L’AQUILA – Salgono a 450 i pazienti positivi al Coronavirus in Abruzzo, con l’ultimo bollettino che registra 17 morti, numeri cresciuti vertiginosamente nelle ultime ore, con i decessi più che raddoppiati rispetto a due giorni fa.
Dai dati, basati sui test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo, emergono 65 nuovi casi rispetto a ieri, quando è stato registrato un picco di 122 positivi, un record per la regione.
Dei 65 casi registrati oggi, 4 fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 11 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 36 alla Asl di Pescara e 14 alla Asl di Teramo. Il dato riguarda la presa in carico dei pazienti e non coincide necessariamente con la loro residenza anagrafica, in quanto ci sono pazienti residenti in una provincia che sono in cura in una diversa Asl provinciale.
In totale 190 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (20 in provincia dell’Aquila, 35 in provincia di Chieti, 122 in provincia di Pescara e 13 in provincia di Teramo), 48 in terapia intensiva (4 in provincia dell’Aquila, 10 in provincia di Chieti, 23 in provincia di Pescara e 11 in provincia di Teramo), mentre gli altri 192 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (5 in provincia dell’Aquila, 27 in provincia di Chieti, 108 in provincia di Pescara e 52 in provincia di Teramo).
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 17 pazienti deceduti: 2 uomini di Crecchio, un uomo e una donna di Ortona, un uomo e una donna di Pianella, una donna di Casoli, una donna di Paglieta, tre uomini di Castiglione Messer Raimondo, un uomo di Chieti, un uomo di Collecorvino, una donna di Montesilvano, un uomo di Pescara, un uomo di Città Sant’Angelo e una donna di Guglionesi, in Molise (spetterà in ogni caso all’Istituto Superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone già affette da patologie pregresse); 8 pazienti clinicamente guariti (che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici); 2 guariti (che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).
Il totale potrebbe essere differente, in quanto alcuni dei pazienti clinicamente guariti sono ancora in isolamento domiciliare.
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 2.695 test, di cui 1606 sono risultati negativi.
La differenza tra il numero dei test eseguiti e gli esiti, è legato al fatto che più test vengono effettuati sullo stesso paziente. Nel totale viene considerato anche il numero degli esami presi in carico e tuttora in corso.
Dei casi positivi, 30 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 80 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 259 alla Asl di Pescara e 81 alla Asl di Teramo.
Va precisato che il numero elevato di casi registrati a Pescara è anche legato al fatto che al Santo Spirito accedono pazienti provenienti anche da altre aree della regione.
Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.
Sette persone ricoverate nei reparti dedicati ai pazienti Covid-19 sono morte nelle ultime 24 ore all’ospedale di Pescara.
Si tratta di pazienti residenti sia nel capoluogo adriatico sia in provincia.
Tra questi anche una 44enne di Pianella (Pescara) che, secondo quanto si apprende, non aveva altre patologie.
La donna, che è stata ricoverata in ospedale una settimana circa, si occupava di assistere un 68enne risultato positivo al coronavirus solo dopo il decesso, avvenuto una decina di giorni fa.
Tra le altre vittime vi sono poi un 90enne di Pescara, una 81enne di Montesilvano 81enne e una 88enne di Collecorvino e un anziano di Città Sant’Angelo, che era già ricoverato in ospedale per altre patologie.
L’ospedale di Chieti si sdoppia e si prepara ad attivare 317 posti letto dedicati ai pazienti affetti da Coronavirus.
E’ questo il senso della massiccia riorganizzazione messa in atto dalla Direzione Asl, impegnata in una corsa contro il tempo per attrezzare aree dedicate, visto il crescente numero di ricoveri registrato nelle ultime ore.
All’interno del “SS. Annunziata” è stata definita un’area Covid, circoscritta al blocco principale, mentre la Palazzina Cuore, corpo M, viene preservata No Covid.
Pertanto tutte le attività cliniche saranno soggette, entro i prossimi giorni, a una rimodulazione, sia negli spazi si nell’erogazione dei servizi. I posti letto, dei quali i primi 100 già disponibili, sono così suddivisi: 213 di media complessità, 75 di sub intensiva, e 29 di rianimazione.
Già da oggi sono sospesi i ricoveri dei pazienti in area medica per pazienti No Covid, mentre quelli già ricoverati vengono trasferiti a Lanciano e in altri presidi, già nell’immediato. Analogo provvedimento è scattato per l’Urologia e la Chirurgia generale a indirizzo oncologico, che dovranno ricollocare i pazienti presso l’ospedale di Vasto. Le prestazioni di tipo chirurgico in urgenza saranno invece garantite dalla Chirurgia multispecialistica dislocata su più livelli, utilizzando le sale operatorie della Cardiochirurgia.
I posti letto scaturiti dalla riconversione saranno caratterizzati come “Medicina Covid” e, contestualmente, un’altra area di degenza di Malattie infettive sarà attivata nel piano sottostante l’unità operativa stessa, con altri cinque posti letto a pressione negativa, che risultano fondamentali in questo momento come ulteriori postazioni aggiuntive per la ventilazione invasiva e non invasiva.
Le operazioni di trasferimento delle attività sono già iniziate e avverranno per fasi progressive, che richiederanno in tutto circa otto giorni.
I posti di terapia intensiva, invece, sono già raddoppiati, e passati da sei a 12. Per attivarne di nuovi, la Direzione Asl ha richiesto 13 ventilatori polmonari alla Protezione civile e al Referente sanitario regionale per le emergenze.
Intanto già ieri sera sono stati accolti i primi pazienti trasferiti dall’ospedale di Pescara.
I contagi aquilani da coronavirus sono saliti a quattro.
A cui si devono aggiungere la “paziente 1” lombarda, che attende solo la negativizzazione definitiva per tornare al nord e il ragazzo di origini campane che gestisce in città un’attività di svago.
Le ultime due positività in ordine di tempo, rese note dal servizio Tutela e Prevenzione della Salute della Regione, riguardano due donne, entrambe quarantenni.
La prima era già in sorveglianza domiciliare attiva perché inserita nel gruppone dei contatti ultimi del giovane di origini campane. La donna è stata sottoposta a tampone alla comparsa dei sintomi influenzali ed è stata portata precauzionalmente in ospedale. La sua famiglia è in quarantena. La donna è dipendente dell’Ateneo aquilano: per questo ieri è stata avviata un’opera straordinaria di sanificazione dell’edificio di Coppito.
Operazione complessa che ha comportato la chiusura della struttura con il personale che lavorerà a distanza. L’altro caso è quello che desta maggiori preoccupazioni perché riguarda un medico che lavora al San Salvatore e, occasionalmente, anche nella Marsica.
È stata posta in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva, al momento le sue condizioni non sono preoccupanti.
È in corso un accurato controllo sulla rete di contatti. C’è poi un terzo caso, che riguarda una giovane studentessa marsicana che ha annunciato il contagio postando una sua foto su Facebook, dal letto d’ospedale del San Salvatore. La ragazza ha tenuto a specificare, rispondendo ai commenti, che è assente dal suo paese d’origine da oltre un mese.
La sensazione è che anche L’Aquila sia giunta ormai al momento più delicato dell’epidemia. Non tanto per i numeri delle positività, che rispetto alla costa restano ancora contenuti, quanto per l’aumento dei ricoveri e dei casi sospetti.
Sono cento i tamponi complessivamente eseguiti al San Salvatore, in cui sono compresi anche alcuni che arrivano dalla Marsica, dalla Valle Peligna o dall’Alto Sangro.
Di questi trenta hanno riguardato i ricoverati, settanta gli “esterni”, quelli che non hanno fatto ricorso alla cure in ospedale o sono rimasti in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva.
Di questi ancora una ventina è in attesa di essere processato.
Sotto stress anche il reparto di Malattie infettive, diretto dal dottor Alessandro Grimaldi, che avrebbe un solo posto a disposizione: dei 23 positivi totali accertati finora, che comprendono anche altri territori della provincia, 19 sono tutt’ora ricoverati, 3 sono in isolamento domiciliare e uno è stato trasferito a Roma.
Quattro persone sono ricoverate nel “Covid hospital”, il nuovo ospedale ricavato nei locali del G8, i prefabbricati realizzati per i grandi della Terra dopo il sisma 2009, dedicati tutti alla nuova emergenza.
Si tratta di quattro pazienti in terapia intensiva che sono stati intubati: ci sono quattro uomini, due di Pescara, uno di Castel di Sangro e l’ultimo, un medico di Avezzano. C’è anche un malato arrivato da Lodi, ormai negativo al Covid-19, ma comunque ancora in gravi condizioni e ricoverato nel reparto di rianimazione.
L’alto numero di contagiati da coronavirus di Castiglione Messer Raimondo fa dire a Paolo Fazii, il direttore dell’Unità operativa complessa di Microbiologia e virologia clinica a valenza regionale della Asl di Pescara, che “Castiglione è la nostra Vò, in Veneto. Non c’è un motivo vero, una ragione specifica, per quel contagio, così numeroso: direi solo la sfortuna”.
Per Fazii la situazioni in Abruzzo è presto detta: “Come spesso già ripetuto stiamo assistendo al picco degli infettati nel week end del 6/7/8 marzo scorso. E dato che in quel periodo non c’erano le giuste prescrizioni di oggi, e tenendo conto che il tempo di incubazione è di 4/8 giorni con punte di 10, noi siamo ancora nell’onda di quei giorni, dei primi infettati e di quelli che questi hanno infettato direttamente.
Superate le 4 mila vittime in Italia per coronavirus.
Sono 4.032 i morti, con un incremento rispetto a mercoledì di 627. E’ il maggior incremento dall’inizio dell’emergenza. Ieri l’aumento era stato di 427.
Sono complessivamente 37.860 i malati, con un incremento rispetto a mercoledì di 4.670. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 47.021. I malati in terapia intensiva sono 2.655, 157 in più rispetto a ieri. Di questi 1.050 sono in Lombardia. Dei 37.860 malati complessivi, 16.020 sono poi ricoverati con sintomi e 19.185 sono quelli in isolamento domiciliare.
I dati sono stati forniti dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile.
Dai dati emerge che sono 15.420 i malati in Lombardia (1.482 in più di ieri), 5.089 in Emilia Romagna (+583), 3.677 in Veneto (+508), 3.244 in Piemonte (+490), 1.844 nelle Marche (+222), 1.713 in Toscana (+291), 1.001 In Liguria (+118), 912 nel Lazio (+171), 702 in Campania (+97), 555 in Friuli Venezia Giulia (+33), 600 in Trentino (+109), 530 in provincia di Bolzano (+109), 551 in Puglia (+102), 379 in Sicilia (+58), 422 in Abruzzo (+56), 384 in Umbria (+56), 39 in Molise (+1), 288 in Sardegna (+84), 257 in Valle d’Aosta (+48), 201 in Calabria (+37), 52 in Basilicata (+15). Quanto alle vittime, se ne registrano: 2.549 in Lombardia (+381), 640 in Emilia Romagna, (+109), 131 in Veneto (+16), 209 in Piemonte (+34), 137 nelle Marche (+22), 47 in Toscana (+9), 119 in Liguria (+28), 17 in Campania (+0), 43 Lazio (+5), 38 in Friuli Venezia Giulia (+2), 26 in Puglia (+1), 17 in provincia di Bolzano (+3), 4 in Sicilia (+0), 17 in Abruzzo (+6), 7 in Umbria (+5), 7 in Valle d’Aosta (+1), 13 in Trentino (+1), 4 in Calabria (+1), 2 in Sardegna (+0), 5 in Molise (+3). I tamponi complessivi sono 206.886, dei quali oltre 128mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.
I DATI NEL MONDO
I decessi causati dalla pandemia di coronavirus nel mondo hanno superato quota 10.000: lo riporta l’ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University. Per l’esattezza i morti sono adesso 10.030, mentre il numero dei casi di contagio accertati è salito a 244.523. Le persone guarite finora sono 86.031.
“Se lasciamo che il virus si diffonda come un incendio, specialmente nelle regioni più vulnerabili del mondo, ucciderà milioni di persone”. Lo ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, parlando in videoconferenza ai giornalisti del Palazzo di Vetro. “Siamo di fronte a una crisi sanitaria globale diversa da qualsiasi altra nella storia di 75 anni delle Nazioni Unite, che sta infettando l’economia globale. Una recessione globale, forse di dimensioni record, è quasi una certezza, ha aggiunto.
Il principe Alberto II di Monaco è positivo al Coronavirus. Lo rende noto il Principato, precisando che “il suo stato di salute non desta alcuna preoccupazione”.
Il principe, secondo quanto rende noto il Palazzo di Monaco, può continuare a lavorare dai suoi appartamenti privati. Alberto II aveva fatto il tampone ad inizio settimana, secondo quanto reso noto, 3 giorni dopo che il ministro di Stato, Serge Telle, equivalente del primo ministro nel Principato, aveva annunciato di essere risultato positivo al test.
Il numero delle persone contagiate dal coronavirus negli Stati Uniti ha superato i 10 mila casi. È quanto emerge dagli ultimi dati delle autorità federali e locali americane. I casi accertati sono nel dettaglio 10.259, il bilancio delle vittime sale a 152.
Sono 20.000 i militari britannici in stato di “massima allerta” da ieri e inseriti in una speciale Covid Support Force. Iniziativa istituita per affiancare la polizia in compiti di ordine pubblico in vista di nuove misure restrittive del governo di Boris Johnson sull’emergenza coronavirus a Londra o altrove nel Regno Unito.
Sono saliti a 10.999 i casi di contagio da coronavirus in Germania. È quello che ha registrato ufficialmente il Robert Koch Institut stamani. Rispetto a ieri si è avuto un aumento di ben 2801 casi, un dato impressionante che conferma che la malattia si sta diffondendo in modo esponenziale, come affermato dal presidente dell’istituto Lothar Wieler.
È stato registrato il primo decesso in Russia, a Mosca, legato all’epidemia da coronavirus. “Si tratta di una donna di 79 anni con una serie di malattie croniche come diabete, arteriosclerosi e ipertensione”.
Il decesso è avvenuto nel reparto malattie infettive dell’ospedale n.2 di Mosca. I casi accertati di Covid-19 in Russia sono saliti da 147 a circa 200, 199 per la precisione: lo riferisce il centro anti-coronavirus russo precisando che “in totale 52 casi sono stati registrati nelle ultime 24 ore in 23 regioni della Russia”.
Per la prima volta dalla diffusione del coronavirus, la Cina non ha registrato alcun caso di contagio “domestico”. Sono stati, invece, 34 i casi di positività arrivati dall’esterno, l’incremento giornaliero più grande nelle ultime due settimane.
Lo ha reso noto la Commissione Nazionale della Salute. I casi di positività arrivati dall’estero, stando ai dati della Commissione, hanno così raggiunto i 189.
I dati comunque dimostrano come la pandemia sia sotto controllo a Wuhan, dove il virus ha fatto la sua comparsa a dicembre, e nella provincia di Hubei. Nelle ultime 24 ore sono state registrate 8 morti – tutte a Hubei – che portano il bilancio delle vittime a 3.245. In Cina ci sono stati in totale 81.000 casi di infezione, ma solo 7.263 sono ancora malate di coronavirus.
Con i contagi azzerati, Wuhan, la città focolaio del nuovo coronavirus, allenta la quarantena nelle aree a “infezione zero” permettendo “attività personali” nei compound abitativi. Sono le decisioni prese dalla locale task force sulla prevenzione e il controllo riportate oggi dalla tv statale Cctv. Nel resto dell’Hubei, provincia di cui Wuhan è capoluogo e che non ha riportato contagi negli ultimi 14 giorni, sarà permesso, a certe condizioni, l’ingresso dall’esterno, secondo un post del governo provinciale.





