L’AQUILA – È iniziata la seduta del Consiglio regionale dell’Abruzzo dedicata all’esame dei provvedimenti finanziari per il 2011.

In aula c’è anche il consigliere regionale Lanfranco Venturoni (Pdl), rientrato all’Emiciclo per la prima volta dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta “rifiutopoli” della procura di Pescara.

Proprio Venturoni ha tenuto un appassionato intervento, in cui ha difeso i rapporti leciti tra politica e imprenditoria e ha ricordato che essere “coinvolto” in un’inchiesta giudiziaria non corrisponde in automatico a essere colpevole.

16.07 – MILANO (API): ”BILANCIO FAVOLISTICO E INCONSISTENTE”

L’AQUILA – “Se appare favolistico l’approccio, per esempio alla modernizzazione delle istituzioni, oppure alla competitività del sistema produttivo, più evidenti sono le labilità e l’inconsistenza progettuale sulle politiche sociali”.

Lo ha detto, parlando del bilancio in discussione in Consiglio regionale, il neo capogruppo di Alleanza per l’Italia (Api) all’Emiciclo, Gino Milano, secondo il quale “non è possibile un giudizio, nemmeno stringato”.

Per Milano, il documento di programmazione economico-finanziaria regionale 2011-2013, è stato “esaminato, discusso e approvato nell’unica seduta della commissione competente del 22 dicembre, tra le ultime spese pre-natalizie”.

A suo dire, si tratta di “190 pagine colme di buone intenzioni, sovente contraddette nell’articolazione dei capitoli tematici di spesa”.

“La trattazione delle problematiche – ha proseguito Milano – ha uno stile più declaratorio che programmatico, più idealistico che progettuale. Sembra di trovarsi di fronte a mere affermazioni virtuali, futuristiche, con interventi semplicemente enunciati, a favore dei minori e degli immigrati, per arginare povertà autentiche e nuove, per favorire l’integrazione sociale dei portatori di handicap, fisici e psichici”.

15.33 – D’ALESSANDRO (PD): “CHIODI TEME MALUMORE DEI SUOI”

L’AQUILA – Il Capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, Camillo D’Alessandro, commenta così le dichiarazioni di Chiodi a proposito delle dimissioni che minaccia in caso di mancata approvazione del Bilancio 2011.

“Il ragionamento è sostanzialmente questo – spiega D’Alessandro – qualora il Fli, al quale Chiodi vuol far credere di inviare la minaccia di dimissioni, dovesse votare contro il documento di programmazione economica e finanziaria avrebbe comunque la maggioranza con 24 voti contro 21. È evidente dunque che il messaggio è rivolto a qualcuno dei suoi (Pdl) che forse mal gestisce i silenzi e le esitazioni del governatore d’abruzzo in merito alla ridistribuzione delle deleghe che trattiene ancora a se”.

“E pensare che – conlude D’Alessandro – a soli due anni dalla celebrazione della vittoria elettorale della sua maggioranza, oggi Chiodi ne celebra il suo dramma”.

13.50 – VENTURONI: ”LA MIA E’ CANDID CAMERA GIUDIZIARIA”

L’AQUILA – “Vorrei fare una vera e propria confessione c’è stato un tempo in cui ero convinto che la soluzione del problema rifiuti per l’Abruzzo, passasse attraverso la costruzione di un termovalorizzatore; vi confesso che ne sono convinto ancora”.

Lo ha detto il consigliere regionale del Pdl ed ex assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, durante il suo intervento in Consiglio, dov’è tornato per la prima volta oggi dopo la revoca dell’obbligo di dimora nel comune di Teramo per il coinvolgimento nell’inchiesta “rifiutopoli” della procura di Pescara.

“Non entrerò nel merito dell’inchiesta – ha detto – perché non è questa la sede della mia difesa e anche perché, lasciatemelo dire, sono convinto di non dovermi difendere da nessuna accusa visto che ho sempre ispirato la mia vita di uomo e di politico, a quelle fondamenta di onestà che mi vengono dalla mia famgilia, dalla mia formazione, dall’assoluto rispetto della legalità. Sempre e comunque”.

L’ex assessore ha sottolineato ancora che “del resto la stessa inchiesta che mi ha visto intercettato già in campagna elettorale e poi intercettato e addirittura filmato costantemente nel mio stesso studio di assessore, nessuna eccezione ha potuto sollevare sul mio agire in quel mare magnum della sanità regionale nel quale, e di questo mi vanto, ho cercato di navigare tenendo sempre ferma la barra dell’interesse pubblico”.

“Ovviamente – ha concluso Venturoni – di essere diventato l’attore protagonista di una infinita serie di candid camera giudiziarie non potevo saperlo visto che fino al giorno dell’arresto non mi è mai stato notificato nessun avviso di garanzia”.

13.37 – VENTURONI: ”’COINVOLTO’ NON SIGNIFICA ‘COLPEVOLE”’

L’AQUILA – “La politica non vuol dire disonestà. Impegnarsi in politica non vuol dire incamminarsi sulla via della illegalità”.

È uno dei passaggi salienti dell’intervento del consigliere regionale del Pdl, Lanfranco Venturoni, ex assessore alla Sanità, tornato in Consiglio regionale dopo i domiciliari e l’obbligo di dimora nel comune di Teramo che lo hanno colpito dal 22 settembre scorso in seguito al coinvolgimento nell’inchiesta “rifiutopoli” della Procura di Pescara.

“Quello che è successo a me – ha aggiunto – palesa, con l’evidenza dei fatti e dei metodi, come sia ormai divenuto automatico l’associare l’apertura di una inchiesta alla colpevolezza del politico coinvolto”.

“Curioso – ha accusato Venturoni – come un semplice participio (coinvolto, ndr), che dovrebbe lasciare intendere una assunzione di responsabilità, sia ormai divenuto, per chi fa politica, sinonimo di una condanna. Non è giusto”.

”INCONTRARE IMPRENDITORI NON E’ ILLECITO”

“Così come non è giusto – ha proseguito – strasformare ogni rapporto tra la politica e l’imprenditoria in una sorgente di malaffare e di affarismo illecito o truffaldino, dimenticando il ruolo strategico e vitale che l’imprenditoria ha per il nostro Paese e, di pari passo, fraintendendo l’attività di chi, rivestito di una delega popolare, cerca di favorire lo sviluppo di quella imprenditoria”.

Nel suo intervento Venturoni ha difeso a spada tratta il rapporto tra politica e imprenditoria.

“In una democrazia sana, quale mi ostino a considerare la nostra – ha affermato – il politico non incontra l’imprenditore per consentirgli affari illeciti e lucrare tangenti o posti di lavoro che possano generare voti”.

“Al contrario – ha concluso – il politico incontra l’imprenditore perché è da quella forza propulsiva di chi impegna risorse e capitali che nascono quelle spinte alla crescita che il politico, con la sua attività, deve raccogliere, organizzare e rendere il più possibile collettive per il benessere dei cittadini e del Paese”.

13.24 – D’ALESSANDRO (IDV): ”CHIODI SI DIMETTA A PRESCINDERE”

L’AQUILA – “Chiodi si vuole dimettere se non passa il bilancio? Lo faccia a prescindere”.

Lo afferma il vice capogruppo regionale dell’Italia dei valori (Idv) Cesare D’Alessandro, commentando le minacciose dichiarazioni di ieri del governatore nella conferenza stampa di fine anno.

“L’Abruzzo, gli abruzzesi, i disoccupati, gli anziani, i giovani che invecchieranno senza mai lavorare – ha continuato D’Alessandro – gli renderanno merito a lungo. Si dimetta a prescindere dalla sua Giunta monca da oltre sei mesi, a prescindere dalla ricostruzione dell’Aquila che non parte, dai sette ospedali che ha chiuso, dalle tasse più alte d’Italia, dalle decisioni della magistratura sui rifiuti, dalle riforme sempre annunciate e mai fatte, dai servizi che i disabili non hanno più, dai malati oncologici senza più un euro di aiuto, dalla scuola fatta a pezzi dal suo governo, dalle migliaia di aziende chiuse, dalla enormità di un debito regionale, dalla povertà in cui precipitano le famiglie abruzzesi”.

12.42 – VIA ALLA DISCUSSIONE E ALLA RISOLUZIONE SULLE TASSE

Prima dell’inizio della seduta, i presidenti Gianni Chiodi e Nazario Pagano hanno tenuto un colloquio.

Come primo provvedimento, il Consiglio ha approvato all’unanimità una risoluzione bipartisan affinché il trattamento fiscale riservato ai terremotati del cratere aquilano “non sia inferiore ai trattamenti ricevuti dalle aree colpite dal terremoto dell’Umbria e delle Marche”.

BILANCIO: L’INCOGNITA FUTURO E LIBERTA’, LA GUERRA DELLE OPPOSIZIONI

L’AQUILA – Ieri il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha minacciato, in caso di mancata approvazione dello strumento finanziario, le dimissioni: un modo per esercitare una sorta di pressione e mettere di fronte alle proprie responsabilità tutte le componenti del centrodestra al quale ha replicato, senza nemmeno troppi giri di parole, il finiano Emilio Nasuti, presidente proprio della commissione Bilancio che ha chiesto un confronto prima con il Pdl per non votare in maniera contraria.

Barricate invece dall’opposizione, che ieri ha apertamente criticato il presidente e il suo operato, preconizzando quello che sarà il clima che si respirerà in aula per i prossimi tre, quattro, giorni.

Scatta quest’oggi la maratona in Consiglio regionale per l’approvazione della legge di bilancio e della manovra finanziaria: una corsa contro il tempo, che la maggioranza guidata dal presidente Chiodi deve concludere improrogabilmente entro il 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio e, soprattutto, scongiurare l’aumento delle aliquote Irpef e Irap e l’aumento di due centesimi al litro dei carburanti per tamponare il buco da 360 milioni nella sanità.

“Prima di votare il bilancio – spiega Nasuti – vogliamo un confronto. Il Pdl non ha risposto alle richieste contenute nella piattaforma politica avanzata nelle scorse settimane: se è così forse significa che  non serviamo. Se non arriverà un chiarimento, ci comporteremo di conseguenza”.

Il gruppo consiliare di Fli è attualmente composto da tre consiglieri, Nasuti, il capogruppo Berardo Rabbuffo e Daniela Stati, e, se anche in Abruzzo dovesse delinearsi lo scenario che ha già fatto irruzione sul panorama politico nazionale, ovvero la nascita del “Partito della nazione”, composto oltre che da Fli anche da Udc, Api ed Mpa, i numeri per la maggioranza sarebbero risicatissimi.

Il Pdl avrebbe un solo consigliere di vantaggio (23 a 22), garantito tra l’altro sul filo di lana esclusivamente dalla revoca dell’obbligo di dimora all’ex assessore Lanfranco Venturoni concessa ieri dal Gip del tribunale di Pescara, Guido Campli; la misura restrittiva era scattata a seguito dell’inchiesta “rifiutopoli”.

“Oggi – aggiunge Nasuti – inizia la discussione sul bilancio, sperando che il Pdl risponda alle richieste di Fli. Non vogliamo poltrone, ma togliere qualche castagna dal fuoco; l’assessorato alla Sanità è un banco di prova e significa assumersi responsabilità verso i cittadini. Ho portato avanti con lealtà l’attività in commissione arrivando all’approvazione. Adesso il confronto si sposta sul piano politico”.

Tra le richieste dei finiani, oltre la delega alla Sanità per un suo esponente, c’è anche quella relativa all’azzeramento dei manager Asl, lo stop ai commissariamenti degli enti strumentali e fondi nel bilancio per le piccole e piccolissime imprese.

Una richiesta, quella di Fli che invoca la delega alla Sanità, che oggi il presidente, in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero bolla come “ingenua e provocatoria, esempio della vecchia politica” affermando, al contempo, di essere convinto che i finiani voteranno il bilancio considerato “il senso di responsabilità” di Nasuti, Rabbuffo e Stati.

Fondi per il rilancio dell’economia regionale sono stati invocati anche dal Partito democratico che ieri, attraverso il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro, ha richiesto lo stanziamento di dieci milioni di euro per affrontare la ‘Vertenza Abruzzo’: il Pd insieme all’Idv e alle altre componenti dell’opposizione non ha esitato a criticare il presidente Chiodi, elevando ulteriormente il clima di tensione all’interno dell’Emiciclo.

Si annuncia una vera e propria battaglia tra le parti che, secondo i rumors, potrebbe chiudersi solo il prossimo 30 dicembre ma i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo, come accadde nel 2009, quando il bilancio fu approvato alle 6 di mattina del 31 dicembre.

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