L’AQUILA – “Per l’aperitivo della vigilia gli assembramenti si possono evitare e il rispetto delle norme si può garantire con la prevenzione e il controllo”.
E’ la presa di posizione di Daniele Stratta, presidente provinciale della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), titolare del noto locale Garibaldi dell’Aquila, in una intervista di oggi su Il Messaggero.
Lo stesso Stratta ha poi scritto ad Abruzzoweb: “chiedo rettifica di ad Abruzzoweb per il modo incompleto e sintetico di come è stato esposto il mio pensiero. Le mie dichiarazioni sono rese solo per accendere i riflettori sulla nostra categoria, la più colpita da questa emergenza sanitaria. Siamo perfettamente consapevoli della situazione e del fatto che dovremo stare chiusi, sostenendo che qualora diventassimo gialli, la legge permette di fare somministrazione sino alle 18 e che quindi, coaudiuvati dalle forze dell’ordine e dalla sicurezza da noi finanziata, si potrebbe svolgere in maniera ridotta e in sicurezza, come il mercato in piazza e i negozi domenica scorsa in centro.
Se il governo centrale decidessi di fare una nuova ordinanza con dovuti e adeguati ristori, resteremo a casa con molto piacere”.
Stratta si è fatto portavoce dei tanti gestori dei locali aquilani, messi in ginocchio dalle restrizioni anti-covid, e che hanno proposto di poter almeno poter lavorare in occasione del tradizionale brindisi della vigilia, che cade il 24 dicembre. Pronti anche ad assumere personale ad hoc per controllare che non si creino assembramenti entro i cinque metri di distanza dal locale, ma chiedono che oltre questa distanza, siano le forze dell’ordine ad intervenire in modo preventivo e a presidiare il territorio. Sempre che l’Abruzzo entri in zona gialla, come ovvio.
“Se dovessero decidere per una stretta e di istituire una zona rossa, a quel punto il governo Conte dovranno darci nuovi aiuti e versare soldi sui nostri conti perché qui si sta rischiando davvero il tracollo”, commenta inoltre Stratta.






