PESCARA – Nel 2022 accertati 19.530 reati ambientali lungo le coste italiane, in crescita rispetto al 2021. A farla da padrone il ciclo illegale del cemento, seguito dall’inquinamento del mare – dai rifiuti alla maladepurazione – e dalla pesca di frodo. Aumentano le violazioni al Codice di navigazione Il 48,7% dei reati nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, con la Campania che guida la classifica nazionale con 3.345 reati.
Per quanto riguarda la classifica delle infrazioni per km di costa, la Basilicata si conferma prima regione come numero di reati e illeciti amministrativi accertati (32,7 ogni km) seguita quest’anno dall’Emilia Romagna con 29,1 infrazioni (era al quarto posto nel 2021), dal Molise (28), dall’Abruzzo (27,8) e dal Veneto, con 24 reati e illeciti amministrativi per ogni chilometro.
Sono i dati del rapporto ‘Mare Monstrum 2023’ di Legambiente, presentati alla vigilia dell’anniversario della scomparsa del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, morto in un attentato mafioso.
Il focus sull’Abruzzo è stato illustrato in conferenza stampa dal presidente regionale di Legambiente, Giuseppe Di Marco.
Un dossier che a livello nazionale spiega Di Marco, “dice che il 50% del problema è legato alla cementificazione e dunque all’esistenza di ecomostri. Per questo diventa fondamentale il lavoro dei sindaci, ma soprattutto dei prefetti. In Abruzzo le problematiche sono varie, per esempio la Regione ha fatto un passo avanti nella gestione del ciclo dei rifiuti con la crescita dei Comuni ricicloni. Noi però ci aspettiamo che entro il 2024 l’Abruzzo realizzi quelle opere necessarie e metta in campo le azioni per migliorare la situazione generale”.
Silvia Tauro, componente della direzione regionale di Legambiente, ha aggiunto che “per l’Abruzzo i reati maggiori sono legati al ciclo del cemento e al ciclo dei rifiuti, alla mala depurazione e alla pesca di frodo. La particolarità del dato abruzzese è l’alta incidenza dei reati perché laddove il valore assoluto ci pone a metà classifica rispetto ai valori nazionali, l’incidenza dei reati ci dice invece che l’Abruzzo ha una concentrazione di illegalità diffusa e capillare che lo mette al quarto posto nella classifica, con un’incidenza che l’avvicina pericolosamente a quelle regioni a tradizionale infiltrazione mafiosa. I reati più diffusi restano quelli legati al ciclo del cemento e quindi abusivismo, cave illegali e occupazione abusiva del demanio marittimo e in questo senso Legambiente propone soprattutto per rispondere al ciclo del cemento, è la possibilità normativa di abbattere le opere abusive mediante ordinanza dei sindaci e laddove non si sia poi provveduto, intervenire mediante i prefetti. E poi arginare il fenomeno dell’abusivismo e dell’occupazione del demanio marittimo sia per la tutela ambientale sia per la fruizione della cittadinanza”.
FOCUS RAPPORTO MARE MONSTRUM
Classifica illeciti ambientali mare violato
Il 48,7% dei reati è stato accertato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, con la Campania che guida la classifica nazionale con 3.345 reati, pari al 17,1% del totale nazionale, seguita da Puglia (2.492 reati), Sicilia (2.184), Lazio (1.741) e Calabria (1.490 reati).
La Toscana è in sesta posizione come illeciti penali (1.442) ma è al secondo posto dopo la Campania come illeciti amministrativi (4.392), seguita dalla Sicilia (4.198 illeciti e ben 8.712 sanzioni). Per quanto riguarda la classifica delle infrazioni per km di costa, la Basilicata si conferma come prima regione come numero di reati e illeciti amministrativi accertati (32,7 per ogni km) seguita quest’anno dall’Emilia Romagna, con 29,1 infrazioni (era al quarto posto nel 2021), dal Molise (28), dall’Abruzzo (27,8) e dal Veneto, con 24 reati e illeciti amministrativi per ogni chilometro.
Maladepurazione
La maladepurazione resta una delle principali emergenze croniche da affrontare. Ancora oggi, infatti, sono quattro le procedure d’infrazione decise dall’Unione europea e attive nei confronti dell’Italia in tema di collettamento, fognatura e depurazione. Nelle scorse settimane, dopo mesi di inspiegabili ritardi, è stato nominato il nuovo commissario straordinario per la depurazione. A lui Legambiente chiede continuità col lavoro fatto dal precedente commissario, un piano nazionale per la depurazione con più risorse economiche e il completamento veloce degli interventi sulla rete.
Prodotti ittici sequestrati
Nel 2022 sono state oltre 400 le tonnellate complessive di prodotti ittici sequestrate, quasi 1.097 chilogrammi al giorno: la Sicilia primeggia, con oltre 129 tonnellate, mentre le prime cinque regioni (Sicilia, Puglia, Liguria, Veneto e Toscana) coprono oltre il 76,3% dei sequestri effettuati lo scorso anno. Se leggiamo il dato per km di costa, in testa Veneto e Liguria, rispettivamente con oltre 188 e 120 kg per chilometro di costa, mentre saltano agli occhi regioni con importanti tratti costieri e numeri di prodotti ittici sequestrati molto al di sotto della media nazionale, pari a 54 kg per km.





