CHIETI – “Errare è umano; dare la colpa a un altro ancor di più. Ancora una volta l’assessore Febbo ha perso un’occasione. Come sempre capita, la colpa è sempre degli altri e sempre dei più deboli”.
Così inteviene il segretario generale Fiom, Alfredo Fegatelli, in riferimento alla notizia che molto allarme ha destato secondo cui. pochi giorni fa, un lavoratore si è presentato in azienda in Val di Sangto con la febbre a 38 e, dopo avergli impedito di iniziare il turno, gli è stato consentito di tornare a casa a bordo di un pullman come nulla fosse, col rischio di essere un vettore del Coronavirus.
L’assessore alle Attività produttive, Mauro Febbo, di Forza Italia, aveva ricordato che “uscire di casa con febbre oltre 37,5 è vietato e penalmente perseguibile peraltro viaggiare su mezzo pubblico e presentarsi al lavoro con il rischio di contagiare migliaia di colleghi. Veramente assurdo ciò che è accaduto oggi in Val di Sangro ma ancora di più la posizione della Fiom ossessionata dal mantenere posizioni ormai di retroguardia”.
Immediata la replica della Fiom: “L’assessore Febbo, sa che ci sono Lavoratori che per andare a lavorare in Val di Sangro escono di casa alle 3.30 di mattina e devono prendere più autobus e fare più di DUE ore di viaggio? Visto che la febbre non viene a comando, l’assessore, ha valutato che la temperatura corporea in due ore può subire delle variazioni? Se un Lavoratore dovesse manifestare dei sintomi durante il viaggio, la Regione ha previsto quale deve essere il comportamento che si deve adottare?”, incalza Fegatelli.
“La Fiom si è sempre distinta per essere avanguardia, è lei con quella risposta difensiva che ha dimostrato di essere retroguardia. Perché non avete previsto di misurare la temperatura prima di salire sugli autobus? Perché non avete previsto di fornire un servizio immediato di diagnosi in questi casi? Non aver accolto il nostro invito a coordinarsi con il Molise è stato un grave errore. Forse l’assessore pensa che il virus arrivato al confine dell’Abruzzo magicamente sparisce? Come vede noi non solo evidenziamo le criticità ma facciamo anche delle proposte. È tanto interesse delle aziende quanto quello vostro di lavorare per salvaguardare la salute dei Lavoratori, e visto che voi amministratori spesso subite il fascino del mondo imprenditoriale preoccupatevi almeno di salvaguardare il futuro del tessuto industriale.
Un’ultima considerazione: quello che è successo a Pescara il Primo Maggio, secondo lei è colpa dei cittadini Pescaresi o della confusione che avete generato per affermare di essere più bravi nella riapertura anticipando la FASE 2?”, conclude la nota.



