L’AQUILA – Zona rossa in Italia dal 3 al 5 aprile, con le festività di Pasqua 2021 in lockdown per coronavirus con nuove restrizioni e divieti. Secondo la bozza del nuovo decreto covid la fascia rossa d’ora in poi scatterà con 250 contagi ogni 100mila abitanti.
Prima l’incontro governo-Regioni (durato circa due ore), poi il consiglio dei ministri (iniziato poco prima di mezzogiorno) a Palazzo Chigi. Su tavolo il nuovo decreto Draghi che introduce misure molto più restrittive rispetto al Dpcm 2 marzo per far fronte alla terza ondata del Coronavirus e prevedrà anche i congedi parentali.
Il Cdm in poco più di un’ora ha dato l’ok al Decreto legge (non quindi un Dpcm) che sarà in vigore da lunedì 15 marzo al 6 aprile.
In vista del monitoraggio settimanale, è stata anticipata anche la classificazione delle regioni per la prossima settimana: le province autonome di Bolzano e Trento, la Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana e Marche. Sono queste – secondo quanto si apprende – le regioni che complessivamente saranno rosse, tra quelle che già lo sono e quelle che dovrebbero diventarlo in base al peggioramento degli indicatori.
L’Abruzzo, al netto delle aree con massime restrizioni, dovrebbe rimanere arancione insieme a Calabria, Liguria, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria, VDA. La Sardegna dovrebbe rimanere bianca. Nessuna regione dovrebbe restare in zona gialla.
Arriva anche un bonus baby sitter fino a 100 euro alla settimana per i lavoratori autonomi, i sanitari e le forze dell’ordine, si apprende da fonti di governo al termine del Consiglio dei ministri. Il bonus è alternativo al congedo parentale.
I congedi parentali previsti dal nuovo decreto Covid saranno retribuiti al 50% per chi abbia figli minori di 14 anni, mentre dai 14 ai 16 anni non saranno retribuiti. Fino ai 16 anni dei figli viene ribadito il diritto allo smartworking.
Si conferma per la sesta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio. Dieci Regioni (vs sei la settimana precedente) hanno un livello di rischio alto secondo il DM del 30 Aprile 2020. Altre 10 Regioni hanno una classificazione di rischio moderato (di cui quattro ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una (Sardegna) con rischio basso”.
È quanto rileva la bozza del report settimanale di monitoraggio della Cabina di Regia ministero della Salute-Iss. Sedici Regioni, inoltre, hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, otto (Campania, Piemonte, FVG, Emilia-Romagna, Basilicata, Lombardia, Lazio, Veneto) “hanno un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Quattro Regioni hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno”
COSA PREVEDE IL DECRETO
Pasqua blindata
Pasqua sarà blindata come lo è stato Natale. La bozza prevede che dal 3 al 5 aprile tutta Italia sarà in zona rossa (3, 4 e 5 aprile), compresi quindi i giorni di Pasqua e Pasquetta. Dalla zona rossa nazionale saranno esentate le regioni che in quel momento si troveranno in zona bianca (attualmente solo la Sardegna). Importante l’accenno agli spostamenti per quanto riguarda visite a parenti e amici: la bozza del decreto consente, in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione una volta al giorno a due persone con minori di 14 anni.
Seconde case in zona rossa: ecco come
Regioni gialle in arancione: Dal 15 marzo al 2 aprile (e nella giornata del 6 aprile) le regioni gialle vengono portate in arancione. Per quanto riguarda le visite a parenti e amici, fino al 2 aprile (e nella giornata del 6 aprile) nelle regioni che diventeranno arancioni sarà consenito, in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata, una sola volta al giorno, ” in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. Lo spostamento non è consentito nei territori nei quali si applicano le misure stabilite per la zona rossa con gli stessi limiti già previsti dalle attuali norme”. Quindi da lunedì 15 marzo tutte le regioni (ad eccezione della Sardegna bianca) saranno comunque o in zona rossa o in zona arancione.
Zone rosse automatiche e zone rosse locali: Come già richiesto dall’Iss verrà introdotto un automatismo per le zone rosse: scatteranno automaticamente quando l’incidenza settimanale dei casi supererà i 250 ogni 100mila abitanti. Questo per quanto riguarda le regioni. Inoltre presidenti di Regione o delle Province autonome di Trento e Bolzano potranno adottare le zone rosse nei territori che presentranno un incidenza settimanale oltre i 250 casi oltre 100mila abitanti o nelle aree “in cui la circolazione delle varienti determina un alto rischio di diffusività e oinduce malattia grave”.
Revisione dei parametri
Si sta valutando anche di modificare la modalità di assegnazione nelle diverse zone dando la precedenza a criteri come l’indice Rt, l’occupazione dei posti in terapia intensiva e il numero dei vaccinati.
Weekend rossi
La discussione nel governo è stata aperta e c’erano divisioni perché l’ala meno rigorista (vedi Lega) non vede di buono occhio un lockdown nei weekend. Ipotesi tramontata: almeno nella bozza del nuovo decreto non se ne fa cenno. Si è scelta la strada di eliminare le zone gialle, di stringere a Pasqua e inoltre da lunedì molte saranno le regioni già in rosso.
Coprifuoco
La discussione aveva riguardato in questi giorni anche il coprifuoco (adesso dalle 22 alle 5). Nella bozza de decreto non se ne fa cenno. Quindi rimane dalle 22 alle
Cinema e teatri
Discussione anche per la riapertura prevista in zona gialla per cinema e teatri dal 27 marzo. Nella bozza nulla è detto. Ma è ovvio che la previsione di una chiusuraa questo punto è superflua visto che fino al 6 aprile tutta l’Italia sarà comunque rossa o arancione. Quindi cinema e tetateri resteranno chiusi (eccezion fatta per le zone bianche).
Congedi parentali
Nel decreto entrano anche i congedi parentali, il diritto allo smartworking e il bonus baby sitter, come chiesto in Cdm dalla ministra Elena Bonetti con l’appoggio della collega Mariastella Gelmini. “I congedi – precisa Bonetti – saranno retroattivi dal 1 gennaio 2021 e retribuiti al 50% sotto i 14 anni. Dai 14 ai 16 saranno usufruibili senza retribuzione. Abbiamo inoltre reintrodotto il diritto allo smart working per chi ha figli sotto i 16 anni. Per i lavoratori autonomi, gli operatori sanitari e le forze dell’ordine abbiamo previsto il bonus baby sitter fino a 100 euro alla settimana”.
ABRUZZO ARANCIONE, L’ORDINANZA DI MARSILIO
L’Abruzzo resta arancione.“Con un Rt medio a 1,05 (livello minimo 0,99) e il rischio che da ‘alto’ passa a ‘moderato’, oggi la Regione avrebbe uno scenario compatibile con la zona gialla, mentre gran parte dell’Italia passa in rosso. Se i dati odierni perdurassero anche la prossima settimana, la Regione passerebbe in giallo, se non fosse che, per effetto del nuovo decreto-legge approvato oggi, tutte le Regioni gialle passano automaticamente in arancione fino a Pasqua”, spiega in una nota il presidente della Regione, Marco Marsilio che ha disposto una nuova ordinanza.
“Le misure restrittive adottate nell’area metropolitana e nei comuni maggiormente colpiti dal virus stanno dando risultati apprezzabili, anche se insufficienti a decretarne la cessazione e ad alleggerire la pressione ospedaliera, che rimane ai livelli più alti mai toccati prima. L’incidenza media settimanale si abbassa in tre province su quattro, tranne L’Aquila, e supera i 250/100.000 solo a Pescara (327). L’analisi dell’incidenza è stata comunque fatta ed elaborata non su base provinciale, ma sui territori dei singoli comuni e delle aree vaste. Risulta quindi ancora superiore ai 250 casi settimanali ogni 100.000 abitanti nell’area metropolitana Chieti-Pescara e in alcune realtà puntuali”.
All’esito del costante monitoraggio in corso, l’elenco dei comuni sottoposti a misure più restrittive viene così modificato:
Provincia di Teramo: Silvi, Pineto e Roseto e si aggiunge Tortoreto.
Provincia di Chieti: Chieti, Torrevecchia Teatina, Ripa Teatina, Miglianico, Bucchianico, San Giovanni Teatino, Lanciano, Ortona, Francavilla al Mare, più Montazzoli oggetto di specifica precedente Ordinanza.
Provincia di Pescara: escono dalle restrizioni i comuni di Castiglione a Casauria, Torre de’ Passeri, Turrivalignani, Scafa, Caramanico Terme e San Valentino in Abruzzo Citeriore. Oltre ai restanti Pescara, Spoltore, Montesilvano, Città Sant’Angelo, Pianella, Lettomanoppello, Manoppello, Cepagatti, entrano nella fascia di maggiori restrizioni Collecorvino, Catignano, Rosciano, Moscufo, Cappelle sul Tavo.
Provincia dell’Aquila: Confermati Ateleta, Capitignano, Ovindoli, Castelvecchio Subequo, Cagnano Amiterno, Pizzoli. Esce Roccaraso. Si aggiungono Sante Marie e Rivisondoli.
Le misure maggiormente restrittive che si continueranno ad adottare sono le stesse attualmente in vigore, che per effetto dell’Ordinanza vengono prorogate fino a domenica 21 compresa. Per le scuole, la valutazione della situazione epidemiologica e il confronto con il mondo della scuola e i sindacati, suggerisce di rinviare a dopo Pasqua la riapertura in presenza. La Didattica a Distanza proseguirà per le scuole dei cicli delle primarie e secondarie in tutta la Regione.
SCUOLE CHIUSE FINO A PASQUA
Scuole chiuse fino a Pasqua in Abruzzo, per quanto riguarda le scuole materne a decidere saranno i sindaci.
Ad annunciarlo, in serata, il presidente Marsilio, dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dai sindacati della scuola che avevano evidenziato ancora troppe criticità in merito alla riapertura degli istituti, di ogni ordine e grado, prevista per il prossimo 15 marzo, secondo quanto inizialmente disposto dall’ordinanza 13 dello stesso governatore.
“Purtroppo non ci sono condizioni per riaprire scuole. Anche il Cts nazionale e il quadro generale mostrano che nella popolazione fino a 19 anni c’è incremento di incidenza delle varianti qui molto presenti. Ho sentito il mondo della scuola e i sindacati questa settimana, le apriremo dopo la Pasqua. Si continuerà con la didattica a distanza. I Comuni sottoposti a maggiori restrizioni avranno medesime restrizioni”.
Oggi pomeriggio un ulteriore appello a posticipare le aperture è arrivato dal sindaco di Pescara Carlo Masci, visto che l’area metropolitana è ancora alle prese con una forte impennata di contagi.
E così, mentre in Abruzzo si registra un indice Rt a 1.05, tale da confermare la zona arancione, resta la didattica a distanza e si tornerà in classe dopo Pasqua. La decisione è stata ufficializzata dallo stesso Marsilio, al termine di una lunga riunione a Pescara, presso l’Assessorato della Sanità Regione Abruzzo, per fare il punto della situazione sull’emergenza sanitaria.
Il governatore ha fatto sapere che “ci sarà qualche modifica: qualche Comune che entra ed esce di cui daremo a breve l’elenco preciso. L’area metropolitana resta la più colpita, con un indice di molto superiore ai 250 positivi su 100mila abitanti, anche se la scelta di continuare con queste misure nasce dal fatto che nell’ultima settimana abbiamo registrato diminuzione sensibile di questa incidenza. Questo vuol dire che le misure anche se lentamente, anche se non con la velocità che servirebbe, stanno funzionando. Il quadro generale è in miglioramento. Speriamo che la prossima settimana l`incidenza continuerà a diminuire così che, a parte casi particolarissimi, non avremo bisogno di altre restrizioni se non quelle previste dalla zona arancione”.
L’ULTIMO BOLLETTINO
Sono 515 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra i 4 mesi e i 96 anni, emersi dall’analisi di 5.836 tamponi molecolari e 1.370 test antigenici: il tasso di positività è pari al 7.1%. Il totale dei casi registrati dall’inizio dell’emergenza sale così a 59.446.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 11 nuovi casi e sale a 1.883, di età compresa tra 63 e 99 anni: 4 in provincia di Chieti, 6 in provincia di Pescara e 1 in provincia dell’Aquila. Del totale odierno, 2 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 44.653 dimessi/guariti (+492 rispetto a ieri).
Del totale dei casi positivi, 14.201 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+80 rispetto a ieri), 15.029 in provincia di Chieti (+173), 15.886 in provincia di Pescara (+151), 13.674 in provincia di Teramo (+103), 470 fuori regione (+6) e 186 (+2) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 123, di cui 11 in provincia dell’Aquila, 41 in provincia di Pescara, 46 in provincia di Chieti e 25 in provincia di Teramo.
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 12.910 (+12 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 806.124 tamponi molecolari (+5.836 rispetto a ieri) e 306.299 test antigenici (+1.370 rispetto a ieri).
652 pazienti (-9 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 92 (+1 rispetto a ieri con 11 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 12.166 (+20 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.






