L’AQUILA – Con la positività della moglie del primo contagiato all’Aquila, il 33enne professionista appassionato di motori, diventano due gli aquilani che hanno contratto il coronavirus.

Ma proprio nel giorno del test positivo per la giovane 35enne residente solo ufficialmente a Barisciano, ma effettivamente domiciliata nel capoluogo regionale, arriva la buona notizia: la coppia è stata dimessa dal reparto di malattie infettive dell’ospedale dell’Aquila, perché le condizioni sono buone, dopo che la febbre si è abbassata, e quindi sono stati posti in isolamento sotto il controllo dei medici nella loro abitazione dove attenderanno la negativizzazione.

Le dimissioni sono state decise visto il buono stato e la necessità di fare posto a due situazioni più gravi.

Secondo quanto si è appreso, per marito e moglie, una professionista del campo della sanità, che non opera nella sanità pubblica, la possibile fonte del contagio sarebbe stato un moto raduno a cui avrebbero partecipato nei giorni scorsi in Campania: vi avrebbero partecipato anche un gruppo di amici che sono in quarantena fiduciaria a casa, in buone condizioni.

Anche la coppia, prima di avere sintomi più marcati, erano in isolamento fiduciario.

Proprio per questo, è stimato non pericoloso il rischio contagio verso parenti e amici. Anche se gli operatori sanitari hanno lavorato alacremente per ricostruire la fitta rete di contatti della giovane, soprattutto in virtù della sua attività professionale. Sono quattro, ufficialmente, i casi di coronavirus in città, sebbene solo coppia di professionisti sia aquilana.

Ai due si aggiungono la dottoressa tirocinante lombarda, uscita dall’ospedale nei giorni scorsi, e posta in isolamento in una casa messa a disposizione dalle istituzioni, che proprio ieri ha fatto il secondo tampone di controllo che, se negativo, potrebbe farla tornare libera e quindi in grado di tornare nella sua regione, dove contagi e morti, peraltro ancora non accennano a diminuire; e il giovane di origini campane che gestisce un’attività di svago e che l’altra sera ha postato un video dal suo letto di ospedale al San Salvatore raccomandando tutti a seguire le precauzioni imposte dal governo.

Quest’ultimo caso ha provocato l’isolamento domiciliare di una ventina di persone, sciolto da poco.

Che sono i giorni decisivi per capire l’andamento dell’epidemia anche città: lo testimonia il fatto che sono praticamente esauriti i posti nel reparto di Malattie infettive diretto da Alessandro Grimaldi. Sarebbero 18 le persone ricoverate, per molte delle quali si attende l’esito del tampone. Buona parte di esse sono affette da polmonite.

A loro si aggiungono anche i casi più gravi, quelli dei tre pazienti positivi ospitati nella nuova struttura ricavata all’interno del cosiddetto G8, il piccolo ospedale realizzato per l’evento mondiale che si è svolto poco dopo il sisma dell’Aquila, dedicato all’emergenza coronavirus e definito covid-hospital: i tre, di Pescara, Castel di Sangro ed Avezzano, affetti da polmonite, sono intubati e in prognosi riservata con condizioni stabili.

Sul medico di Avezzano che ha fatto registrare miglioramenti, anche se lievi, è stata ripercorsa la mappa dei contatti. In particolare, sarebbero  due le ipotesi di contagio: una cena tra amici con la presenza di una persona tornata da una settimana bianca al nord positiva oppure un persona positiva visitata dal medico nel suo ambulatorio.

Comunque, finora, per fortuna, tutte le persone venute a contatto, stanno bene ed in larga parte hanno anche terminato la quarantena. Il professor Franco Marinangeli, direttore di Anestesia e Rianimazione del San Salvatore, ha assicurato che all’interno della struttura nei prossimi giorni i posti a disposizione diventeranno 14, dai sei attuali.

L’assessore regionale Guido Liris ha annunciato l’arrivo di tre ventilatori a turbina e monitor.