciate negli Stati membri dell’Unione europea sono riconosciute come equivalenti, così come quelle rilasciate in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione riconosciuta nell’Unione europea.
L’ULTIMO BOLLETTINO COVID
Sono 97 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 1 e 88 anni, emersi dall’analisi di 2.270 tamponi molecolari e 1.306 test antigenici: il tasso id positività è pari al 2.7%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 70.615.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra un nuovo caso e sale a 2.377: si tratta di una 87enne della provincia di Teramo. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 59.181 dimessi/guariti (+183 rispetto a ieri).
Del totale dei casi positivi, 17.619 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+23 rispetto a ieri), 18.126 in provincia di Chieti (+51), 17.715 in provincia di Pescara (+6), 16.426 in provincia di Teramo (+15), 543 fuori regione (+1) e 186 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 25, di cui 2 in provincia dell’Aquila, 3 in provincia di Pescara, 15 in provincia di Chieti e 5 in provincia di Teramo.
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 9.057 (-88 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 996.391 tamponi molecolari (+2.270 rispetto a ieri) e 400.518 test antigenici (+1.306 rispetto a ieri).
419 pazienti (-13 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 44 (invariato rispetto a ieri con un nuovo ricovero) in terapia intensiva, mentre gli altri 8.594 (-75 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.






