L’AQUILA – Un disastro occupazionale potrebbe abbattersi a breve sulla commessa del contact center Inps, che all’Aquila occupa più di cinquecento lavoratori già a rischio a causa della volontà del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, di non applicare la clausola sociale di garanzia occupazionale nelle assunzioni da parte della società partecipata Inps Servizi conseguenti alla internalizzazione del servizio.
All’Aquila, infatti, oltre ai rischi per il perimetro occupazionale complessivo, sta per esplodere, di nuovo, una vicenda che sembrava conclusa per il meglio qualche mese fa: Tridico ha annunciato ieri a Roma, durante un incontro con i sindacati che ha lasciato pesantissimi strascichi polemici, di voler escludere a priori dal processo di internalizzazione del contact center dell’ente duecentocinquanta operatori cosiddetti ex Ader, di cui più di cento all’Aquila, che per anni hanno svolto l’attività nel contact center Inps e in maniera minore per l’Agenzia delle entrate.
Sarebbe, in pratica, “Un disastro occupazionale che potrebbe avviare la messa in discussione della clausola sociale nell’intero settore dei call center”, come denuncia Ugl Telecomunicazione.
Una ulteriore “sberla”, quella data da Tridico agli operatori dei contact center Inps, che va ad inserirsi in un generale clima di rabbia sindacale nei suoi confronti, visto che da tempo il numero uno dell’ente è sotto accusa per quella che viene ritenuta una gestione assolutamente disastrosa della internalizzazione da attuare con l’utilizzo della clausola sociale e non con le procedure concorsuali come invece sta facendo Tridico.
“In realtà – tuona Venanzio Cretarola, segretario regionale abruzzese Ugl Telecomunicazioni, presente ieri a Roma – si tratta di lavoratori che hanno tutto il diritto di essere internalizzati, ma in questa storia c’è anche un altro, gravissimo aspetto: non applicare la clausola sociale per internalizzare, crea di fatto i presupposti per l’espulsione dal contact center Inps degli operatori che vi lavorano da molti anni. Tradotto: anche all’Aquila è in arrivo la fine del lavoro per centinaia di persone, non soltanto degli oltre cento di cui ha parlato ieri Tridico”.
“Inoltre – continua Cretarola – lo stesso Tridico ha dimostrato una totale ignoranza delle più elementari informazioni sul servizio pubblico gestito da lui gestito. Da un anno spieghiamo al presidente che duecentotredici operatori, non duecentocinquanta come dice lui, hanno lavorato prevalentemente per Inps e hanno pieno diritto alla internalizzazione al pari di tutti gli altri colleghi, soprattutto dei seicento inseriti nel contact center dalla società Comdata da pochissimo tempo. Di questi duecentotredici, oltre cento sono all’Aquila, 85 a Milano e 24 a Molfetta. Siamo di fronte all’ennesimo attacco insensato all’occupazione, un attacco completamente illegittimo che dimostra ancora una volta la superficialità ma soprattutto l’arroganza di chi gestisce un servizio pubblico essenziale ignorando leggi e sentenze che dimostrano che abbiamo ragione noi”. (red.)
UGL TELECOMUNICAZIONI NAZIONALE, “COME TRASFORMARE ‘LA MADRE DI TUTTE LE CLAUSOLE SOCIALI DEL SETTORE’ NELLA ‘TOMBA DI TUTTE LE CLAUSOLE SOCIALI DEL SETTORE'”
“Valutiamo, purtroppo negativamente, l’incontro del 10 marzo con il presidente dell’Inps, il professor Pasquale Tridico, il presidente di Inps Servizi, il professor Esposito ed il direttore generale di Inps, il dottor Caridi, che mette in discussione il futuro lavorativo degli oltre 3mila lavoratori del Contact Center, nonché per la qualità stessa del servizio erogato, sempre più in calo. Tridico ha purtroppo confermato di essere impermeabile alle proposte, ed ai molti dubbi, manifestati dalla delegazione sindacale”, si legge in una nota della segreteria nazionale Ugl Telecomunicazioni.
LA NOTA COMPLETA
Questi i punti sui quali si è discusso:
• Inps non intende accettare la proposta di Partenariato Pubblico-Privato presentato dalla attuale Rti che gestisce il servizio.
• Nessuna possibilità di applicazione della clausola sociale, con la solita motivazione di interpretazioni e pareri che il sindacato non ha mai avuto modo di poter visionare, a fronte di sentenze che invece dichiarano legittimo il ricorso alla clausola sociale, oltre che di OdG della Commissione Lavoro della Camera e pareri del Civ Inps.
• Nessuna risposta per quanto riguarda i 100 lavoratori di Inpgi per i quali è stata possibile l’assunzione diretta senza concorso o selezione pubblica (e noi siamo ben felici di questo tanto da chiederne l’estensione anche per gli addetti al contact center).
• La selezione pubblica aperta, solo “in via prioritaria” destinata agli addetti “prevalentemente su Inps” partirà entro aprile 2022 per concludersi entro luglio – senza mai specificare cosa significhi “prioritaria” ed a quale periodo si riferisca la condizione di essere “addetti prevalentemente”.
• Inps Servizi ha ribadito che non garantisce la continuità occupazionale di tutti gli addetti attuali, senza chiarire il numero esatto delle assunzioni e con quali trattamenti contrattuali. Questi esuberi fuori dalla selezione, quantizzati in circa 250, secondo l’interpretazione del presidente Tridico sono da individuare tra gli addetti Inps/Ader, poiché il servizio che svolgono riguarda Ader. Tralasciando il fatto che il presidente dichiara un numero di lavoratori superiore a quanto risulta a noi di 213 (lavoratori impegnati tutti da molti anni prevalentemente su Inps), c’è da ribadire che questi lavoratori sono da sempre impegnati prevalentemente sulla commessa Inps. Pertanto risulta del tutto ingiustificabile ed illegittimo immaginare di escludere questi lavoratori che “prevalentemente” lavora su Inps da dieci ed anche quindici anni, mentre invece sulla commessa altri 600 lavoratori sono stati inseriti, non in misura prevalente, dopo il passaggio in clausola sociale di novembre 2019.
• Il presidente ha affermato che il bilancio Inps non prevede possibili aumenti di spesa necessari a garantire la continuità occupazionale, in virtù della Legge 160/2019, che impone il tetto per acquisizione di beni e servizi al di sotto della media di spesa del triennio 2016/2018, mentre lo stesso bilancio prevede lo sblocco indefinito dei limiti alle spese per affidamenti di servizi a privati, soprattutto informatici, per risorse molto più ingenti. Su questo punto ci sono due osservazioni da fare; il bilancio viene elaborato da INPS stessa, per cui a noi questo non appare come un vincolo imposto, bensì come una scelta deliberata dell’Istituto, che avrà come conseguenza quella di creare centinaia di esuberi. Occorre poi ricordare che il contact center ha un’organizzazione del lavoro, cosiddetta labour intensive, con il personale che cuba l’80%, se non oltre, i costi di bilancio, ragion per cui è facilmente intuibile che le risorse debbano essere indirizzate verso quella spesa, o perlomeno essere bilanciate con quelle informatiche, al fine di garantire l’occupazione e la qualità del servizio erogato ai cittadini.
• Per quanto riguarda il problema – sarebbe più opportuno chiamarlo disservizio al pubblico – causato dal blocco delle chiamate per i vincoli di budget, e penalizza i lavoratori ai quali viene applicato l’ammortizzatore sociale in misura crescente, il Presidente si è limitato ad informare la delegazione che vorrà incontrare gli attuali gestori, come se la cosa fosse imputabile alla Rti, mentre è una decisione già presa da Inps.
• Presumibilmente il Piano d’impresa di Inps Servizi sarà presentato entro marzo e viene confermato che il processo di internalizzazione partirà al 1° dicembre 2022.
Tutto questo rende evidente il perché il giorno prima una nostra delegazione nazionale e territoriale ha incontrato il presidente della Commissione parlamentare di controllo su Inps. Come Ugl Telecomunicazioni riteniamo indispensabile intensificare le azioni di informazione, nonché le richieste di intervento verso le Istituzioni a qualsiasi livello ed avviare una massiccia mobilitazione nazionale per difendere i livelli occupazionali e la clausola sociale.
Qualora il Piano Industriale di Inps Servizi dovesse confermare l’impossibilità a garantire il perimetro occupazionale, si aprirebbe la strada di un notevole contenzioso legale. Pertanto dichiariamo sin da ora lo stato di agitazione per tutti gli addetti alla commessa INPS, riservandoci per la prossima settimana di indire uno sciopero a livello nazionale.
CGIL, CISL E UIL, “INPS SCARICA SU ALTRI LE PROPRIE RESPONSABILITA'”
“La più grande operazione d’internalizzazione in un azienda pubblica a livello nazionale che crea esuberi, peggioramento delle condizioni economiche, nonché un eventuale fallimento del progetto stesso che l’Inps sta cercando di scaricare ad altri la responsabilità”: questo il commento, in un comunicato inizialmente non inviato ad AbruzzoWeb, le segreterie territoriali dell’Aquila ed rsa di Slc-Cgil Fistel-Cisl e Uilcom-Uil.
LA NOTA COMPLETA
Ieri si è svolto l’incontro con il presidente Tridico nel quale abbiamo ribadito le medesime preoccupazioni espresse sempre ieri in Commissione lavoro. Budget insufficiente, bando di selezione completamente distante dalla clausola sociale, totale incertezza sul futuro occupazionale di 3.319 tra lavoratrici e lavoratori e delle loro condizioni salariali. il presidente con grande chiarezza oggi ha dichiarato che i tempi verranno rispettati, che il budget non può essere aumentato, risponde a precise norme sulla spesa per gli enti pubblici, che i lavoratori ex Ader non sono nel perimetro dell’internalizzazione, che il processo non è in grado di garantire gli attuali profili orari (anche se il bando potrebbe prevedere diverse articolazioni di 4, 6 e 8 ore) e non sono garantite le attuali condizioni di lavoro. in merito alla clausola sociale non è stata possibile applicarla perché per gli enti pubblici o proprie controllate, è giuridicamente prevista la selezione pubblica, anche se, nella prima fase, è esercitata sul perimetro ristretto degli attuali addetti.
Per il presidente Tridico, l’Inps ha fatto un grande sforzo rispetto al 2019 aumentando significativamente il numero degli operatori previsto all’avvio della commessa gestita dalla Rti Netwokcomdata.
Slc Fistel e Uilcom hanno contestato le dichiarazioni del presidente in merito alla tutela dell’intera occupazione e in particolare sull’affermazione che i lavoratori ex Ader non siano nel perimetro dell’internalizzazione, ma in generale hanno espresso perplessità dubbi e incertezze sull’insieme del percorso che si sta delineando, peraltro già denunciato dal sindacato in tutte le occasioni di confronto con i vertici dell’Inps, nei comunicati e negli incontri istituzionali dei quali restano le tracce audiovisive per testimoniare la posizione sindacale.
Il sindacato rispedisce al mittente qualsiasi responsabilità sui ritardi del processo di internalizzazione, sugli esuberi, sulle peggiori condizioni economiche che si prospettano e sull’eventuale fallimento dell’intero progetto previsto dal dl 3 settembre 2019 comma 1 art. 5 bis.
Ogni “nodo che oggi viene al pettine” era stato ampiamente denunciato dalle organizzazioni sindacali nei tempi, modi e probabili ricadute sui lavoratori, per cui i ritardi e le responsabilità sono esclusivamente dell’ente che aveva assicurato il passaggio di tutti i lavoratori nella società dei servizi dell’Inps già a partire dal dicembre 2021 e visto i tempi e le difficoltà che stanno emergendo, rischia di non avvenire nemmeno nel 2022.
Intanto, 3.319 famiglie vivono una condizione di stress e preoccupazione nonostante la legge prevedeva un approdo in una società a controllo pubblica che offriva maggiori garanzie per il futuro. A incontro concluso, visto che ai tanti dubbi del sindacato il presidente per impegni già assunti non ha potuto rispondere dettagliatamente, Slc, Fistel e Uilcom hanno chiesto un aggiornamento del tavolo, mettendo in agenda anche la mobilitazione dei lavoratori con presidio presso la direzione generale dell’Inps.




