PESCARA – Superati i 1.500 casi di Coronavirus in Abruzzo con i positivi saliti a 1.563, un incremento di 66 nelle ultime 24 ore, e 13 decessi in più, alcuni dei quali avvenuti anche nei giorni scorsi ma con la conferma del test arrivata solo oggi, per un totale di 146 vittime dall’inizio dell’emergenza.

A comunicare i dati dei test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo, è il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute dell’Assessorato regionale alla Sanità.

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 11.890 test, di cui 7.083 sono risultati negativi. La differenza tra il numero dei test eseguiti e gli esiti, è legato al fatto che più test vengono effettuati sullo stesso paziente. Nel totale viene considerato anche il numero degli esami presi in carico e tuttora in corso.

Del totale dei casi positivi, 166 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 310 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 669 alla Asl di Pescara e 418 alla Asl di Teramo.

Dei 66 casi positivi al Covid 19 registrati oggi, 26 fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 12 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 23 alla Asl di Pescara e 5 alla Asl di Teramo.

Ad oggi 361 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (63 in provincia dell’Aquila, 80 in provincia di Chieti, 124 in provincia di Pescara e 94 in provincia di Teramo), 76 in terapia intensiva (13 in provincia dell’Aquila, 15 in provincia di Chieti, 36 in provincia di Pescara e 12 in provincia di Teramo), mentre gli altri 864 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (71 in provincia dell’Aquila, 156 in provincia di Chieti, 368 in provincia di Pescara e 269 in provincia di Teramo).

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 146 pazienti deceduti: i nuovi decessi (alcuni dei quali avvenuti nei giorni scorsi, ma la cui positività al virus è arrivata oggi) riguardano un 77enne di Bisenti; un 72enne di Penne; un 74enne di Guardiagrele; una 73enne di Città Sant’Angelo; una 73enne di Cepagati; un 66enne di Palena; un 69enne e un 83enne di Chieti; un 76enne di Tagliacozzo; un 81enne, una 79enne, una 65enne e un 79enne di Pescara (spetterà in ogni caso all’Istituto Superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone che potrebbero già essere state affette da patologie pregresse); 116 guariti (di cui 102 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 14 che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).

RISULTATI TEST IN RITARDO A CHIETI, VERI’, ”E’ FISIOLOGICO, CI SONO PRIORITA”’

Gravi ritardi nella comunicazione dei risultati relativi ai test di positività al Covid-19 si segnalano all’ospedale di Chieti, che sulla base delle procedure è tenuto ad inviare i tamponi ai laboratori della struttura di riferimento regionale per l’emergenza coronavirus, ovvero l’ospedale di Pescara, dove vengono materialmente compiute le analisi. 

Sono 73 i tamponi già effettuati a Chieti, tra il 20 marzo e il 2 aprile, che sono ancora in attesa della comunicazione dei risultati. 

Molti i test fermi da 10-15 giorni. 

Sulla base di quanto riferito da fonti sanitarie ciò sta comportando serie difficoltà nella gestione dei trattamenti ai quali sottoporre i pazienti, perché senza la certezza della diagnosi non è possibile provvedere alla somministrazione dei farmaci necessari a contrastare il virus. 

All’ospedale di Chieti, complessivamente, sono attualmente ricoverati 135 pazienti Covid. 

“Qualche ritardo ci può essere, Chieti si sta attrezzando per fare i tamponi ed è in prova, ma non è in grado di fare i test. I tamponi arrivano a Pescara che mette dei criteri di priorità, specialmente per i pazienti che presentano sintomi gravi. Ora so che a Chieti hanno effettuato centinaia di tamponi al personale, quindi ci può stare qualche ritardo sui risultati. Ma fra qualche giorno i test si potranno fare anche a Chieti, quindi credo che il problema sarà risolto”, dichiara all’Ansa l’assessore alla salute Nicoletta Verì. 

La situazione dei tamponi quindi è “sotto controllo”, “capisco ci possa essere dell’allarmismo, anche se… comunque noi seguiamo le linee guida del Ministero della salute, e a Pescara stiamo procedendo rapidi con la macchina che fa i test velocemente – conferma la Verì – certo, manca qualcosa, ma in linea con resto del Paese”.

FAZII, ”IN ABRUZZO CASI FINO A GIUGNO, NUOVI RISCHI IN AUTUNNO”, A BREVE CAPACITA’ 2MILA TEST AL GIORNO

“In Abruzzo siamo sul cosiddetto ‘plateau’, cioè sul pianoro della curva dei contagi. Ci dobbiamo attendere l’inizio della discesa, che sarà molto, molto graduale. A mio avviso avremo casi, anche se pochi, fino a giugno”. 

Lo dice all’Ansa il direttore dell’Unità operativa complessa di Microbiologia e virologia clinica a valenza regionale della Asl di Pescara, Paolo Fazii, aggiungendo che “la ‘spada di Damocle’ è l’eventuale ritorno del contagio in autunno, anche se a quel punto saremo preparati”. 

Il direttore del laboratorio di Pescara – la struttura è centro di riferimento regionale per l’emergenza coronavirus – sottolinea che la discesa sarà “molto lenta” e che il “vero calo ci sarà in estate piena”. 

L’esperto si dice inoltre convinto che sia necessario “convivere con il virus in attesa del vaccino almeno per tutto il biennio 2020-2021”, con tutto ciò che questo comporta rispetto alle misure di precauzione e alle abitudini quotidiane delle persone. 

Fazii fa poi un annuncio: “Dalla prossima settimana aumenterà in modo significativo la capacità di eseguire i test, arrivando fino a mille al giorno. Da metà aprile, a regime, riusciremo ad analizzare duemila tamponi in 24 ore” aggiungendo che “ogni giorno arrivano centinaia e centinaia di tamponi da analizzare che vengono stoccati” e che “lavoriamo con delle priorità, rappresentate dai pazienti sospetti Covid-19 che stanno male”, perché “chi sta male viene e deve venire prima, secondo scienza e coscienza”. 

Dai circa 300 test attuali, nei prossimi giorni si arriverà dunque prima ad una capacità di mille e poi di duemila. 

Vera e propria rivoluzione all’interno degli spazi del laboratorio: utilizzo di altri locali, assunzione di nuovo personale, acquisto di nuovi macchinari, operatività h24. 

Lo staff della struttura, infatti, fin dall’inizio dell’emergenza lavora senza sosta per analizzare i tanti tamponi in arrivo. 

“Ho fatto in modo di avere a disposizione più di una piattaforma di aziende diverse, così possiamo avere reagenti di più ditte, ovviando al problema della carenza dei materiali – sottolinea Fazii – Ogni mattina devo inventarmi qualcosa per avere i materiali necessari, ma ogni sera riusciamo a raggiungere il risultato sperato. Il ‘collo di bottiglia’, infatti, è rappresentato da due elementi: i tamponi veri e propri, ormai difficili da reperire, e la mancanza di kit di estrazione, perché le ditte che li producono sono poche e tutti si rivolgono alle stesse”.

“Quando arriveremo a duemila tamponi al giorno – prosegue – potremo fare una vera mappatura del territorio: personale sanitario, operatori della sicurezza, forze dell’ordine, ospiti delle Rsa, detenuti. Il tutto riuscendo anche a dare una risposta nel giro di 24 ore. Al momento lavoriamo con delle priorità, dando la precedenza assoluta a chi sta male”, conclude Fazii.

166 CASI IN PROVINCIA DELL’AQUILA, 26 IN PIU’, NUMERO DECESSI SALE A 12

Sono 166 i casi positivi al Covid-19 presenti in provincia dell’Aquila, di cui 63 ricoverati non in terapia intensiva (3 ricoverati in altra Asl), 13 in terapia intensiva e 71 in isolamento domiciliare (di cui 1 in altra Asl). 

Lo rendono noto il direttore generale della Asl 1 Avezzano, Sulmona, L’Aquila, Roberto Testa, e il sindaco dell’Aquila e presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl, Pierluigi Biondi.

Dall’inizio dell’emergenza, sono complessivamente 7 i guariti e 12 i deceduti, di cui 6 provenienti da altra Asl, ieri il numero era fermo a 9.

Dei positivi Covid-19 finora registrati 27 sono dell’Aquilano (4 ricoverati non in terapia intensiva, di cui 2 in altra Asl, , 1 terapia intensiva, 20 in isolamento domiciliare, di cui uno in altra Asl, e 2 guariti), 76 della Marsica (25 ricoverati non in terapia intensiva, di cui 3 in altra Asl, 2 in terapia intensiva, 39 in isolamento domiciliare, 5 guariti e 5 deceduti), 22 dell’area Peligna (16 ricoverati non in terapia intensiva e 6 in isolamento domiciliare), 11 dell’area Sangrina (4 ricoverati non in terapia intensiva, 1 ricoverato in terapia intensiva, 5 in isolamento domiciliare e 1 deceduto) e 30 di altra Asl (14 ricoverati non in terapia intensiva, 9 in terapia intensiva, 1 in isolamento domiciliare e 6 deceduti).

In sorveglianza attiva ci sono complessivamente 680 persone, di cui 376 dell’Aquilano, 247 della Marsica e 57 dell’area Peligno-Sangrina.

In sorveglianza passiva ci sono complessivamente 173 persone, di cui 0 dell’Aquilano, 117 della Marsica e 56 dell’area Peligno-Sangrina.

A L’AQUILA POSITIVI UN BAMBINO E UNA RAGAZZA, AUMENTO GIOVANI

Il fenomeno era già stato osservato nelle zone dell’Abruzzo a più alto indice di contagio, soprattutto nel Pescarese, negli ultimi giorni, invece, è successo anche nell’Aquilano: si tratta dei casi positivi di coronavirus che riguardano ragazzi o addirittura bambini. 

Circostanza che ha sfatato, ormai definitivamente, il mito di una patologia che colpisce solo anziani o persone di mezza età.

Nel treno dei contagiati delle ultime ore, infatti, nella zona del capoluogo sono stati individuati almeno due casi di questo genere.

Si tratta di un bambino, figlio di una coppia già trovata positiva nei giorni precedenti, e poi c’è una ragazza, appena maggiorenne, anche in questo caso figlia di uno dei contagiati acclarati in precedenza.

Se si allarga ragionamento, all’Aquila ci sono state altre situazioni di persone affette dal coronavirus non in tarda età.

Sono giovani, infatti, i primi due infettati e già guariti dell’epidemia: la ragazza bergamasca, dottoressa tirocinante, che è tornata a casa, e il maestro di ballo di origini campane.

A loro hanno fatto seguito due persone, una coppia trovata a sua volta positiva al contagio.

Infine c’è anche la giovane figlia di un operatore sanitario positivo.

Una media di giovani, piuttosto alta sul totale dei casi acclarati finora nell’Aquilano, che sono 27, con nessun nuovo positivo nelle ultime 24 ore.

Forse questo potrebbe essere uno dei motivi per cui, finora, il Covid-19 in questa parte d’Abruzzo ha fatto meno danni anche in termini di ricorso alle cure, con un afflusso molto limitato nei reparti in cui vengono curati i pazienti più critici.