L’AQUILA – Nella giornata di Natale, in Abruzzo, si sono registrati 34 nuovi positivi (di età compresa tra 3 e 93 anni), ma su soltanto su 286 tamponi. Dati, questi, condizionati dal basso numero di tamponi, vista la pausa natalizia, ma a prescindere dal quale si evince comunque un’impennata della percentuale dei positivi, che dal 7,8% del 24 dicembre, passa all’11,88%.
Dei nuovi positivi, 7 si trovano in provincia dell’Aquila, uno in quella di Chieti, 23 nel Pescarese e 3 nel Teramano. Fra i 34 nuovi positivi c’è una bambina di 3 anni.
Gli attualmente positivi (numero calcolato sottraendo al totale dei positivi, il totale dei dimessi/guariti e dei deceduti) aumentano a 11.885 (+18). In calo (-6) i pazienti ricoverati in area medica (429) mentre aumentano di 2 unità coloro che si trovano in terapia intensiva (36). In leggero aumento (+22) il numero di chi è in isolamento domiciliare (11.420).
Due nuovi focolai Covid-19, intanto, nel carcere e nella residenza anziani ‘Santiago’ di Lanciano (Chieti), un totale di 89 positivi. Ad annunciarlo il sindaco, Mario Pupillo, aggiornando la situazione in città dove sono complessivamente 185 i positivi.
“Purtroppo, l’aumento sensibile è dovuto in larga parte ai contagi dei focolai sviluppatisi nell’istituto per anziani ‘Santiago’ e nella Casa Circondariale. Asl e direzione sanitaria della residenza protetta ci hanno comunicato l’esistenza di un focolaio nella struttura: su 68 ospiti 40 sono risultati positivi al tampone molecolare, uno dubbio, gli altri 27 negativi. Gli ospiti negativi – fa sapere il sindaco – sono isolati in un altro piano della struttura. Sei positivi sono stati trasferiti in ospedali covid della regione per una migliore assistenza terapeutica. Tra gli operatori si registrano 15 positivi. Il focolaio è emerso da uno screening di controllo avviato il 21 dicembre. Sono stati richiesti l’attivazione del Centro operativo comunale (Coc) e l’intervento delle Usca”.
“Faremo tutto il possibile – aggiunge Pupillo – per aiutare la residenza. La stessa Asl ci ha comunicato la positività al Covid-19 di detenuti della Casa Circondariale di Lanciano, circostanza confermata dalla direzione della struttura: al momento 34 i detenuti positivi, dei quali 33 asintomatici isolati dal resto della struttura e un ricoverato in ospedale. Questi numeri rendono chiaro come sia necessario, specie in questo periodo di festività in cui una piccola disattenzione in ambiente familiare può essere fatale, utilizzare in dosi massicce l’unico vaccino che al momento abbiamo a disposizione: il rispetto delle norme, in attesa che arrivi a tutti quello vero che da domani comincerà ad essere somministrato alle categorie a rischio”.
Continuano ad aumentare i guariti arrivati a quota 21.419 guariti (+11), 11.885 sono gli attualmente positivi (+18), 429 ricoverati in area medica (-6), 36 ricoverati in terapia intensiva (+2), 11420 in isolamento domiciliare (+22).
In Italia sono invece 10.407 i nuovi casi di contagio da coronavirus (ieri 19.037). È quanto emerge dal bollettino quotidiano diffuso oggi dal ministero della Salute. I tamponi sono stati 81.285 e il tasso di positività che il giorno di Natale era del 12,5% ora è del 12,8%. Le vittime sono 261, venerdì ne erano state segnalate 459. Il numero totale di morti in Italia dall’inizio della pandemia è ora pari a 71.620.
Le persone guarite o dimesse sono state 9.089 (venerdì 32.324) per un totale di 1.386.198, mentre il numero dei malati attuali cresce di 1.055 unità (ieri -13.746) ed è pari a 580.941.
E così dallo scorso febbraio in Italia almeno 2.038.759 persone (compresi guariti e morti) hanno contratto il virus.
Continua a farsi più leggera la pressione sulle strutture ospedaliere: i pazienti ricoverati con sintomi sono 98 in meno per un totale di 23.304, mentre quelli che si trovano in terapia intensiva sono 2582, dunque – 2.
L’isolamento domiciliare riguarda 555.055 persone, 1.155 in più rispetto a ieri.
Nell’ambito dei nuovi episodi di contagio, è sempre il Veneto la regione che spicca con 2.523 casi (ieri 5.010). A seguire ci sono i 1.756 casi dell’Emilia Romagna (ieri 2.127), i 1.606 della Lombardia (ieri 2.628) e i 1.123 del Lazio (ieri 1.691).
Al via intanto oggi al all’operazione Vaccine day, in Abruzzo curato dalla Asl di Teramo: nel reparto di Cardiologia, nel secondo lotto dell’ospedale “Mazzini” del capoluogo teramano, saranno somministrate le 135 dosi del vaccino anti-Covid di Pfizer-Biontech assegnate come prima trance alla regione e riservata a tutte le categorie mediche e paramediche. I vaccini arriveranno a Teramo intorno alle 8 ad opera dell’Esercito.
IDENTIFICATA VARIANTE INGLESE IN ABRUZZO TRACCIAMENTO GENOMA IZSAM SU PAZIENTE CHIETI
Nel corso delle attività di diagnosi e caratterizzazione genomica dei ceppi Sars-Cov-2 circolanti nella regione Abruzzo, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise ha identificato la cosiddetta “variante inglese” del virus in un paziente della provincia di Chieti.
Dell’importante evidenza scientifica sono stati prontamente informati il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, l’assessore con deleghe alla Salute e Pari opportunità Nicoletta Verì e il direttore Generale della Asl di Vasto-Lanciano-Chieti Thomas Schael.
Non è l’unico caso individuato in Abruzzo.
I tamponi positivi al Sars Cov-2 compatibili con la “variante inglese” del virus sono stati inviati all’Istituto Spallanzani di Roma per la conferma del risultato diagnostico, su disposizione di Verì e del referente regionale per le maxi-emergenze sanitarie, Alberto Albani, sulla base dei protocolli scientifici vigenti.
“Si tratta di un numero esiguo di campioni – spiega Albani – isolati in questi giorni, sui quali però vanno effettuati ulteriori accertamenti per stabilire se si tratti effettivamente della variante del virus individuata nel Regno Unito o di un’ulteriore forma”.
Verì e Albani sono in stretto e continuo contatto con il presidente Marsilio, per aggiornarlo sugli sviluppi della situazione.
“Nel frattempo – sottolinea l’assessore – ai pazienti sono stati applicati tutti i protocolli di sicurezza sanitaria: sono stati posti in isolamento ed è stata avviata l’attività di contact tracing per ricostruire i loro contatti e spostamenti. Il sistema, dunque, è intervenuto tempestivamente e adottando ogni cautela”.
La “variante inglese” è caratterizzata da una combinazione di delezioni (assenza di piccoli pezzi di genoma virale) e di mutazioni nella proteina S (degli spikes) che la rendono unica all’interno del panorama delle tante varianti che circolano nel mondo in questo momento. L’Izs dell’Abruzzo e del Molise è in grado di identificare le varianti che circolano nel territorio abruzzese grazie alle sue consolidate capacità scientifiche nel settore del sequenziamento di nuova generazione (Next Generation Sequencing): questa tecnologia consente, infatti, di monitorare in tempo reale le caratteristiche genetiche dei virus e di recuperare importanti informazioni epidemiologiche sull’infezione.
“Il passo successivo dei nostri ricercatori è chiarire le caratteristiche ‘biologiche’ di questa variante su modelli sperimentali in vitro”, ha dichiarato il direttore generale dell’Istituto Nicola D’Alterio, “è importante sottolineare che al momento la cosiddetta ‘variante inglese’ non desta particolari problemi sull’efficacia del vaccino: in proposito ci tengo a sottolineare che siamo in contatto continuo con l’Unità di crisi della Regione Abruzzo e che siamo pronti a collaborare anche nella nuova fase della vaccinazione che sarà avviata formalmente domani 27 dicembre”.
L’evidenza di queste mutazioni è un fenomeno assolutamente normale che si osserva durante la circolazione in una popolazione sensibile di un virus come il Sars-Cov-2. Le sequenze genomiche saranno rese immediatamente disponibili per la comunità scientifica sui database internazionali.
Altri casi di ‘variante inglese’ Covid-19 sono stati riscontrati dai ricercatori del gruppo di sequenziamento genomico coordinato da Davide Cacchiarelli presso l’istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli, il Tigem. I sei tamponi provenivano da viaggiatori di ritorno da Londra, controllati nei giorni scorsi nell’aeroporto di Capodichino prima della sospensione dei voli dal Regno Unito.
I ricercatori hanno determinato la sequenza completa del genoma virale in 115 tamponi positivi eseguiti negli ultimi mesi in Campania dall’Istituto Zooprofilattico. Oltre i sei casi ‘inglesi’, nei restanti campioni analizzati sono state identificate otto diverse varianti, tutte appartenenti al “tipo B”, largamente diffuse in Europa.
Lo studio, i cui risultati sono stati depositati in Gisaid (il database di riferimento mondiale per le sequenze dei genomi virali), fornisce quindi una prima mappa delle varianti Sars-CoV-2 presenti in Campania. Sono in corso, rende noto la Regione, ulteriori studi in stretta collaborazione con i ricercatori dell’Istituto Spallanzani.
In Puglia è stato scoperto un secondo caso di variante inglese del Coronavirus: lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità, Pierluigi Lopalco.
Un caso di contagio della variante inglese è stato registrato anche ad Arsago Seprio, paese di 5.000 abitanti in provincia di Varese. A quanto emerso, si tratta di un dipendente di una compagnia aerea proveniente dal Regno Unito. L’uomo, ha precisato il sindaco, “è isolato e non ha avuto contatti con altre persone”.
Infine sono tre i pazienti già individuati in Veneto positivi alla variante inglese del virus Sars-CoV-2, due a Treviso, uno a Vicenza. I ricercatori del gruppo di virologia dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie hanno scoperto a novembre, fra le 8 varianti del Sars-CoV-2 circolanti in regione, due varianti identificate al momento solo in Veneto. “Secondo i nostri studi preliminari – ha detto Antonia Ricci, direttrice dell’istituto – potrebbero essere varianti caratteristiche del nostro territorio”.
ITALIA DA DOMANI ZONA ARANCIONE: COSA SI POTRA’ FARE
Italia in zona arancione da domani, per 3 giorni. Dagli spostamenti ai negozi aperti secondo le misure previste dal decreto Natale che il governo ha varato per arginare la diffusione del coronavirus e che sarà in vigore fino al 6 gennaio, cambieranno di nuovo le regole.
Nei giorni ‘arancioni’ continua a rimanere in vigore il coprifuoco tra le 22 e le 5, ma prima dell’entrata in vigore della limitazione si potrà circolare all’interno del Comune senza autocertificazione. Ci si potrà spostare dai piccoli comuni sotto i 5000 abitanti e nel raggio di 30 chilometri anche se questo significa uscire dalla propria regione.
In particolare, nei giorni 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio, sarà possibile, per chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti, spostarsi liberamente, tra le 5.00 e le 22.00, entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione), con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia: conseguentemente, sarà possibile anche andare a fare visita ad amici e parenti entro tali orari e ambiti territoriali.
L’autocertificazione sarà necessaria per spostamenti all’interno del comune tra le 22 e le 5 o per giustificare spostamenti al di fuori del comune e/o della regione per motivi di necessità, lavoro, salute.
Prevista inoltre la riapertura dei negozi con orari fino alle 21, per evitare che i clienti si concentrino in un orario ristretto e si creino assembramenti. Bar e ristoranti, invece, devono limitarsi all’asporto e di consegna al domicilio.
Nelle Faq del governo si legge che “nel periodo compreso tra il 21 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021, gli spostamenti di un nucleo familiare convivente verso le seconde case sono sempre consentiti, dalle 5 alle 22, all’interno della propria Regione e sempre vietati verso le altre Regioni. È consentito lo spostamento verso la seconda casa, anche se intestata a più comproprietari, di un solo nucleo familiare convivente”.
Gli spostamenti verso le seconde case in una regione diversa dalla propria sono vietati dal 21 dicembre al 6 gennaio. Nel periodo considerato, quindi, “lo spostamento dalla seconda casa al luogo di lavoro non può essere addotto come motivo giustificativo di un nuovo rientro nella seconda casa, in un’altra regione, nello stesso periodo. Quindi si potrà tornare al lavoro ma poi non si potrà rientrare nella seconda casa”.
Per eventuali violazioni, la sanzione applicabile è quella amministrativa, da 400 a 1.000 euro, eventualmente aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo.






