PESCARA – Italia tutta gialla tranne la Valle d’Aosta che resta arancione.
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firma una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire dal 17 maggio. Passano in area gialla le Regioni Sicilia e Sardegna. Resta in area arancione la Valle d’Aosta. Tutte le altre Regioni e Province Autonome sono in area gialla, Abruzzo compreso.
Continua, anche se lentamente, la decrescita della curva dell’epidemia da Covid-19 in Italia: l’indice di trasmissibilità Rt, secondo l’ultimo monitoraggio settimanale della Cabina di regia, si è infatti ulteriormente abbassato arrivando al valore di 0,86 ed anche l’incidenza risulta ancora in discesa toccando i 96 casi su 100mila abitanti. E buone notizie riguardano pure la situazione degli ospedali, con sole tre regioni – Lombardia, Toscana e Calabria – che sono sopra le soglie di allerta per l’occupazione dei posti letto per Covid in terapia intensiva e nei reparti di area medica.
Lunedì si riunirà la cabina di regia convocata da Mario Draghi e dovrebbe cambiare anche l’indice Rt che andrà in soffitta, sostituito dall’indice ospedaliero che valuterà la situazione dei ricoveri e l’occupazione delle terapie intensive.
Anche in Abruzzo la curva dei contagi sembra confermare una tendenza alla discesa.
Sono intanto 112 nuovi positivi, di età compresa tra 1 e 97 anni, registrati in Abruzzo su 4.182 tamponi molecolari e 2.386 test antigenici.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 1 nuovi caso. Del totale dei casi positivi, 38 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 39 in provincia di Chieti, 12 in provincia di Pescara e 20 in provincia di Teramo; tre provengono invece da fuori regione.
Sono invece 63.692 i dimessi o guariti dall’inizio dell’emergenza (+105 rispetto a ieri), mentre ammontano a 6.892 attualmente positivi (+6), di cui 205 ricoverati in area medica (-10), 19 ricoverati in terapia intensiva (invariato), 6668 in isolamento domiciliare (+16).
Nella conferenza stampa di ieri i dati nazionali sono stati valutati positivamente dal presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro.
In tutti i Paesi europei, ha spiegato, “le curve sono o stabili o in lenta decrescita e anche in Italia la curva indica una progressiva decrescita. Una decrescita lenta ma che continua in queste ultime settimane e si rileva in tutte le regioni”.
Inoltre, “tre regioni – ha evidenziato – sono scese sotto la soglia dei 50 casi per 100mila abitanti, soglia che recupera la possibilità di effettuare il tracciamento stabile dei casi”.
“L’età media dei casi scende da 41 a 40 anni e la decrescita si rileva anche nella fascia tra 0 e 9 anni. – ha aggiunto Brusaferro – Negli anziani la decrescita è maggiore e questo è un indicatore della campagna vaccinale in corso”. “In questa fase sta crescendo la vaccinazione nella fascia tra 60 ai 69 anni, e gli over-80 raggiungono tassi di copertura elevati. Il tasso di ospedalizzazione è strettamente correlato la percentuale dei vaccinati over-80, ed è dunque in decrescita”.
“Credo che progressivamente l’idea è di arrivare a superare la misura del coprifuoco”, ha detto ancora Brusaferro.
“La pressione sui servizi ospedalieri decresce ma in 3 regioni è sopra la soglia critica, Rt è stabile sotto la soglia critica e continua anche a diminuire l’incidenza ma bisogna recuperare il valore di 50 casi per 100mila abitanti. La variante inglese è dominante e dunque bisogna ridurre il numero di nuovi casi aumentando il numero di vaccinati e mantenendo le misure di mitigazione per accompagnare questa fase di transizione”.
“La sfida è arrivare a vaccinare i giovani per rallentare la velocità della circolazione virale, come ha dimostrato un recente studio in Israele. Dunque bisogna vaccinarsi il più possibile, in fretta e con ogni vaccino disponibile”. Lo ha detto in conferenza stampa il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza.
“In questo momento va data la precedenza ai paesi piu poveri per la disponibilità delle dosi vaccinali, ma in seguito la vaccinazione dei bambini sarà da prendere inconsiderazione per un forte controllo dell’epidemia” – ha aggiunto Rezza – Da un lato i bambini tendono a non sviluppare forme gravi di Covid per cui non ci sarebbe un’indicazione secca a vaccinarli, dall’altra parte se si vuole ottenere un effetto forte di controllo dell’infezione bisognerà vaccinare i bambini altrimenti l’infezione continuerà a circolare. Quindi la vaccinazione dei bambini sarà da considerare”.
“Sembra che la variante indiana abbia una elevata trasmissibilità per cui sarebbe giustificato un rafforzamento delle misure laddove è presente, ma non ci sono dati che dimostrano la maggiore aggressività clinica. Sulla capacita di dare infezione nei vaccinati, per ora non sembra essere cosi preoccupante come la variante sudafricana”.
“I dati inglesi confortano nella decisione di offrire per la seconda dose lo stesso vaccino AstraZeneca, perchè il rischio di eventi avversi rari è pari a 1 su un milione. – ha detto ancora Rezza – Noi siamo sempre molto cauti ma abbattere la mortalità da Covid è un obiettivo prioritario”.






