L’AQUILA – “Non conosco questo senatore, ma credo si debba informare meglio perché le cose che ha detto non sono esatte”.
L’assessore regionale allo Sviluppo economico Alfredo Castiglione replica alle critiche del senatore abruzzese del Movimento 5 stelle Gianluca Castaldi che ha definito la riforma dei Consorzi industriali una “infusione”, fatta in maniera “unilaterale e sommatoria”.
“Non è assolutamente così – spiega Castiglione – L’obiettivo della riforma è offrire i servizi e togliere, attraverso la fusione, un commissariamento che dura da vent’anni. Bisogna razionalizzare e sono tutti d0’accordo su questo progetto”.
La validità del programma è, per l’assessore regionale, testimoniata dal fatto che “anche in una regione come il Molise, molto simile alla nostra, si sta attuando un piano di riforma identico al nostro”.
Proprio questa mattina è stata conclusa la stipula delle convenzioni con i professionisti (uno per ogni ex-Consorzio) incaricati della redazione del progetto di fusione, “aggiudicato tramite un avviso pubblico”, sottolinea l’assessore.
“Siamo in dirittura d’arrivo – continua Castiglione – Entro ottobre porteremo a termine la fusione. È vero che ci sono stati dei rallentamenti – conferma l’assessore – dovuti ai ricorsi presentati dal Comune di Vasto e dalla Uil”.
Sei i consorzi che confluiranno immediatamente nell’Arap, la nuova Azienda unica regionale delle aree produttive: Teramo, Sulmona, Avezzano, Vasto, L’Aquila e Asi-Sangro.
Il consorzio di Chieti-Pescara, messo in liquidazione a causa del pesante indebitamento, seguirà un iter differenziato. La riforma, approvata nell’estate del 2011, ha subito intoppi e ritardi. I consigli d’amministrazione già da diverso tempo risultano commissariati. Elisa Marulli
IL COMUNICATO DI CASTALDI (M5S): “FUSIONE? PIUTTOSTO UNA INFUSIONE”
Diversi politici che hanno responsabilità di “governo” nella nostra Regione e nella nostra Provincia, negli ultimi tempi si sono dilettati nel gioco del ricordo delle vertenze aperte e delle situazioni dimenticate. Nessuno ricorda o ha ricordato che è presente la situazione di “scioglimento” dei Consorzi Industriali, passata sotto la voce di un “Riordino delle funzioni in materia di attività produttive con la L.R. 29 luglio 2011, n. 23 e del relativo Disciplinare( D.G.R. 62/P del 13 febbraio 2012).
Viene spontanea una domanda a Confindustria che tanto si è spesa per un “energico” intervento sui Consorzi Industriali e per una riforma della gestione delle aree industriali: è soddisfatta del risultato che, ad oggi, ha il solo dato certo dell’aumento dei costi per le imprese? Era questa l’esigenza espressa? A meno che non interessino le pesanti ricadute e disfunzioni laddove i Consorzi svolgevano un ruolo utile, ora inibito, peggiorando la situazione che si voleva, almeno a parole, migliorare. E sempre che non interessino, sostanzialmente, le “gestioni” delle opere infrastrutturali, dell’attività degli impianti di depurazione e di trattamento delle acque….
Come l’assessore Castiglione sa, lungi dall’essersi definiti i “cluster” di riferimento (la casa si realizza dalle fondamenta, non dal tetto generalmente…), le cose buone non vanno ingabbiate per malintesi e furenti principi di riordino. La nuove vocazioni imprenditoriale si dispiegano , infatti, in direzioni inedite per come i Consorzi erano stati concepiti: dalla finanza immobiliare o di progetto,all’offerta di spazi per i parchi tecnologici o di servizi innovativi e avanzati alle imprese, soprattutto mediante le reti immateriali. Un’evoluzione che dovrebbe far intendere e costruire Consorzi sempre di più, come soggetti attivi del marketing territoriale.
Negli ultimi 10 anni il Consorzio del Vastese ha realizzato (escludendo dal “calcolo” il Piano regolatore del Porto di Vasto) lavori, progettazioni per 30 milioni di euro. Anche in presenza della gestione commissariale,le professionalità presenti nel COASIV hanno svolto lavori di progettazione,coordinamento della sicurezza,predisposizione di atti propedeutici al finanziamento per i Comuni di Vasto e San Salvo, e’stazione appaltante: ora perche’ questa capacità riconosciuta e manifesta deve essere condannata a non essere piu’ niente con il rischio evidente del ripetere una esperienza come quella del COTIR?
Provi l’assessore a fermarsi: piu’ che una fusione questa sembra una infusione, dove i principi attivi vengono miscelati in un pessima acqua. Perche’ questa protervia?
Da parte mia, condivido le ragioni piu’ volte esposte da CGIL-CISL e Uil e dal Comune di Vasto che se non erro, è l’unico ad aver intravisto la deprivazione di ruolo e la deriva confusionaria della legge di riordino e del disciplinare”.





