PESCARA – Sono 33  i nuovi casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo.

Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 2.525 tamponi molecolari e 1854 test antigenici. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 0.75 per cento, inferiore alla media nazionale.  Sono poi ben 43 i nuovi guariti, e il numero degli attualmente positivi cala di 10 unità, attestandosi a 932.

Preoccupa però l’aumento dei casi di variante delta, più contagiosa e aggressiva, arrivata in Abruzzo a 120 casi attuali.

Dato forse più importante è che anche oggi il bilancio dei pazienti deceduti non registra nessun nuovo caso e resta fermo a 2.512.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 71.751 dimessi/guariti (+43 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 932 (-10 rispetto a ieri).

28 pazienti (-1 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 1 (invariato rispetto a ieri con nessun nuovo ingresso) in terapia intensiva, mentre gli altri 903 (-9 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 19.141 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+2 rispetto a ieri), 19.529 in provincia di Chieti (+10), 18226 in provincia di Pescara (+16), 17.594 in provincia di Teramo (+2), 586 fuori regione (invariato) e 119 (+3) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Hanno meno di 30 anni le sedici persone risultate positive al Covid-19 nelle ultime ore nel Pescarese. Sono tutte rientrate nei giorni scorsi dalle vacanze trascorse in Paesi quali Spagna, Grecia e Malta.

Al momento non è stato reso noto se si tratta di soggetti vaccinati. Accusati i primi sintomi, i giovani sono stati sottoposti a tampone, che ha dato esito positivo. I campioni nei prossimi giorni verranno sequenziati, ma il sospetto, visto l’attuale contesto epidemiologico, è che i contagi siano riconducibili alla variante Delta. Non a caso dalle attività di sequenziamento eseguite dal laboratorio di Genetica molecolare – Test Covid-19 dell’università ‘d’Annunzio’ sono emersi altri due casi dovuti alla variante Delta: si tratta di due giovani del Chietino rientrati proprio da Grecia e Spagna.

Dei sedici nuovi casi emersi nel Pescarese, 13 riguardano pazienti residenti a Pescara. Per il Pescarese si tratta di uno dei dati più alti degli ultimi mesi, mentre per il capoluogo adriatico è in assoluto il più elevato dalla metà di aprile ad oggi.

L’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, alla luce dell’aggiornamento odierno, passa da 7 a 11 per la provincia e addirittura da 5 a 15 per la città di Pescara, che solo fino a tre giorni fa era uno dei grandi centri urbani italiani con i numeri più bassi. La Asl si sta occupando ora del tracciamento dei contatti dei positivi, ai fini della quarantena e dell’esecuzione di nuovi tamponi.

Intanto all’aeroporto d’Abruzzo è iniziata l’attività di testing sui passeggeri in arrivo da Malta, Spagna e Regno Unito, in base a quanto previsto dall’ordinanza firmata ieri dal governatore Marco Marsilio, che ha imposto l’esecuzione del tampone al momento dello sbarco nello scalo. Una settantina i test eseguiti in giornata.

MARSILIO: “ABRUZZO IN ZONA GIALLA? ALLARMISMO ECCESSIVO E PREMATURO”

“Nei nuovi parametri l’incidenza è combinata con l’occupazione dei posti letto, se superiori a una certa cifra. Per quanto ci riguarda, come regioni, siamo sempre disponibili a rivedere i criteri, visto che le condizioni e il quadro epidemiologico mutano, così come la vaccinazione è andata molto avanti. Tuttavia penso che si stia facendo un allarmismo eccessivo e prematuro, mi sembra si stia esagerando anche perché poi si crea incertezza, paura, e anche per l’economia non è un bene se chi deve produrre o investire poi sta col freno tirato”.

Marco Marsilio, governatore dell’Abruzzo, commenta così all’Adnkronos l’ipotesi di rivedere i criteri per il passaggio in zona gialla.

“Mi sembra molto prematuro – incalza il presidente – noi abbiamo il 2 o 3% di occupazione dei posti letto in ospedale, un dato assolutamente fisiologico, e una sola persona in terapia intensiva. È un errore fasciarsi la testa come se domani tornassimo a chiudere bar e ristoranti quando la metà della popolazione è già vaccinata e il resto la stiamo vaccinando. Spererei in maggiore serenità e minore diffusione di allarmi”.