ATESSA – L’emergenza Coronavirus ferma ancora la Sevel di Atessa che in serata ha comunicato lo stop fino al 30 marzo, dopo giorni di pressioni da parte di sindacati e amministratori locali.

Una notizia che arriva a seguito dell’errata comunicazione pubblicata nel pomeriggio circa la chiusura dal 12 marzo al 13 maggio.

L’attività, fanno sapere dalla Sevel,  non è sospesa fino a maggio, come erroneamente interpretato a seguito della diffusione di note sindacali ma l’azienda del Ducato ha richiesto al Governo di poter usufruire, attraverso il nuovo decreto, alla cassa integrazione prevista fino a quella data e, al momento, si è ancora in attesa di risposta.

Per il suddetto periodo sarebbero interessati alla sospensione tutti i 5.862 lavoratori (5.460 operai e 400 impiegati/quadri) dello stabilimento di Atessa.

“La mobilitazione dei lavoratori, non solo in Sevel, sta facendo capire all’Abruzzo e al Paese che occorre chiudere le produzioni non essenziali. Migliaia di lavoratori che tutti i giorni si muovono, si recano a lavoro, tornano a casa dopo aver condiviso luoghi a rischio, mettono palesemente in contraddizione il principio di dover stare tutti a casa per tutelarci dal virus”, scrive in una nota Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE.

“Ora Marsilio dichiari zona rossa anche la Val di Sangro e i poli industriali dove quotidianamente si muovono migliaia di lavoratori. Ribadiamo che occorrerebbe un provvedimento del Governo per fermare le produzioni non essenziali. Ogni giorno perso è un giorno in più che si concede al virus per riprodursi e diffondersi”.