PESCARA – Sono 117 i nuovi casi di coronavirus accertati nelle ultime ore in Abruzzo: dei nuovi casi, 48 fanno riferimento alla provincia di Teramo, 37 a quella dell’Aquila (di cui 17 fanno riferimento solo al capoluogo), 22 al Pescarese e 10 al Chietino.

Intanto, alla luce dell’aumento dei contagi, nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila nel giro di qualche ora, entrerà in funzione il reparto pneumologia covid che era stato chiuso nel mese di giugno al termine della prima ondata della emergenza: la misura si è resa necessaria anche perché nella notte c’è stata una decina di ricoveri di positivi al coronavirus con sintomi.

I posti letto, in questo primo modulo, sono 24.

Nell’ospedale dell’Aquila, sono già occupati da malati covid i venti posti letto del reparto di Malattie Infettive, nel reparto di terapia intensiva aperto da due settimane nel cosiddetto G8, sono ricoverate 4 persone.

“Nella notte c’è stata una decina di ricoveri, i contagi hanno ricominciato a correre, quindi stiamo per aprire il reparto covid che avrà una dotazione iniziale si 24 posti letto, vedremo nei prossimi giorni quali saranno le esigenze – spiega il direttore sanitario della Asl provinciale, Sabrina Cicogna la quale ribadisce la raccomandazione che l’azienda ha reso nota nella giornata di ieri: “prima di prendere iniziative personali auto-diagnostiche bisogna sentire il medico di famiglia, la rete è attiva e funzionante e darà le indicazioni e le risposte giuste”.

“Il nostro appello è sempre quello della prevenzione: mantenere il distanziamento sociale, indossare la mascherina e lavare molto spesso le mani”, conclude la dottoressa Cicogna.

ASL L’AQUILA: “PANICO INGIUSTIFICATO, NO AI TAMPONI FAI DA TE”

“A seguito dell’aumento di alcuni casi di positività a Sar-Cov2, verificatisi nell’ambito del territorio della Asl  Avezzano-Sulmona-L’Aquila, più accentuati nel Capoluogo, legati, peraltro, ad alcuni focolai, ben individuati, collegati ad attività ludiche (palestre, feste di compleanno, assembramenti in locali di intrattenimento), si sta assistendo, prevalentemente in L’Aquila ed in zone limitrofe, ad un’immotivata ondata di panico, che sta determinando, nella popolazione, una corsa alla ricerca dell’effettuazione del test molecolare (tampone naso-faringeo), senza preventiva consultazione dei sanitari di riferimento”.

Lo dice, in una nota, la stessa Asl dell’Aquila.

“Nel raccomandare alla popolazione – scrive l’Asl nella nota – che non è di alcuna utilità lasciarsi andare a forme di immotivata e, per certi versi isterica, preoccupazione, si rammentano alcune raccomandazioni che è opportuno seguire con attenzione e costanza:

1) In primis attenersi scrupolosamente alle più volte raccomandate norme di comportamento (distanziamento sociale, utilizzo delle mascherine protettive in ogni frangente sia all’aperto che in luoghi chiusi, lavaggio costante e frequente delle mani, evitare assembramenti e permanenza in luoghi affollati, comportamenti virtuosi anche in casa in presenza di persone fragili);

2) in caso di sintomatologia, anche lieve, ma che possa destare nel cittadino, un qualsivoglia sospetto di malattia legata al Covid-19, evitare assolutamente il fai da te; rivolgersi al proprio medico curante, che sarà il primo baluardo verso il diffondersi dell’infezione; sarà, infatti lui, ad effettuare la valutazione clinica e ad individuare il giusto percorso e diagnostico e terapeutico; assolutamente ingiustificata quindi la corsa al “tampone” senza preventiva valutazione medica, corsa al tampone che potrebbe, addirittura, dimostrarsi deleteria, se non effettuata con le dovute raccomandazioni e prescrizioni (possibilità di divenire vettori di malattia);

3) il medico curante, fatte le opportune valutazioni, prescriverà e comunicherà al Dipartimento di Prevenzione ed al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, la necessità di effettuare una valutazione diagnostica mediante test molecolare con tampone naso-faringeo, permettendo, in tal modo, al Servizio di Igiene, struttura dedicata al tracciamento dei contatti, di inserire nel proprio data-base tutte le informazioni del caso segnalato, ulteriormente approfondite da un mirato colloquio telefonico;

4) in caso di positività a malattia da SARS-COV2, gli operatori del Dipartimento di Prevenzione, già allertati, potranno dedicarsi a rintracciare tutte le persone che, nell’arco temporale indicato dai D. Lgs. vigenti, hanno avuto un contatto stretto con il positivo, permettendo in tal modo, l’isolamento ed il corretto tracciamento del focolaio.

Non seguire le predette norme di comportamento ed affannarsi verso un deleterio “ci penso io” potrà determinare un mancato completo controllo di possibili focolai locali, impedendo agli operatori del Servizio di Igiene, particolarmente esperti nel contact-tracing, di valutare le modalità di trasmissione di eventuali contagi”.

“I cittadini della nostra provincia – conclude l’Asl -, persone che hanno saputo soffrire e risollevarsi dal terremoto, non devono lasciarsi andare ad immotivate forme di psicosi sociale, devono affidarsi ai professionisti della salute della struttura pubblica e lasciarsi guidare da chi, nel corso di questi lunghi mesi, ha saputo controllare la diffusione del virus nel nostro territorio”.

BOLLETTINO ABRUZZO

Si registra un decesso recente, una 58enne della provincia di Chieti: il bilancio delle vittime sale a 488.

Gli attualmente positivi al virus superano quota 1.500. I nuovi pazienti hanno età compresa tra 3 mesi e 94 anni. I positivi con meno di 19 anni sono 23: sei nell’Aquilano, tre nel Pescarese, 13 nel Teramano e uno nel Chietino.

Gli attualmente positivi sono 1.532: 137 pazienti (+21 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e undici (+3) in terapia intensiva, mentre gli altri 1.384 (+91) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. I guariti sono 3.154 (+1).

Dall’inizio dell’emergenza sono stati eseguiti complessivamente 225.647 test (+2.227).

Il totale regionale dei casi arriva a 5.174: 856 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 1.184 in provincia di Chieti, 2.056 in provincia di Pescara, 1.021 in provincia di Teramo, 38 fuori regione (+1) e 19 (-1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.