L’AQUILA – Dai test eseguiti la scorsa notte nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, sono emersi 12 nuovi casi positivi al Covid 19. In mattinata si è aggiunto il caso di un uomo di 100 anni di Penne è risultato positivo in mattinata. 

Con gli ultimi casi sale a 102 il numero dei pazienti positivi al Covid 19 in Abruzzo

Sono tutti riferiti alla Asl di Pescara: un 56enne e un 77enne di Pescara; un 93enne e una 90enne di Loreto Aprutino; una 89enne di Picciano; un 70enne di Moscufo; una 85enne di Alanno. Altri 5 pazienti sono di Penne: due uomini di 63 e 84 anni, tre donne di 82, 83 e 88 anni. Di questi 10 sono ricoverati in ospedale, 2 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte della Asl. E poi il centenario di Penne.

 il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, quale presidente del Comitato ristretto dei sindaci della Asl di Teramo, è tornato a chiedere l’istituzione di una zona rossa nella vallata del Fino. Alla base delle preoccupazioni c’è il dato, definito ‘anomalo’ rispetto al numero degli abitanti, di diffusione del contagio, con quattro casi di positività al virus (due a Castiglione, uno a Montefino e uno a Silvi) sui 9 totali della provincia di Teramo.

Visto l’aumento dei ricoveri, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha firmato ieri sera l’ordinanza n. 7 che prevede nuove misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza relativa al coronavirus. con questa ordinanza si sospendono con decorrenza immediata e fino al 3 aprile i ricoveri programmati sia medici che chirurgici al fine di favorire il massimo utilizzo delle terapie intensive e la disponibilità del personale sanitario per l’emergenza da covid 19. 

Ieri i nuovi casi erano stati 5, di cui 3 riguardano la Asl Lanciano-Vasto-Chieti: un uomo di 66 anni e due donne di 71 e 81 anni. 

Una donna di 74 anni è residente nel territorio della Asl di Teramo, mentre un uomo di 69 è residente in quello della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. 

A confermare la durezza della situazione, l’appello del presidente Marsilio, e l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, ad aziende, privati e laboratori, affinché donino al sistema sanitario regionale tutti i dispositivi di protezione individuale che attualmente non stanno utilizzando, come tute, camici e mascherine. Cominciano ad arrivare le adesioni da aziende abruzzesi.

I capigruppo regionali hanno da parte loro disposto unanimemente che, a partire da aprile, verrà operato un taglio mensile del 10 per cento sull’indennità di carica di tutti i consiglieri regionali sino a raggiungere la somma di 250 mila euro che verrà destinata all’acquisto di almeno 10 respiratori che sono vitali per i pazienti colpiti in maniera più grave dal coronavirus perché permettono loro di uscire dalla fase acuta, aiutandoli a respirare quando i loro polmoni non ce la fanno da soli, sino a debellare il virus e riacquistare piena autonomia.

LA SITUAZIONE IN ITALIA 

Sono 14.955 i malati di coronavirus in Italia, 2.116 in più di ieri, mentre il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 17.660. Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile.

Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 7.732 i malati in Lombardia (836 in più di ieri), 2.011 in Emilia Romagna (+253), 1.453 in Veneto (+156), 794 in Piemonte (+240), 698 nelle Marche (+128), 455 in Toscana (+103), 242 nel Lazio (+70), 213 in Campania (+39), 304 in Liguria (+61), 236 in Friuli Venezia Giulia (+88), 126 in Sicilia (+15), 121 in Puglia (+23), 157 in Trentino (+55), 83 in Abruzzo (+5), 73 in Umbria (+11), 17 in Molise (+1), 43 in Sardegna (+4), 27 in Valle d’Aosta (+1), 37 in Calabria (+5), 123 in Alto Adige (+20), 10 in Basilicata (+2).

Quanto alle vittime, se ne registrano: 890 in Lombardia (+146), 201 in Emilia Romagna, (+55), 42 in Veneto (+10), 46 in Piemonte (+20), 27 nelle Marche (+5), 5 in Toscana (+0), 17 in Liguria (+6), 2 in Campania (+1), 11 Lazio (+2), 10 in Friuli Venezia Giulia (+2), 5 in Puglia (+0), 2 in provincia di Bolzano (+1), 2 in Sicilia (+0), 2 in Abruzzo (+0), uno in Umbria (+1) uno in Valle d’Aosta (+0), 2 in Trentino (+1). I tamponi complessivi sono 97.488, quasi oltre 65mila dei quali in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Sono 1.266 i morti per coronavirus in Italia, 250 in un solo giorno, secondo i dati forniti dalla Protezione civile. Ieri l’aumento era stato di 189 decessi.

Sono 1.439 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 181 in più di ieri. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione Civile.

Silvio Brusaferro ha poi fatto un punto sulla mortalità. 

“I dati sulla mortalità si vanno approfondendo con le cartelle cliniche dei deceduti: i pazienti morti con il coronavirus hanno una media di oltre 80 anni, 80,3; le donne sono solo il 25,8%. Età media dei deceduti è molto più alta degli altri positivi. Il picco di mortalità c’è tra 80-89 anni. La letalità, ossia il numero di morti tra gli ammalati, è più elevata tra gli over 80”. Lo ha detto Silvio Brusaferro dell’Istituto superiore di sanità (Iss) in conferenza stampa alla Protezione civile a Roma. Brusaferro lancia poi un allarme su un possibile picco di contagi nel weekend.

“E’ verosimile aspettarci casi in questo weekend in parte come effetto dei comportamenti assunti lo scorso fine settimana. L’incubazione è tra 4 e 7 giorni: abbiamo visto folle assembrate al mare o in stazioni sciistiche o in mega aperitivi, luoghi dove probabilmente il virus ha circolato. Una parte di quelle persone nei prossimi giorni probabilmente mostrerà una sintomatologia. E’ un’ipotesi, vedremo le curve, speriamo di essere smentiti dai fatti” ha detto Brusaferro.

“Il distanziamento sociale è la chiave per ridurre la diffusione del contagio. Le prossime settimana saranno decisive e dipendono dal comportamento di ogni singolo cittadino”, ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza in relazione ad ipotesi di picchi e numero dei contagi.

Grazie alle forti misure di contenimento in atto “eviteremo un picco insostenibile, diluendo e rallentando i casi di SarsCov2, che comunque ci saranno, in un tempo più lungo: l’epidemia in atto, cioè, durerà di più ma il numero di casi risulterà gestibile per il Servizio sanitario”. Lo spiega all’Ansa Pier Luigi Lopalco, professore di igiene all’università di Pisa e responsabile epidemiologia nella task force della Regione Puglia per il contrasto al nuovo coronavirus.

“Il numero reale di contagiati” dal Coronavirus “è più alto di quello ufficiale”, dice Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano. “Nella zona di Vo’, sono stati fatti tantissimi tamponi e si sono visti stati risultati. La scelta di non farne altrettanti in altre zone per me – ha aggiunto Galli – è discutibile, anche se probabilmente è dovuta alla disponibilità negli spazi di laboratori. La battaglia si vince nei territori, come sul campo di battaglia. Gli ospedali sono nelle retrovie, se continuano ad arrivare feriti, non riusciranno mai a reggere. Il circolo vizioso va interrotto sul campo”.

Se le misure attuate avranno risultati si potrà vedere “ottimisticamente in due settimane. Faccio un paragone Wuhan attorno al 25-26 gennaio c’era un numero di casi paragonabile a quello della Lombardia al 3 di marzo. E noi abbiamo avuto 3-4 settimane il cui il virus ha circolato liberamente. Questa è una bestia che ci ha invaso e che ci terrà compagnia per un periodo ancora non breve e la mobilitazione di tutti è fondamentale perché questo periodo venga accorciato”.

POSITIVI VICEMINISTRI PIERPAOLO SILIERI E ANNA ASCANI

Il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, del Movimento 5 stelle, è risultato positivo al test dopo esser stato alcuni giorni fa in contatto con un “sospetto positivo”.

Lo rende noto lui stesso affermando di essersi messo immediatamente in isolamento.

“Ho seguito da subito tutti i protocolli come indicato dal ministero – aggiunge – Mia moglie ed il piccolo stanno ancora bene e, seppur nella stessa casa, abbiamo diviso gli ambienti”.

Positiva anche la viceministra Anna Ascani, del Partito democratico, che è in isolamento.

Il consigliere regionale della Lombardia Marco Colombo, ex sindaco leghista di Sesto Calende, è ricoverato in terapia subintensiva all’ospedale di Circolo di Varese. Lo riferisce la Prealpina.

Lui stesso in un post aveva annunciato la positività giovedì scorso.

È stato inoltre trasferito nella serata di ieri all’ospedale “Cotugno” di Napoli il deputato salernitano Edmondo Cirielli.

Il parlamentare e Questore della Camera dei Deputati nei giorni scorsi era risultato positivo al Coronavirus. Il trasporto in ambulanza nell’ospedale partenopeo si è reso necessario a causa di una lieve dispnea che ha reso indispensabile il ricovero nella struttura specializzata campana. La situazione, da quanto si apprende, è sotto controllo. In giornata Cirielli sarà sottoposto a una Tac.

CENTINAIA IN TRENO DIRETTI A SUD

Una nuova fuga da Milano verso le regione del Sud d’Italia. A darne notizia è Repubblica che però definisce “una remake in scala ridotta della fuga di sabato notte della scorsa settimana”.

Difatti, dopo la soppressione dei voli la stazione Centrale è l’unica possibilità per poter lasciare Milano.

“Questa sera alla stazione centrale pieni il Milano-Siracusa-Palermo delle 20,10 e, soprattutto il Milano-Lecce delle 20,50. “Non ci sono più voli, l’unica soluzione per lasciare Milano è questa”, diceva un giovane viaggiatore diretto a Palermo” sempre secondo quanto riportato da Repubblica. Non mancano, però, le denunce del personale viaggiante che lamenta “Non ci sono garanzie di sicurezza sanitaria, la gente è disposta a viaggiare tutta la notte con persone sconosciute, nella promiscuità obbligata degli spazi di un vagone letto, cioè tre posti, e delle cuccetta a quattro posti”.

Inoltre, lamentano la mancanza di sicurezza igienica sia per sé che per i viaggiatori: “Noi del personale viaggiante abbiamo un solo paio di guanti e una mascherina per il viaggio di andata e per il ritorno”. Stretti i controlli della polizia ferroviaria sugli accessi, gli agenti fanno mantenere rigorosamente le distanze di sicurezza e esigono l’autocertificazione. Ma come diceva uno di loro, “non si capisce perché tutta questa gente possa partire, visto che l’ultima ordinanza ha fermato l’Italia”.

Durissimo il governato della Puglia, Michele Emiliano.

“Ci state portando tanti altri focolai di contagio che avremmo potuto evitare”, scrive su facebook.

“Di nuovo ondate di pugliesi che tornano in Puglia dal nord. E con loro arrivano – scrive Emiliano – migliaia di possibilità di contagio in più. Avrete probabilmente esibito ai soldati alle stazioni le vostre legittime autocertificazioni sulla motivazione del vostro ritorno, spero che abbiate le mascherine e che teniate la distanza di un metro l’uno dall’altro in treno”.

“In pochi giorni – aggiunge – migliaia e migliaia di persone hanno fatto rientro in Puglia aggravando la nostra già drammatica situazione. Vi ricordo che appena arrivate dovete richiudervi in casa e che dovete stare lontani da genitori, fratelli, nipoti, amici, nonni e malati che rischiano di morire se contagiati”. Emiliano ricorda l’obbligo di quarantena domiciliare per 14 giorni e di dichiarare la propria presenza sul sito della Regione Puglia.

TAMPONI ANCHE A IZS TERAMO, AFFIANCA LABORATORIO PESCARA 

Da lunedì raddoppierà in Abruzzo la possibilità di eseguire i tamponi per la diagnosi del coronavirus.

Al laboratorio regionale di riferimento, quello di Pescara, ormai alle soglie dei mille test, si affiancherà l’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”, l’unica struttura che, in Abruzzo, può garantire il massimo livello di sicurezza rispetto agli standard richiesti dalla complessità delle procedure.

Al lavoro ci saranno anche tecnici inviati dall’Aquila.

Questo dovrebbe consentire di dimezzare i tempi delle diagnosi, in modo da consentire agli ospedali di meglio gestire il flusso dei pazienti in un momento in cui c’è assoluta necessità di altri posti letto. Non solo. C’è anche chi, come il dg Asl di Chieti, Thomas Schael, ha ordinato l’acquisto dei macchinari per svolgere diagnosi a domicilio, attraverso i tamponi.

Un metodo che, anche se non sarà “certificato”, consentirà di abbattere i tempi.

Stessa iniziativa è stata annunciata all’Aquila dive dovrebbe muoversi una task force.

A salutare positivamente la novità del raddoppio dei laboratori per gli esami è stato Pietro Quaresimale, il capogruppo della Lega in Regione: “Questo Istituto è una vera perla nel settore della ricerca in campo sanitario animale, della sanità pubblica veterinaria e della tutela dell’ambiente – dice Quaresimale– Oggi, grazie alla dotazione di un laboratorio ad alto contenimento biologico trasportabile, secondo solo a quello dello Spallanzani di Roma, il Centro teramano può fare la differenza anche nella tutela della salute umana”.

Il laboratorio di Pescara ha svolto, e continuerà a farlo, un lavoro incredibile, rappresentando un vero e proprio baluardo in questa fase iniziale dell’emergenza. Ora, però, la crescita dei casi impone tempi più veloci per razionalizzare l’utilizzo di posti letto che potrebbero non bastare.

Anche l’ex assessore alla Sanità della Regione, Silvio Paolucci, oggi capogruppo Pd in Regione, aveva sollecitato il governatore, Marco Marsilio, a valutare l’ipotesi del raddoppio dei laboratori attraverso il coinvolgimento dell’Izs. 

POSSIBILI FOCOLAI IN ABRUZZO, MARSILIO CHIEDE “ZONE ROSSE” COME IN LOMBARDIA

Il presidente del Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nel corso delle videoconferenze effettuate oggi nell’ambito della Conferenza delle Regioni e con i ministri Francesco Boccia e Paola De Micheli, ha affrontato le diverse emergenze che investono la regione. 

Dopo la lettera scritta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, relativamente alle necessità di istituire particolari zone rosse, il presidente Marsilio ha proposto al ministro Boccia di individuare la zona della Val Fino, in provincia di Teramo e nei Comuni di Penne e Città Sant’Angelo nel pescarese, al fine di attuare provvedimenti restrittivi simili a quelli attuati in Lombardia.

Inizialmente il ministro Boccia ha sottolineato che il Comitato tecnico scientifico ha risposto che l’intera nazione è in zona rossa a seguito dell’ultimo Decreto del premier Conte.

Il presidente Marsilio ha però evidenziato che in queste aree, dove ci sono possibili focolai in atto e centinaia di operai che ogni giorno vanno a lavorare nelle aziende del territorio, questi provvedimenti in essere non sono sufficienti.

Nel corso della videoconferenza anche il rappresentante della Regione Lombardia ha sostenuto la giustezza delle tesi del presidente Marsilio e ha appoggiato il fondamento dei provvedimenti da adottare.

Il ministro Boccia ha preso atto delle osservazioni e ha nuovamente investito della questione il Comitato tecnico scientifico.

PRONTA NORMA REGIONE PER SOSTEGNO ECONOMIA 

Una specifica legge che prevede misure straordinarie di contrasto alla grave crisi socio-economica determinatasi per effetto del diffondersi della malattia infettiva respiratoria virus “Covid-19 a favore delle micro e piccole imprese manifatturiere, artigianali, commerciali e turistiche operanti sul territorio della Regione alla data del 31 gennaio 2020, dei liberi professionisti, dei titolari di partita IVA che abbiano subito una interruzione o una riduzione dell’attività per effetto dei provvedimenti statali o regionali nonché delle persone fisiche e dei nuclei familiari che versino in uno stato di disagio economico per effetto dei provvedimenti in materia di sicurezza sanitaria.

A comunicarlo è il proponente, assessore regionale alle Attività Produttive Mauro Febbo, che specifica: “d’intesa con il presidente Marsilio, l’intera Giunta regionale, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri ed unitamente a tutta la maggioranza di centrodestra, in questi giorni abbiamo deciso e chiesto alla nostra struttura tecnica di elaborare un progetto di legge capace di rispondere a questa terribile crisi attraverso iniziative e risorse efficaci per le imprese abruzzesi”.

Nella norma come da anticipazioni, vengono inserito misure straordinarie ed urgenti quali la sospensione della riscossione diretta di tutte le imposte, tasse e tributi speciali di competenza della Regione, fino alla cessazione dello stato di emergenza; la riprogrammazione dei fondi statali non vincolati e non impegnati.

E ancora l’utilizzo dei Fondi Strutturali e di Investimento europei, attraverso la riprogrammazione, anche eventualmente modificando i rispettivi Programmi Operativi, delle risorse afferenti al periodo di Programmazione europea 2014 – 2020, che risultano non formalmente impegnate.

Inoltre, al fine di contrastare l’aggravarsi delle difficoltà finanziarie che il sistema delle piccole e medie imprese abruzzesi deve affrontare, di migliorare l’accesso al credito e garantire maggiore liquidità per fronteggiare l’emergenza, realizzare nuovi investimenti ed affrontare la transizione verso la “green economy”, vengono previsti i seguenti strumenti: il rifinanziamento del Fondo per il Microcredito, la programmazione delle risorse prioritariamente verso specifiche azioni relative al nuovo ciclo di programmazione europea 2021 – 2027, rispetto alle quali l’Amministrazione regionale è attualmente impegnata nelle necessarie attività di negoziazione a livello nazionale ed europeo e, infine, l’emissione di titoli obbligazionari a favore delle piccole e medie imprese abruzzesi, al fine di garantire il reperimento di risorse finanziarie attraverso canali alternativi al credito bancario.

Inoltre, fine di seguire l’iter dei provvedimenti e dell’attuazione dei futuri provvedimenti applicativi che verranno assunti grazie a questa legge, verrà costituito un apposito Comitato composto da dieci esperti, designati dai Gruppi consiliari di cui tre designati dai Gruppi di minoranza, con comprovata professionalità, esperienza e conoscenza del tessuto produttivo regionale. Il Comitato è costituito dal Presidente del Consiglio regionale.

A L’AQUILA IN FUNZIONE OSPEDALE G8, ALTRI 6 POSTI TERAPIA INTENSIVA E 24 SUB

È stato attivato a tempo di record alla luce della emergenza coronavirus, il cosiddetto G8, il piccolo ospedale limitrofo al San Salvatore, realizzato in occasione dell’evento mondiale che si è svolto all’Aquila nel luglio del 2009, successivamente al terremoto del 6 aprile 2009. 

Nella struttura, completamente autonoma, sono stati allestiti i primi tre posti di terapia intesiva, a breve se ne attiveranno altri sei e 24 di terapia sub intensiva.

Nella struttura sarà in funzione, tra i pochi casi in Italia, una sala operatoria per i pazienti covid-19.