L’AQUILA – “Servono ancora due, tre mesi di sacrifici, per evitare di inseguire il virus, che nel frattempo sta mutando, per arrivare all’inizio dell’estate”.
Così il segretario Anaao Abruzzo, Alessandro Grimaldi, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. La fase critica, spiega al Centro, non è ancora passata.
“In provincia dell’Aquila non si intravede un calo del numero dei contagi, al contrario si registra una leggera ascesa. Difficile stimare quando l’Abruzzo uscirà dall’allerta massima: le zone rosse abbattono la mortalità – dice Grimaldi – ma al momento non possiamo abbassare la soglia di guardia: gli abruzzesi dovranno fare rinunce e sacrifici, a partire dal distanziamento, ancora per un po’”.
L’obiettivo è superare la soglia di giugno quando, complice la vita all’aria aperta, le temperature miti e l’incremento della campagna vaccinale, i contagi dovrebbero scendere.
“Dobbiamo permettere all’organizzazione capillare di vaccinazioni, attivata in Abruzzo, di iniettare il vaccino nel maggior numero di persone. In caso contrario, volendo affrettare i tempi, rischieremmo di inseguire il virus dando allo stesso la possibilità di diventare più contagioso e aggressivo, come nel caso della variante sudafricana”.






