L’AQUILA – Ancora maretta nel centrodestra regionale abruzzese. Dopo le proposte di Gianfranco Giuliante (nella foto) e le repliche di Walter Di Bastiano e Daniela Stati, è arrivata una nuova bordata del capogruppo del Popolo della libertà. “Continuo a ritenere – ha detto – che la necessità di un ridisegno complessivo della macchina regionale, anche tenendo conto della manovra nazionale, sia urgente. Parlo di un ridisegno globale”.
“Nella conferenza stampa, fatta a titolo personale – ha spiegato – ho testualmente precisato: l’occasione del possibile ridisegno della governance regionale può offrire alla classe dirigente un nuovo banco di prova per dimostrare che si vuole veramente affrontare il problema dei costi della politica, quelli veri, che disperdono in mille rivoli le risorse regionali e che offrono uno spettacolo incomprensibile ai cittadini. Ma per fare ciò è necessario fotografare l’esistente, bloccandone da subito le sue degenerazioni. La fotografia dell’esistente può e deve (se lo si vuole) essere fatta attraverso il contributo di tutti”.
“I dati utilizzati – ha aggiunto Giuliante – sono quelli che compaiono sul sito della Regione Abruzzo (ottobre 2009, forse non aggiornati?), ma ringrazio comunque il consigliere Di Bastiano per la preziosa puntualizzazione, laddove, intermini percentuali, lo scostamento dei due dati del numero dei dirigenti sarebbe dello 0,9%. Poi mi vorrà spiegare a parte cosa cambia”.
“All’assessore Stati segnalo sommessamente – ha proseguito il capogruppo – di dare uno sguardo anche alle consulenze! Ci sono parecchie controversie in corso, nelle quali compaiono tanto l’avvocatura regionale quanto l’avvocatura dell’Arta con sovrabbondanza di difesa e di spesa! L’Arta, per esempio, proprio nell’avvocatura ha un consulente che negli ultimi anni, e rinnovato in costanza dell’attuale amministrazione regionale, è costato agli abruzzesi oltre 300 mila euro! Se ciò è vero, mi si vorrà dare atto che quando si distrae lo scrivente, lo fa a costo zero, quando, invece, si distrae la Stati, i costi sono ben altri!”.






