L’AQUILA – L’emozione di evadere con le storie raccontate nei libri, il bisogno di informarsi attraverso le parole dei grandi autori e il divertimento di colorare, scrivere e avventurarsi nelle prime letture per i più piccoli. La lettura è sicuramente uno degli elementi su cui gli italiani stanno puntando di più in questo momento difficile legato all’emergenza sanitaria in corso.

Così, tra un classico e un libro “leggero”, sono tantissimi gli aquilani che hanno riscoperto o arricchito il proprio amore per la lettura.

Ma quali sono i libri più letti dai cittadini del capoluogo abruzzese ai tempi del Coronavirus?

A raccontare abitudini e gusti della comunità aquilana ad AbruzzoWeb è Giovanni Rotili, che insieme al cugino Matteo ha riaperto da pochissimo la Libreria Colacchi, in un locale diverso da quello storico, ma sempre nel cuore dell’Aquila, a Palazzo Cipolloni-Cannella sul corso Vittorio Emanuele.

Non solo una “casa” dei libri, ma uno spazio centrale per la cultura cittadina, come tiene a precisare Rotili: “Per noi il concetto di libreria non è limitato alla vendita, ma questo è un luogo che nasce per aggregare le persone, per incontrarsi e stare insieme, tutte cose che oggi non è possibile fare per via delle limitazioni che dobbiamo rispettare per la pandemia in corso, ma siamo certi che tornerà ad essere un luogo in cui ritrovarsi”.

Per effetto del lockdown anche le librerie sono rimaste chiuse per settimane, anche se molte non si sono mai fermate, attivando o implementando servizi di spedizione e consegna “porta a porta”, sempre rispettando i protocolli di sicurezza; ma mentre a livello nazionale si progetta la ‘Fase due’, il premier Giuseppe Conte ha deciso di riaprire, il 14 aprile scorso, librerie e cartolerie. Due diversi momenti che hanno segnato una linea spartiacque anche per i generi più richiesti in questi due momenti.

“I primi giorni, quando le vendite erano ‘porta a porta’ gli adulti ordinavano libri sui virus, classici come ‘Cecità’, romanzo di José Saramago, ‘L’amore ai tempi del colera’ di Gabriel García Márquez e ‘Spillover-L’evoluzione delle pandemie’ di David Quammen, questo sicuramente perché le persone volevano conoscere la situazione attuale; immediatamente dopo, quando abbiamo potuto riaprire i nostri locali, abbiamo assistito a un cambio di marcia: anche se la filiera dell’editoria non è ripartita al 100 per cento, la gente vuole evadere e i libri più richiesti sono i gialli”, aggiunge.

“Per quanto riguarda poi i più piccoli ho notato da parte di moltissimi genitori, e questo mi rende felicissimo perché vuol dire che si è vicini ai bimbi, che ad andare per la maggiore sono le prime letture, i libri interattivi, i libricini dei numeri – prosegue – credo che i genitori si siano resi conto che i figli non possono essere lasciati abbandonati a sé stessi, a guardare i cartoni in tv o a giocare con i videogiochi, ma hanno bisogno di leggere e la cosa più bella è leggere insieme ai bambini”.

Sull’importanza della lettura e il ruolo dei libri in momenti difficili, Rotili spiega che “noi abbiamo riaperto in centro il 31 ottobre scorso e abbiamo avuto da subito tantissimo affetto non solo dai cittadini e dagli studenti aquilani, ma anche da tante persone fuori dai confini regionali, abbiamo sempre lavorato con molta voglia e forza, anche perché venivamo da 10 anni di ‘esilio’ che ci hanno portato a reagire in questo modo,  ma questa epidemia non ci voleva davvero: Soprattutto dal punto di vista psicologico, per noi aquilani forse è maggiormente difficile questa situazione, perché ci stavamo finalmente riappropriando del nostro meraviglioso centro storico che, nonostante sia ancora pieno di ferite, ha una voglia di vita formidabile.  Nei fine settimana le strade e le vie della città si riempivano di persone e questo virus ci ha riportati dentro le case, ci ha isolati di nuovo”.

“Anche se a livello di contagi e decessi siamo stati più fortunati rispetto ad altre zone, non è semplice per noi ‘accettare’ questa situazione – aggiunge Rotili – Abbiamo avvertito questa disgrazia in maniera molto forte”.

In occasione della Giornata mondiale del libro, che si celebra ogni 23 aprile, la Libreria ha organizzato un evento, trasmesso in diretta Facebook, proprio sull’importanza della lettura ai tempi del Coronavirus: un dialogo a due voci tra il rettore dell’Università del capoluogo abruzzese, Edoardo Alesse, e la giornalista e scrittrice aquilana, Monica Pelliccione.

“Per questa giornata così importante avevo tante idee, avrei voluto organizzare una  grande festa per tutti gli aquilani, non è stato possibile per l’emergenza sanitaria, ma è solo rimandata – annuncia – Abbiamo quindi scelto di omaggiare il libro come oggetto fondamentale per gli adulti e molto importante per i piccoli, i futuri lettori. Un bambino che legge sarà un adulto che pensa”. 

Infine, Rotili fa una riflessione sulla città: “L’Aquila è una città di cultura, settore che ha sempre rappresentato una parte considerevole e di un certo livello; noi abbiamo sempre notato la grande voglia di conoscenza da parte dei nostri clienti, una conoscenza ricercata oggi più che mai, fondamentale per superare, ancora una volta, un momento difficile per tutti gli aquilani”.