L’AQUILA – Uno studente su cinque è in quarantena e quindi in dad, mentre una classe su tre ha almeno una parte degli alunni a casa. A dirlo è il ministero dell’Istruzione nella settimana dal 17 al 22 gennaio, diffuso nei giorni scorsi, secondo cui l’Abruzzo è tra le regioni più in difficoltà rispetto alla media nazionale.
Come si legge sul quotidiano Il Centro, al momento ci si aspetta comunque una discesa dei numeri, sia a fronte del calo dei contagi e sia perché il Governo, tra oggi e domani, cambierà le regole sulla quarantena nelle scuole.
In particolare, la stima degli studenti in didattica a distanza in Abruzzo, nella settimana tra il 17 e il 22 gennaio è stata di 36.087 sul totale di 167.850. Secondo il report del Miur, che fornisce il dato percentuale degli studenti che sono in quarantena, in Abruzzo si parla del 21,5%, più alto della media italiana del 18,1%. Le classi interamente in quarantena sono invece 1.584 su 8.756: si tratta del 18,1%, anche in questo caso superiore al dato nazionale fermo al 15,5%. Le classi restanti, inoltre, non seguono totalmente lezioni in presenza: sono 1.646, e cioè il 18,8%, in didattica integrata Ddi, per evitare situazioni di rischio elevato.
E’ intanto in arrivo l’introduzione di una differenziazione tra alunni vaccinati e non anche alle elementari e l’estensione alla primaria delle regole già in vigore per medie e superiori, con i più piccoli dovrebbero quindi passare in Dad con tre positività in classe e non più due.
L’obiettivo è proprio quello di ridurre le differenze tra un istituto e l’altro e tra studenti e resto della cittadinanza, estendendo quindi la distinzione tra vaccinati e non vaccinati dove ancora non era prevista ed equiparando il sistema delle quarantene scolastiche a quello in vigore per tutti i cittadini.
In pratica, scrive ancora Il Centro, con due positivi rimarrebbe in pratica a casa solo chi è vaccinato da più di 4 mesi o non ha mai ricevuto nemmeno la prima dose e chi ha contratto il virus ed è guarito da più di 120 giorni. Il periodo di Dad sarà comunque più breve rispetto a quello attuale, mentre non è previsto isolamento per vaccinati da meno di 120 giorni o con terza dose e guariti, 5 giorni per chi è vaccinato o guarito da più di 120 giorni e 10 giorni per i non vaccinati.
In tal modo, i ragazzi in autosorveglianza che non hanno avuto sintomi potrebbero infatti tornare in classe senza nemmeno presentare il tampone.
Il sistema “T0-T5”, in vigore nella scuola primaria e che prevede un test nel momento in cui si viene a sapere che un compagno è risultato positivo e un altro cinque giorni dopo, potrebbe infine essere sostituito da un T3, ovvero dall’indicazione di eseguire un unico tampone a tre giorni di distanza dalla comunicazione di un caso positivo.
Rimarrà invece invariato il sistema per le scuole dell’infanzia, dove con un caso di positività si applica al gruppo classe la sospensione delle attività per una durata di dieci giorni.






