ROMA – Non ci sarà alcuno slittamento e le date di ripartenza delle scuole restano quelle previste dal calendario.
È quanto apprendono le agenzie da fonti di Governo, in merito alla ripartenza delle scuole, prevista tra il 7 e il 10 gennaio.
Intanto, mentre cresce il dibattito su più fronti – dalla dad per gli studenti non vaccinati alla chiusura della scuola per un periodo – a regnare è ancora l’incertezza.
“La Scuola rappresenta un bacino di contagi. È chiaro che non avendo lavorato sugli aspetti strutturali, possiamo modificare quanto vogliamo le modalità di screening e quarantena, ma con questa circolazione virale così alta bisogna fare delle valutazioni. Se decidiamo di tenere aperte le scuole bisognerà chiudere qualcos’altro perché non abbiamo tanti margini per far circolare il virus”, il parere di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenendo ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus.
Per il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso: “I soldi ci sono, ora è necessario costruire impianti di aereazione all’interno delle scuole. Ci sono 150 milioni di euro stanziati, ma la burocrazia spesso ferma l’avvio dei lavori all’interno degli istituti – aggiunge – Non è possibile che le autorità sanitarie continuino a ribadire che per contrastare il Covid occorra tenere le finestre aperte perché i nostri ragazzi non prenderanno il Covid ma si ammaleranno di polmonite. Le scene delle coperte in classe non sono ammissibili”.
C’è attesa, anche da parte dei pediatri, per le decisioni che arriveranno mercoledì sulle scuole dal Consiglio dei Ministri. Intanto però, la presidente della Sip, Società italiana di pediatria, Annamaria Staiano, definisce “di sicuro una discriminazione” il suggerimento di alcuni governatori di differenziare la quarantena fra bimbi vaccinati e non, mentre la proposta del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca di rimandare l’inizio delle scuole la presidente della Società italiana di pediatria ritiene ” vada inquadrato nella situazione epidemiologica dei prossimi giorni”.
“Se continua questa impennata come ieri – rileva Staiano – abbiamo sentito che a livello governativo si sta prendendo la decisione di richiedere di nuovo lo smart working per i lavoratori autonomi e non, così anche per la scuola occorre vedere sulla base del dato epidemiologico e adeguarsi sul fatto se riprendere le scuole o rimandare l’apertura. E poi standardizzare in caso di positività nelle classi quali siamo a provvedimenti da richiedere per la quarantena. Mercoledì ci saranno le indicazioni”.






