ROMA – Giornata rovente da Londra a Parigi dove esplodono le proteste contro le nuove misure adottate per contrastare le norme anticovid e contro la legge sulla “sicurezza globale” – e in particolare sull’articolo 24 che vieta di fotografare e filmare poliziotti in azione – ma anche contro le violenze della polizia negli ultimi giorni in Francia.

A Londra scontro tra manifestanti e polizia: gli agenti hanno arrestato oltre 60 persone, ma il loro numero è destinato ad aumentare. Le violenze sono avvenute lungo Oxford Street, dove i manifestanti hanno marciato nonostante le forze dell’ordine avessero intimato loro di disperdersi e “rientrare a casa”, pena “l’arresto”. Oltre 57mila persone sono morte a causa del coronavirus nel Regno Unito; per cercare di rallentare la diffusione del contagio, il governo ha decretato in Inghilterra un secondo lockdown che si avvia al termine la prossima settimana.

A Parigi, invece, il grosso della manifestazione la “Marcia per le libertà”, è arrivata alla Bastiglia. A margine, gruppi di giovani hanno dato vita a scontri con la polizia bloccando di tanto in tanto il corteo. Danneggiati alcuni negozi, in fiamme cassonetti e qualche veicolo, sassi e bottiglie contro i poliziotti che hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni. Non ci sono invece ancora notizie di incidenti alle manifestazioni in corso a Rouen e a Marsiglia.

L’atmosfera nella capitale è particolarmente tesa. La Marcia è partita da place de la République attorno alle 14, contemporaneamente a quella di Lione, Lille, Nantes, Rennes, Montpellier e almeno una decina di altre città in Francia. Almeno 20.000 agenti sono schierati a protezione di alcune strade piene di negozi e oggi affollate per il primo giorno di riapertura dopo il lockdown. Per il sindacato di polizia, lo schieramento è insufficiente visti i potenziali rischi di infiltrazione della manifestazione – che arriverà a place de la Bastille – da parte di gilet gialli e black-bloc. In testa al corteo parigino, in una giornata di sole splendente a Parigi, uno striscione portato da familiari di vittime di violenze della polizia.