PESCARA – “Per i lavoratori pare che non valga la zona rossa”.

Lo scrive in una nota Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista: “Bene ha fatto il nostro segretario regionale del Molise Pasquale Sisto a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Larino. Sono centinaia i lavoratori che hanno contratto il virus che a loro volta hanno infettato i familiari e alcuni di loro sono deceduti”.

“La variante inglese (l’Istituto Superiore di Sanità ha stimato una media del 93,3% di contagio con la variante in Molise) pare che sia stata trasmessa dai lavoratori molisani che ogni giorno si recano ai nuclei industriali di Atessa e San Salvo quando l’Abruzzo era già zona rossa. Allo stabilimento Fca/Stellantis di Termoli ci sono molti casi. È evidente che la zona ros(s)a senza blocco delle attività produttive non riesce a contenere la pandemia con le nuove varianti”.

“Bisogna bloccare attività non essenziali per tutelare la salute di lavoratrici e lavoratori. I bar e ristoranti si possono fermare e le fabbriche delle multinazionali no?”, chiosa Acerbo.