ROMA – In mancanza delle mascherine protettive, che ancora non arrivano lasciando esposti i farmacisti al rischio costante di contagiarsi, le farmacie hanno cercato di rimediare mettendo barriere di plexiglas al bancone.

A spiegarlo è il presidente di Federfarma, Marco Cossolo.

“I farmacisti sono in trincea e il problema è che ci mancano le mascherine – sottolinea – ora in parte ci siamo aggiustati grazie ad un accordo con alcune aziende, con l’installazione di barriere di plexiglas al banco, anche se non è l’ideale”.

Tramite Cittadinanzattiva inoltre, Federfarma è riuscita a garantirsi l’acquisto di un lotto di 50.000 mascherine, che però arriverà tra 15 giorni.

“Si tratta di una quantità comunque insufficiente – continua Cossolo – e che distribuiremo lì dove c’è più bisogno, cioè in Lombardia, Emilia, Piemonte e Veneto. Abbiamo chiesto più volte alla Protezione civile che venisse aperto per le farmacie un canale preferenziale per l’acquisto delle mascherine, ma non ci è stato concesso”.

I farmacisti ne hanno più che mai bisogno, visto che nei loro locali entrano moltissime persone “che pensano di essere positive o vogliono rassicurazioni, e ciò ci espone a rischi”.

Difatti anche alcuni farmacisti sono rimasti contagiati, Federfarma sta facendo un censimento, ma al momento sono una “ventina circa le segnalazioni arrivate – conclude Cossolo – Per fortuna abbiamo ottenuto, essendo noi un servizio pubblico essenziale, che se i colleghi di chi è positivo risultano negativi, possono continuare a lavorare. Questo è un grande riconoscimento al nostro ruolo sul territorio”.