MODENA – Segnalare e valorizzare l’attività di individui, organizzazioni, imprenditori e aziende che hanno contribuito a far eccellere la comunità africana presente in Italia.
Lo scopo dell’Africa-Italy Excellence Awards, evento curato da Divino Friends Organization, associazione culturale no profit che ha l’obiettivo di favorire i rapporti tra Italia e Africa, con il sostegno di Bper Banca, è ambizioso.
Un gremito Bper Forum Monzani a Modena ha accolto sabato sera la cerimonia di premiazione della quinta edizione della kermesse.
Inizialmente denominata Ghana-Italy Excellence Awards e rivolta solo alla comunità ghanese, l’iniziativa si è allargata dal 2013 in poi, fino a includere tutti i 54 Stati africani.
Alla serata, cui hanno partecipato oltre 400 persone, erano presenti, tra gli altri, Mohamed Hussein, ministro del Welfare presso l’ambasciata del Ghana a Roma, Salvatore De Fazio, console onorario del Ghana, e Gianpietro Cavazza, vice sindaco di Modena e assessore alla Cultura, Rapporti con l’Università e scuola, che ha portato il saluto da parte delle istituzioni locali.
Sono stati assegnati complessivamente 27 premi nell’ambito di quattro categorie selezionate. L’edizione 2015 ha visto l’assegnazione di premi anche a italiani che hanno operato attivamente a favore del Continente africano.
Ecco i nomi dei vincitori nelle categorie più importanti: Sukubo Naths Grazia (Premio all’eccellenza accademica), André Ndereyimana con “Buslin” (Miglior idea di start-up giovani), Ernest Akowuah Chiki (Premi miglior giovane imprenditore di talento), Mr. Prosper (Premio miglior magazine online), Esther Elisha (Premio Italia), Kofi Filippo (Premio promessa dell’anno), Nappytalia (Miglior blogger), Il terzo Mondo (Migliore associazione non governativa), Yusmelis Gonzales (Premio imprenditore dell’anno), Victoire Gouloubi (Premio donna dell’anno), Dagmawi Yimer (Premio miglior regista, autore e produttore), Yvonne Nelson (Premio Africa).
Nell’occasione è stato inoltre assegnato da Bper Banca uno speciale premio dedicato al progetto Be Atlas, iniziativa dell’Istituto di credito volta a favorire l’inclusione finanziaria e sociale delle comunità di migranti.
Il premio, conferito alla comunità di stranieri che ha aderito al progetto e che si è più contraddistinta per intraprendenza, spirito di collaborazione e partecipazione attiva, è andato all’Associazione Al Ouissal Intrecci di Gratosoglio (Milano).
Dopo una prima fase con la presentazione di candidature online e la selezione dei candidati più competenti, i premi sono stati attribuiti tenendo in considerazione per una quota del 45% i voti inviati dal pubblico tramite i social network e il sito ufficiale di Divino Friends, e per il restante 55% il giudizio di una commissione tecnica composta da esperti nel campo dell’immigrazione, dell’economia, dell’informazione e del sociale.
“Sono molto soddisfatta – ha spiegato Freda Cooper, responsabile dell’associazione Divino Friends Organization – per l’esito positivo della nostra iniziativa, che ha l’obiettivo di consolidare ulteriormente i rapporti tra il Continente africano e l’Italia. I flussi migratori, infatti, rappresentano oggi un elemento dinamico e rilevante nel processo di crescita economica, politica e socio-culturale dei Paesi africani, oltre che un incentivo alla loro capacità di proiezione e interscambio globale. In questo ambito la presenza dell’Italia può consolidarsi e cogliere nuove opportunità di sviluppo, sia in Africa sia sul territorio nazionale”.
“Abbiamo sostenuto con convinzione questa iniziativa di rilievo internazionale – ha dichiarato il direttore centrale di Bper Banca Gianluca Formenton – perché riteniamo che sia una concreta testimonianza delle possibilità di integrazione e interscambio in vari ambiti: dall’economia alla cultura e alle attività sociali. Per Bper Banca la scelta di essere a fianco degli Africa Italy Excellence Awards non è casuale, ma si inquadra in una politica di costante attenzione alle tematiche dell’innovazione e della responsabilità sociale d’impresa. Ne è testimonianza il progetto Be Atlas, con cui abbiamo voluto introdurre un nuovo modello di relazione con le comunità di migranti, basato sull’ascolto dei bisogni e sulla co-creazione delle soluzioni, in una prospettiva di interscambio culturale e integrazione sostenibile”.





