L’AQUILA – Il referente sanitario regionale per le Emergenze, Alberto Albani, comunica che “negli ultimi giorni, alcuni articoli degli organi di stampa hanno riportato dati sulla letalità nella regione Abruzzo non corretti. Affinché i dati siano comparabili, devono essere messi a confronto gli stessi parametri. In particolare, – spiega Albani – il tasso di letalità deve essere calcolato dividendo il numero dei decessi per SARS-CoV-2 per le persone contagiate. Le persone decedute per coronavirus, a tutt’oggi, nella regione Abruzzo sono 487, mentre le persone potenzialmente positive, in base ai dati ISTAT della sieroprevalenza, indicano una popolazione stimata di contagiati pari a 14.000/15.000 unità. Il tasso di letalità, quindi, per la regione Abruzzo risulta dal rapporto 487/14.000-15.000 per un valore pari a 3,2-3,4%, in linea con la media nazionale”.
Nuova impennata dei contagi da Coronavirus in Abruzzo: sono 68 i casi accertati con i test delle ultime 24 ore.
Si registra un decesso recente, una 80enne della provincia di Chieti, con il bilancio delle vittime sale a 486.
L’età dai nuovi pazienti va dai 3 ai 93 anni. I positivi con età inferiore a 19 anni sono otto, di cui 4 in provincia di Pescara, 1 in provincia di Chieti e 3 in provincia di Teramo.
Dei nuovi casi, 24 riguardano l’Aquilano, 18 il Pescarese, 22 il Chietino e 35 il Teramano; invariato il numero dei casi che arrivano da fuori regione, che si assesta ancora a 37, mentre per 3 sono in corso verifiche sulla provenienza.
Gli attualmente positivi, 97 in più rispetto a ieri, sono 1.249: 100 pazienti (+10) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 7 in terapia intensiva, mentre gli altri 1142 (+87) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 218754 test (+2787 rispetto a ieri).
Il totale dei casi abruzzesi sale a 4.886: 752 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 1.148 in provincia di Chieti, 2.005 in provincia di Pescara, 931 in provincia di Teramo.
Dopo l’allarme alla Rsa “San Vitale” di San Salvo, sono in tutto 14, su un totale di 107 sottoposte al test, le persone contagiate. L’indagine epidemiologica è scattata a seguito del caso dell’anziana, deceduta ieri, che era stata ricoverata in Ortopedia, all’ospedale di Vasto, a causa di un trauma.
In particolare, nel chietino sono 227, con un’età media di 43 anni, le persone risultate positive al Coronavirus dal primo luglio al 3 ottobre scorsi, con un aumento evidente soprattutto nei mesi di agosto e settembre. Nello stesso periodo sono stati eseguiti 3.927 tamponi nei “drive in” allestiti dalla Asl Lanciano Vasto Chieti, di cui 2.195 all’Ospedale di Ortona e 1.732 davanti a quello di Atessa, ma negli ultimi giorni c’è stato un sensibile incremento, con una media tra i 600 e gli 800 test quotidiani.
Contagiato anche un dipendente della bottiglieria Lo Zio, in pieno centro all’Aquila. I gestori hanno fatto sapere sui social che il locale è stato chiuso in via precauzionale e che si sta adesso procedendo a tutti i controlli del caso. Dopo l’annuncio di ieri, i titolari dell’Anbra, Anonima Brasseria aquilana, situato in via Garibaldi hanno invece fatto sapere che la birreria tornerà operativa a partire da stasera.
Sempre nell’Aquilano, infine, due contagi si registrano comuni di Fossa e Villa Sant’Angelo.
COVID, TAMPONI ALLA RSA DI SAN SALVO: 14 POSITIVI TRA OPERATORI E OSPITI
Sono in tutto 14 le persone contagiate dal Coronavirus nella Rsa “San Vitale” di San Salvo, su un totale di 107 sottoposte al test. L’indagine epidemiologica è scattata a seguito del caso dell’anziana, deceduta ieri, che era stata ricoverata in Ortopedia, all’ospedale di Vasto, a causa di un trauma. Come da prassi, il caso è stato preso in carico dal Dipartimento di Prevenzione, diretto da Giuseppe Torzi, che ha disposto l’esecuzione di tamponi per ospiti e personale della struttura. Sono risultati positivi sei operatori e otto pazienti, che non manifestano sintomi e sono stati isolati, rispettivamente nel proprio domicilio e nella stessa struttura. Intanto è stato richiesto anche un secondo tampone di controllo per tutti, al fine di accertare eventuali positività che non si erano manifestate nella prima tornata.
Dall’indagine epidemiologica in corso è emerso che il contagio potrebbe avere origine da un contesto conviviale, motivo per il quale il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti chiede a tutti comportamenti responsabili: “In questo momento è necessario rinunciare a cene e feste – raccomanda Thomas Schael – che sempre più spesso sono all’origine dei nuovi focolai. E’ un piccolo sacrificio a cui siamo chiamati tutti, per evitarne altri di diversa portata”.
Il caso di San Salvo ha riportato in primo piano il rischio di contagio nelle Rsa e in generale nelle strutture che accolgono le persone anziane, che anche nella prima fase della pandemia erano divenute focolai, almeno alcune, per via dei numerosi casi positivi che erano stati identificati al loro interno. Al fine di contenere, nei limiti del possibile, la diffusione del virus nelle strutture comunitarie e tutelare la categoria degli anziani, particolarmente vulnerabile, Schael ha intensificato il programma di sorveglianza nelle strutture residenziali per anziani, affidandone il coordinamento ad Annabella Antonucci, responsabile dell’unità operativa “Valutazione appropriatezza delle prestazioni sanitarie”. Sarà effettuato uno nuovo screening nelle residenze della provincia di Chieti, sottoponendo a tampone ospiti e personale, nel rispetto del programma di sorveglianza attiva intrapreso da mesi.
227 POSITIVI NEL CHIETINO IN 3 MESI: NEGLI ULTIMI GIORNI QUASI 800 TEST QUOTIDIANI
Sono 227, con un’età media di 43 anni, le persone risultate positive al Coronavirus in provincia di Chieti dal 1° luglio al 3 ottobre scorsi, con un aumento evidente soprattutto nei mesi di agosto e settembre. Nello stesso periodo sono stati eseguiti 3.927 tamponi nei “drive in” allestiti dalla Asl Lanciano Vasto Chieti, di cui 2.195 all’Ospedale di Ortona e 1.732 davanti a quello di Atessa. Negli ultimi giorni c’è stato tuttavia un sensibile incremento, con una media tra i 600 e gli 800 test quotidiani.
Per giovedì 15 ottobre è prevista l’apertura del nuovo “drive in” di Gissi, dove sono in fase avanzata i lavori di preparazione della struttura. Si completerà in tal modo la rete dei drive in nella provincia: vi si possono recare quanti risiedono o sono domiciliati in un Comune del Chietino e hanno la prescrizione medica per il tampone, chi rientra dai Paesi per i quali è previsto l’obbligo del test molecolare o antigenico e chi torna in Abruzzo dalle altre regioni italiane, escluso il Molise.
Secondo lo studio, elaborato dal Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria, diretto da Giuseppe Torzi, nei tre mesi presi in considerazione sono state ricoverate 19 persone negli ospedali della provincia: 13 nel reparto di Malattie infettive di Chieti e quattro in quello di Vasto, uno nella Clinica pediatrica e un altro nell’Unità coronarica del “SS. Annunziata” di Chieti. Al 9 ottobre risultavano nove i ricoverati, più due trasferiti al Covid Hospital di Pescara. Oggi il dato sale a 13 ricoverati, di cui 10 nella Clinica di Malattie infettive teatina (che ha dimesso cinque persone nelle ultime 48 ore) e tre nel reparto di Vasto.
Stando ai dati, i Comuni con la maggiore presenza di casi rispetto alla popolazione sono quelli che fanno parte del distretto sanitario Alto Vastese, con 30 positivi e un’incidenza pari a 190 positivi ogni 100mila abitanti. Seguono i Comuni dei distretti di Chieti con 37 casi (e un’incidenza di 73 per 100mila abitanti), Francavilla al Mare con 34 casi (incidenza pari a 60), Vasto Costa Sud con 40 (incidenza 46), Sangro Aventino con 23 (46), Ortona con 16 (46), Lanciano con 24 (39) e Guardiagrele con 7 casi (e un’incidenza di 22 su 100mila abitanti).






