ROMA – “Vorrei anche io dei dati precisi. Per questo sarei favorevole a una commissione di inchiesta medica per accertare quanti dei decessi degli ultimi tempi sono avvenuti per il Covid e quanti invece siano di persone, positive al tampone, ma decedute per tutt’altra causa”.

Lo dice all’AGI l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova in relazione ai dubbi sollevati, tra gli altri, dal virologo Roberto Burioni sulle tante morti di Covid in Italia.

“Anche Roberto Bertollini, un esperto mondiale autore di alcuni dei più importanti lavori usciti su Covid – ha scritto Burioni su Twitter – ritiene necessario un approfondimento sul numero di morti per Covid che si continua a registrare in Italia. Basta ipotesi, ci vogliono dati”.

“Io lo dico da tempo: o contiamo male i decessi, e secondo me è la spiegazione più probabile, perché se entri con il Covid, anche quando muori – dice Bassetti – resti in quel calderone, oppure, ipotesi per me meno probabile, vengono curati male: non vengono dati gli antivirali quando ce ne è bisogno, vengono dati troppi antibiotici”.

“Voglio darti un dato: in Sicilia solo il 3% è in ospedale per il Covid e il resto è solo positivo. Dunque il 97% è lì positivo a un tampone, ma ricoverato per tutt’altro – spiega Bassetti – La forbice anche nei dati della Fiaso è ampissima: siamo a 80% ‘con Covid’ e solo il 20% con polmonite o altri sintomi”.

“Io so chi è che compila le schede di morte: sulle cause accessorie c’è quasi sempre anche il Covid”, ricorda. “Non voglio guardare al passato, a quello che è stato fino a ieri, ma a ciò che sarà nel prossimo futuro: dovremmo guardare alla mortalità in eccesso e, soprattutto, analizzare le cartelle cliniche. Si fa normalmente in tutti gli studi clinici. Davanti a una situazione del genere varrebbe la pena farlo”, conclude.