ROMA – Oltre a concedere piene garanzie pubbliche perché le imprese possano accedere senza indugi al credito bancario, lo Stato dovrebbe decidere “un intervento di compensazione a fondo perduto commisurato alla flessione del valore aggiunto fra il 2019 e l’anno in corso”.
Questo il piano dell’ex ministro dell’Economia Giovanni Tria raccontato alla Stampa. Piano che avrebbe un costo stimato di 70 miliardi.
“Il virus ha provocato una interruzione diffusa dell’attività economica delle imprese”, limitando “il ruolo delle aziende come produttrici e distributori di reddito – osserva Tria – se vogliamo ripartire subito, ed evitare una caduta verticale del Pil, è necessario ripristinare questa funzione attraverso un risarcimento della collettività. Con una simile manovra tiene in piedi le imprese e l’unione tra capitale umano con quello imprenditoriale”.
Ma servono anche “le garanzie bancarie e il risarcimento diretto per le mancate entrate”.






