L’AQUILA – Nel giorno in cui l’Abruzzo attende la conferma della zona arancione, sempre con i mini-lockdown locali, sono 515 i nuovi casi di Coronavirus registrati nelle ultime ore, di età compresa tra i 4 mesi e i 96 anni, emersi dall’analisi di 5.836 tamponi molecolari e 1.370 test antigenici: il tasso di positività è pari al 7.1%. Il totale dei casi registrati dall’inizio dell’emergenza sale così a 59.446.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 11 nuovi casi e sale a 1.883, di età compresa tra 63 e 99 anni: 4 in provincia di Chieti, 6 in provincia di Pescara e 1 in provincia dell’Aquila. Del totale odierno, 2 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 44.653 dimessi/guariti (+492 rispetto a ieri).

Del totale dei casi positivi, 14.201 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+80 rispetto a ieri), 15.029 in provincia di Chieti (+173), 15.886 in provincia di Pescara (+151), 13.674 in provincia di Teramo (+103), 470 fuori regione (+6) e 186 (+2) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 123, di cui 11 in provincia dell’Aquila, 41 in provincia di Pescara, 46 in provincia di Chieti e 25 in provincia di Teramo.

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 12.910 (+12 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 806.124 tamponi molecolari (+5.836 rispetto a ieri) e 306.299 test antigenici (+1.370 rispetto a ieri).

652 pazienti (-9 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 92 (+1 rispetto a ieri con 11 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 12.166 (+20 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Attesa per i dati del monitoraggio settimanale ma secondo le prime anticipazioni l’Abruzzo, al netto delle aree con massime restrizioni, dovrebbe rimanere arancione insieme a Calabria, Liguria, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria, VDA. La Sardegna dovrebbe rimanere bianca. Nessuna regione dovrebbe restare in zona gialla.

In zona rossa invece le province autonome di Bolzano e Trento, la Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana e Marche. Sono queste – secondo quanto si apprende – le regioni che complessivamente saranno rosse, tra quelle che già lo sono e quelle che dovrebbero diventarlo in base al peggioramento degli indicatori.

Si conferma per la sesta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio. Dieci Regioni (vs sei la settimana precedente) hanno un livello di rischio alto secondo il DM del 30 Aprile 2020. Altre 10 Regioni hanno una classificazione di rischio moderato (di cui quattro ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una (Sardegna) con rischio basso”.

È quanto rileva la bozza del report settimanale di monitoraggio della Cabina di Regia ministero della Salute-Iss. Sedici Regioni, inoltre, hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, otto (Campania, Piemonte, FVG, Emilia-Romagna, Basilicata, Lombardia, Lazio, Veneto) “hanno un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Quattro Regioni hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno”