PESCARA – Sono 13 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 11 e 68 anni, emersi dall’analisi di 1.978 tamponi molecolari e 1.515 test antigenici: il tasso di positività è pari allo 0.4%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 74.635.

Il bilancio dei pazienti deceduti non registra nessun nuovo caso e resta fermo a 2.509. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 70.990 dimessi/guariti (+94 rispetto a ieri).

Del totale dei casi positivi, 18.952 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+3 rispetto a ieri), 19.418 in provincia di Chieti (+9), 18.171 in provincia di Pescara (invariato), 17.379 in provincia di Teramo (+2), 587 fuori regione (-2) e 128 (+1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 1.136 (-81 rispetto a ieri).

41 pazienti (-2 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 2 (invariato rispetto a ieri con 0 nuovi ingressi) in terapia intensiva, mentre gli altri 1093 (-79 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Proprio nel giorno del via libera del Cts allo stop alle mascherine già dal prossimo 28 giugno, l’Abruzzo registra il suo primo caso di variante delta.

È stato infatti confermato un positivo alla mutazione del virus in provincia di Chieti.

“Per il momento non risultano focolai attivi, si tratta solo di un caso isolato”, spiega al Messaggero Nicola D’Alterio, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise (Izsam).

Via libera, intanto, allo stop alle mascherine già dal prossimo 28 giugno.

“Il Cts ritiene che nell’attuale scenario epidemiologico a partire dal 28 giugno con tutte le regioni in zona bianca ci siano le condizioni per superare l’obbligatorietà dell’uso delle mascherine all’aperto salvo i contesti in cui si creino le condizioni per un assembramento (es: mercati, fiere, code, ecc.…)”, ha scritto in una nota il comitato.

“Dal 28 giugno superiamo l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto in zona bianca, ma sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali stabilite dal Cts”, ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza con un post su Facebook.

Il Comitato Tecnico Scientifico trova la quadra dopo un confronto durato oltre due ore.

Secondo gli esperti del Cts sarebbe opportuno comunque mantenere il distanziamento, se non si è congiunti, e la mascherina andrà comunque indossata nei luoghi a rischio assembramento all’aperto così come sui mezzi di trasporto ma non quando si è a tavola.

Sulla decisione ha influito anche la percentuale di vaccini somministrati in Italia (al momento già oltre il 53% della popolazione ha almeno una dose e circa il 27% ha fatto completato il ciclo). Numeri costanti di somministrazioni che si spera rispettino il trend anche nel mese di luglio, quando però si registrerà un calo degli arrivi di Pfizer (il vaccino mRna che insieme a Moderna viene inoculato agli under 60, secondo le ultime disposizioni): dalle comunicazioni sugli arrivi nelle singole regioni, diversi governatori parlano di un taglio tra il 25 e il 30% rispetto a giugno mentre Moderna – le cui disponibilità sono sempre state esigue – raggiungerà in alcuni territori punte del -65%. In quest’ultimo mese infatti gli arrivi erano stati superiori alle attese a causa degli anticipi di alcuni carichi. Ma parallelamente, sul fronte Europeo, l’Ue rassicura: “sulla base di questi dati e delle previsioni disponibili entro il mese prossimo potremo raggiungere l’obiettivo di vaccinazione del 70% della popolazione adulta”.

Nuove risorse sui vaccini potrebbero arrivare anche da uno studio, secondo cui per i guariti sarebbe necessaria una sola dose anche dopo dieci mesi. Resta ora da affrontare l’ultimo tema su cui ancora non è stato fornito un parere, né una data: la questione sulla riapertura delle discoteche potrebbe essere affrontata nei prossimi giorni e, mentre sembra scontato l’accesso solo con green pass in questo tipo di locali e soltanto all’aperto, resta il nodo sull’utilizzo della mascherina una volta entrati.