L’AQUILA – Il centralino è intasato, dall’altro capo del telefono qualcuno è sull’orlo di una crisi di nervi mentre da ore è in attesa davanti a un monitor, nella speranza di riuscire a prenotare un volo prima di un altro sconosciuto connazionale, ugualmente preoccupato di non poter tornare a casa. La notte non è mai stata così lunga.
“Un incubo”, come lo definisce un abruzzese bloccato in Marocco dove si è recato quasi un mese fa insieme ad altri colleghi, come racconta ad Abruzzoweb, prima dei vari Dpcm che hanno gradualmente limitato gli spostamenti per arginare il diffondersi del Coronavirus fino ad arrivare alla situazione attuale: un dramma senza precedenti quello che molti italiani stanno vivendo in questi giorni fuori dal Paese, una corsa contro il tempo che li vede bloccati in altre Nazioni in piena emergenza e che li spinge a chiamare “casa” a tutte le ore del giorno e della notte in una situazione disperata, con l’Unità di Crisi della Farnesina che fa sapere di aver risposto a più di 45mila chiamate e che continua a ricevere oltre 1.500 e-mail ogni giorno.
Dall’inizio dell’emergenza il ministero degli Esteri ha rimpatriato, grazie a voli e collegamenti straordinari, oltre ottomila italiani da 14 Paesi ma le compagnie aeree sono ormai al collasso, con voli pieni e liste d’attesa inesistenti e così, per prenotare, ci si affida alla sorte, si aspetta che escano nuove date, si spera di trovare posto prima degli altri e ci si augura che il volo non venga spostato o addirittura cancellato.
“Sono giorni che proviamo a prenotare un volo ma sembra impossibile – spiega un abruzzese che preferisce restare anonimo – La mia non era una vacanza, lavoro da anni in Marocco e mi trovavo qui con altri colleghi ben prima che scattasse l’emergenza e che venissero chiuse le frontiere dell’Europa. Sarei dovuto rientrare ad aprile ma, vista la situazione, mi sono reso conto di non poter più rimandare. Mi sono già messo in autoisolamento, non esco da giorni e i contatti con le altre persone sono azzerati. Non ho sintomi, sono solo preoccupato per quello che potrebbe succedere nel caso si verificasse lo scenario peggiore e come me sono spaventati anche altri colleghi italiani con i quali ho avuto modo di parlare. La verità è che ci sentiamo abbandonati”.
L’Unità di crisi della Farnesina “riceve decine di migliaia di telefonate al giorno – ha detto il capo degli Esteri Luigi Di Maio — La priorità sono i nostri studenti, Erasmus o non Erasmus, e i cittadini che erano andati temporaneamente in altri Paesi”.
Per loro, qualora riuscissero a tornare, scatterebbe l’autoisolamento, secondo quanto stabilito dal decreto firmato dal ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, e il ministro della Salute, Roberto Speranza. Non importa che il soggetto sia asintomatico: se un cittadino si trova all’estero e decide di tornare in Italia lo potrà fare solo restando in isolamento per due settimane al suo ritorno. La misura, sottolinea il ministero dei Trasporti, serve a prevenire la diffusione dei contagi e contenere l’emergenza sanitaria.
Non solo Marocco ma anche Algeria, Spagna, Malta, Gran Bretagna: sono migliaia gli italiani che aspettano di tornare e che senza un piano, una sorta di “lista d’attesa”, non riescono a vedere la luce alla fine di un tunnel così buio.
“Al fine di rispondere all’esigenza di molti cittadini italiani temporaneamente in Marocco e, in particolare, di quanti hanno visto cancellati i propri voli di ritorno in Italia, l’Ambasciata d’Italia a Rabat e il Consolato Generale d’Italia a Casablanca, d’intesa con l’Unità di Crisi della Farnesina, hanno chiesto alle compagnie aeree italiane di valutare la possibilità di effettuare voli speciali commerciali diretti tra il Marocco e l’Italia”, si legge in una nota della compagnia aerea Neos Air.
In coordinamento con l’Ambasciata e il Consolato Generale e l’Unità di Crisi della Farnesina, la compagnia Neos ha predisposto per ieri, giovedì 19 marzo, quattro voli speciali da 186 posti ciascuno per il rientro dei connazionali, sulle tratte: Casablanca-Roma Fiumicino-Milano Malpensa; Casablanca-Milano Malpensa; Marrakech-Agadir-Milano Malpensa; Marrakech-Roma Fiumicino-Milano Malpensa.
“Posti già tutti prenotati – viene spiegato ad AbruzzoWeb – Ogni giorno è una gara per riuscire a trovare un posto, ma si arriva sempre in ritardo. Il numero è limitato, forse alcuni posti sono riservati per alcune priorità, questo non è dato saperlo. Molto spesso, poi, capita che i voli vengano addirittura cancellati. Quindi se mai dovessi avere la fortuna di bloccare un posto rischierei anche un cambiamento di programma”.
Sulla questione ieri è intervenuta anche la Lega, attraverso una nota congiunta degli esponenti Francesco Moro e Paolo Franco: “Stiamo ricevendo molte segnalazioni di nostri connazionali bloccati in vari paesi del mondo. E’ mai possibile che il governo non obblighi l’Alitalia a programmare alcuni voli per il recupero di questi concittadini che sono in balia degli eventi in questo momento di grande confusione!”.
“Non è possibile che compagnie straniere e private come Easyjet e Neos riescano a programmare voli in diversi scali europei con destinazione su aeroporti italiani e la compagnia di bandiera non fa nulla, nonostante i corposi finanziamenti in corso di erogazione”.
“È mai possibile che la Farnesina emetta solo parole e niente fatti? Esortiamo il governo a darsi una mossa perché la situazione è tragica in quanto abbiamo provato di persona la fatica del rientro”.
Ai due esponenti leghisti si è aggiunto l’ex senatore dei Cristiano Democratici Uniti, Maurizio Eufemi che sta ricevendo anche lui richieste di aiuto dall’Argentina e dalle Canarie: “Ci giungono notizie – fa presente Eufemi – di italiani bloccati a Tenerife e anche in Argentina. Non vorremmo che si assistesse al solito scaricabarile in cui nessuno prende la iniziativa di risolvere i problemi”.






