PESCARA – Fondere i comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore.

È la proposta lanciata da un comitato promotore che si è costituito ad hoc e che ha già un logo e uno slogan, “Per crescere diventiamo grandi”.

A illustrarla è stato oggi il capogruppo dell’Idv in Regione, Carlo Costantini, presidente dal comitato promotore, il quale ha spiegato tutti i benefici che ne deriverebbero e l’iter da seguire.

“Obiettivo della fusione – sostiene il comitato promotore – deve essere la razionalizazione delle risorse finanziarie, umane e strumentali, per far luogo a una migliore e più efficiente gestione complessiva del territorio”.

“L’aggregazione di municipalità – prosegue – potrà facilitare la semplificazione delle procedure e degli iter procedurali, consentendo di programmare e gestire una crescita equilibrata su un’area vasta riuscendo a cogliere nel migliore dei modi le opportunità che si presenteranno”.

“La fusione – aggiunge – darà anche la possibilità di usfruire degli incentivi finanziari previsti dalla vigente legislazione regionale e statale, creando i presupposti per un incremento dei livelli di welfare locale”.

Passando ai numeri, Costantini ha spiegato che la fusione darebbe vita a una “nuova città” con 192mila abitanti su 93,85 chilometri quadrati di territorio, 80mila famiglie e 20mila 765 imprese.

Il taglio che si produrrebbe per le spese degli organi politici sarebbe pari a un milione e 300mila euro l’anno con gli stessi organi politici previsti oggi per il Comune di Pescara, e il riordino organizzativo degli enti porterebbe un’ulteriore economia di 5 milioni l’anno.

Per le risorse strumentali il risparmio sarebbe di 200mila euro da aggiungere a quello per la gestione dei servizi. I finanziamenti aggiuntivi statali e regionali sarebbero pari rispettivamente a 8 milioni e 700 mila euro e 129mila euro.

Sommando le minori spese, 6 milioni e 700 mila euro, alle maggiori entrate si possono prevedere risorse aggiuntive per 15 milioni 529mila euro l’anno e per 10 anni questa stima arriva a 133milioni e 800 mila euro.

Per arrivare alla nuova città sono necessarie le delibere dei consigli comunali, un referendum e una legge regionale.