L’AQUILA – È iniziata con le scintille tra il presidente Marco Marsilio di Fdi e i consiglieri di opposizione, la discussione sulla legge di assestamento con 47 milioni di tagli, riducibili di 4 milioni, con eventuali maggiori entrate, per far fronte al buco della sanità.
L’innesco è stato l’intervento del consigliere del Partito democratico, Antonio Di Marco, che ha menzionato una lettera di una cittadina che lo informava che “per mancanza di medicine aveva dovuto interrompere una terapia oncologica”.
A quel punto Marsilio è esploso e ha urlato contro Di Marco: “nessuna medicina è stata mai negata! Qui nessuno uccide i malati! La deve smettere di fare propaganda, come si permette, basta con questa storia, faccia opposizione piuttosto”, e poi ha lasciato l’aula.
“Se voi dite che tutto va bene ne prendo atto, vi da fastidio la verità”, ha replicato con sarcasmo Di Marco.
Poi, con Marsilio fuori dall’aula, rientrato comunque dopo qualche minuto, si è scatenato un breve ma intenso scontro tra Francesco Taglieri, capogruppo del M5s, e l’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, di Fdi. “Vivete in un altra regione, andate a vedere quale è la drammatica situazione nei pronto soccorso”, ha urlato Taglieri.
E l’assessore ha replicato, “non fare il Netanyahu, qualunquista”. “Parlate voi che non riconoscete la Palestina!”, la controreplica.
Il consigliere Pd Sandro Mariani ha consigliato al collega Di Marco di alzare la prossima volta la voce, perché “davanti ai maleducati si deve reagire”.
Il presidente Marsilio nel concludere la discussione sulla legge di assestamento è poi tornato sulla vicenda: “io sono anche fin troppo calmo, intervengo poco in aula. Ma non posso sentire certe baggianate da un consigliere regionale, non può dire che se manca un farmaco, questa è una conseguenza dei tagli. Quello che viene prescritto dai medici va erogato, nessuno qui ha potere di intervenire su una questione clinica, sarebbe da galera. Se facciamo 100 milioni di euro di deficit, è perché i farmaci li compriamo tutti. Non c’è una regione in Italia che non abbia sforato la spesa farmaceutica, e noi siamo tra le più virtuose, e lo stesso vale per i livelli essenziali di assistenza”, e ha elencato i miglioramenti sui vari target dal 2024 al 2025.
Si è poi accalorato: “il problema del deficit riguarda quasi tutte le regioni italiane, di destra e di sinistra, neanche la Lombardia, che ha 22 miliardi di finanziamento chiude in pareggio, e non in attivo. Poi si può continuare a filosofeggiare sul nostro deficit da 100 milioni, sostenendo che è un problema di malagestione, ma così facendo voi state minando la fiducia nei nostri medici, attaccate ingiustamente loro, e vi invito a tenere la giusta misura della polemica politica”.
Ha poi ricordato: “in questi anni abbiamo assunto 2mila persone a lavorare nella sanità oltre a stabilizzare tanti precari. Facile far quadrare i conti con le corsie vuote, come avete fatto voi per uscire dal commissariamento, e questo lo paghiamo ancora oggi”.
Per quello che riguarda poi il deficit 2025 ha detto Marsilio: “non esiste il deficit tendenziale a 120 milioni, il nostro sforamento sta tra il 2 e 3 per cento e non c’è nessun pericolo di commissariamento, che può scattare al 5 per cento, anche questa è una bufala, l’ennesima. Nel 2024, al secondo trimestre avevamo un passivo da 75 milioni e poi si è arrivati a 100 milioni, quest’anno al secondo trimestre siamo ad un passivo di 46 milioni, e con lo stesso tendenziale arriveremo a 70 milioni, dunque non è vero che i conti peggiorano, legittimo che voi lo diciate, siete pagati per questo, ma la situazione migliora”.
Ha poi per l’ennesima volta ricordato che la vera battaglia è quella di aumentare il budget del fondo sanitario nazionale per quelle regioni come l’Abruzzo penalizzate dal criterio pro-capite, senza considerare come dovrebbe essere l’estensione territoriale e il bassa densità demografica, che moltiplica i costi dei servizi sanitari.
“A settembre conto di vincere questa battaglia di cui mi sono fatto portatore, con una intesa tra le Regioni per cambiare il metodo di ripartizione, e non sarà una gentile concessione del governo Meloni. Stiamo lottando e tutto il consiglio regionale dovrebbe appoggiarci tutto. Basta speculazioni propagandistiche”.
In precedenza era partito subito all’attacco anche il capogruppo del Pd Silvio Paolucci, “era il dicembre 2023, e ricordiamo tutti come il presidente Marco Marsilio tuonava contro gli uccelli del malaugurio, assicurando non c’è nessun deficit della sanità, ribadiva che mai e poi mai avrebbe messo le mani nelle tasche degli abruzzesi. La dura realtà vi ha sbugiardato, oggi certificate sette anni di fallimento del centrodestra”.
“Chiedemmo agli assessori contezza dei debiti della sanità del 2024, al verbale la risposta è stata di 20 milioni, la verità emersa dopo era che la cifra di 180 milioni, asseverata dalla Corte dei conti. Avete negato ogni ipotesi di aumento delle tesse, “siamo del centrodestra”, e poi invece lo avete fatto. Dopo le elezioni del 2024 si sono scoperti gli altarini, ed avete fatto un capolavoro: profondo rosso senza migliorare i servizi”.
Non si è fatta attendere la replica del centrodestra per voce del capogruppo Fdi Massimo Verrecchia, “è vero che ci sono difficoltà ma si va alla ricerca della piccola mancanza in un piccolo ospedale d’Abruzzo, voi volete solo avvelenare i pozzi, e fate preoccupare chi davvero soffre, voi alimentate questa difficolta. Quando mancano farmaci, la farmacia ospedaliera supplisce subito a questa carenza, questo accade. Basta queste accuse, e ringraziamo il presidente Marsilio e l’assessore Nicoletta Verì“.
Piatto forte, e caldissimo, della seduta odierna è dunque l’assestamento al Bilancio di Previsione 2025-2027, con un tesoretto da 4.060.953 euro, per ridurre il taglio al bilancio regionale già preventivato in una delibera di giunta, da 47 milioni di euro, per contribuire a risanare il buco della sanità, un po’ a tutti i settori e con la mano pesante su eventi culturali, agricoltura, aree protette e sociale.
Si voterà per voci aggregate, e ad esempio ai “servizi istituzionali, generali e di gestione” andranno il 34% dei 4 milioni, e altre reintegrazioni andranno ai capitoli “politiche giovanili, sport e tempo libero” e “agricoltura, politiche agroalimentari e pesca”., “politiche per il lavoro e la formazione professionale” e “tutela e la valorizzazione di beni e attività culturali”.
Con qualche eccezione, ad esempio saranno destinati 100mila euro alla Abruzzo film commission che aveva subìto un taglio draconiano del 90% e con soli 39mila euro rimasti. Dovrebbero essere rimpinguati anche i fondi alla Città di Penne e all’istituto Tostiano.
Si presume che la battaglia si scatenerà dunque sugli eventi i cui budget sono stati falcidiati, e di cui oggi non si prevede il ripristino, come quelli al teatro Marrucino, da 204mila euro a 83mila euro, a cui restano solo dalla Regione 6mila euro, all’Interamnia world cup di Teramo, da 39.510 euro a 4.732 euro.
Pesanti anche gli altri progetti di legge: torna in aula la riforma dell’Agenzia regionale attività produttive (“Disposizioni per il completamento della riforma del sistema produttivo abruzzese attraverso la conclusione del processo di riordino dei Consorzi industriali e la riforma ed il potenziamento dell’Arap”) che rappresenta un deciso dietrofront rispetto al provvedimento contestato da buona parte del centrodestra, confezionato dall’assessore Tiziana Magnacca, di fdi, che prevedeva la nascita dell’Aruap, e l’attuale Arap trasformata in un bad company e avviata alla liquidazione. C’è poi l’istituzione dell’Agenzia Regionale Abruzzo Lavoro, l’Aral, con M5s che la considera “un inutile baraccone” e pronto a dare battaglia.






