L’AQUILA – C’è soddisfazione unanime tra gli esponenti politici accorsi in massa al corteo contro le tasse, schierati tutti, per una volta, dalla stessa parte al di là dell’appartenenza. Il grande successo di massa dell’evento, però, richiama la politica alle proprie responsabilità e quasi tutti sembrano esserne consapevoli.
Non ha voluto mancare l’assessore dimissionario alle Politiche sociali, Giustino Masciocco. “Sulle mie dimissioni ho già detto tutto – spiega – Per quanto riguarda il corteo, è fantastico che ventimila persone civili e senza bandiere politiche sfilino così. Si pensava che questa città fosse addormentata, non lo è, né ci sono menti fragili qui”.
“C’è la partecipazione giusta – mormora soddisfatto il consigliere regionale del Popolo della libertà, Luca Ricciuti – di tutta la città senza alcuna distinzione. La forza di ventimila manifestanti sarà utile, adesso spetta a noi enti locali fare di più”. “In particolare – aggiunge – dobbiamo mettere presto su carta tutta la normativa necessaria per la ricostruzione, compreso tutto, le case classificate “E” e i centri storici. Questo corteo ci darà forza e concretezza, siamo solo all’inizio”.
“Bellissimo – commenta così la vice presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, vestita in nero e verde in omaggio ai colori della città – Quella di oggi è una grande domanda, adesso però vogliamo le risposte. Oggi ci sono tutti, anche chi diceva in campagna elettorale che non bisogna partecipare alle manifestazioni di piazza, e questa per me è una piccola rivincita”.
“È bello – spiega l’assessore provinciale alla Ricostruzione, Mimmo Srour – che L’Aquila e i suoi amici oggi sfilino qui per un qualcosa di molto importante. Le priorità andavano stabilite all’inizio, prima il lavoro e l’economia, poi le case e le chiese. Non nascondiamoci dietro un dito, l’economia di questo territorio era già terremotata prima del terremoto, figuriamoci dopo. Condivido la proposta di una tassa di scopo, sarà utile per uscire da questa incertezza che se tutto resta così ci porteremo avanti di finanziaria in finanziaria”. (alb.or.)



