L’AQUILA – Da lunedì raddoppierà in Abruzzo la possibilità di eseguire i tamponi per la diagnosi del coronavirus.

Al laboratorio regionale di riferimento, quello di Pescara, ormai alle soglie dei mille test, si affiancherà l’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”, l’unica struttura che, in Abruzzo, può garantire il massimo livello di sicurezza rispetto agli standard richiesti dalla complessità delle procedure.

Al lavoro ci saranno anche tecnici inviati dall’Aquila.

Questo dovrebbe consentire di dimezzare i tempi delle diagnosi, in modo da consentire agli ospedali di meglio gestire il flusso dei pazienti in un momento in cui c’è assoluta necessità di altri posti letto. Non solo. C’è anche chi, come il dg Asl di Chieti, Thomas Schael, ha ordinato l’acquisto dei macchinari per svolgere diagnosi a domicilio, attraverso i tamponi.

Un metodo che, anche se non sarà “certificato”, consentirà di abbattere i tempi.

Stessa iniziativa è stata annunciata all’Aquila dive dovrebbe muoversi una task force.

A salutare positivamente la novità del raddoppio dei laboratori per gli esami è stato Pietro Quaresimale, il capogruppo della Lega in Regione: “Questo Istituto è una vera perla nel settore della ricerca in campo sanitario animale, della sanità pubblica veterinaria e della tutela dell’ambiente – dice Quaresimale– Oggi, grazie alla dotazione di un laboratorio ad alto contenimento biologico trasportabile, secondo solo a quello dello Spallanzani di Roma, il Centro teramano può fare la differenza anche nella tutela della salute umana”.

Il laboratorio di Pescara ha svolto, e continuerà a farlo, un lavoro incredibile, rappresentando un vero e proprio baluardo in questa fase iniziale dell’emergenza. Ora, però, la crescita dei casi impone tempi più veloci per razionalizzare l’utilizzo di posti letto che potrebbero non bastare.

Anche l’ex assessore alla Sanità della Regione, Silvio Paolucci, oggi capogruppo Pd in Regione, aveva sollecitato il governatore, Marco Marsilio, a valutare l’ipotesi del raddoppio dei laboratori attraverso il coinvolgimento dell’Izs.