L’AQUILA – Spese “illegittime” e non “correttamente rendicontate” del fondo di funzionamento dei gruppi del Consiglio regionale: per oltre 12.500 euro da parte di Forza Italia, già rimborsate, e di 1.200 euro da parte del Nuovo centro destra. Nulla da eccepire sui rendiconti degli altri gruppi dell’assemblea legislativa.

Questo l’esito dell’oramai tradizionale verifica delle spese da parte della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, presieduta dal magistrato Antonio Frittella, che arriva a contestare perfino l’acquisto di chiavette per navigare su Internet.

Al di là dei pochi rilievi mossi, decisamente inferiori a quelli del 2015, si può affermare che la politica regionale sia sempre più attenta a spendere il budget di soldi pubblici che ogni anno gli viene assegnato, e sembra ormai entrata in confidenza con le ferree regole dell’utilizzo e della certificazione.

Segno che funziona il decreto legge del governo di Mario Monti numero 174 del 2012 sul contenimento dei costi della politica, approvato dopo lo scandalo delle spese pazze nel Consiglio regionale del Lazio, recepito dopo pochi mesi dalla legge regionale 68.

Anche se già allora e da qualche anno, in Regione Abruzzo, diversamente da altre amministrazioni, i rendiconti dei gruppi venivano sottoposti all’analisi di revisori esterni ed erano, dunque, meno “malleabili” dalla politica.

Il budget ammonta, va ricordato, a 5 mila euro l’anno per ciascun consigliere del gruppo per le spese di funzionamento, a cui si aggiungono 53 mila euro a consigliere all’anno per pagare i componenti del personale politico, assunti a chiamata diretta tramite agenzia interinale o anche assunti dal Consiglio. Una somma aumentata l’anno scorso, dagli iniziali 46 mila euro, per poter garantire anche i buoni pasto e istituti contrattuali non coperti.

A Forza Italia, nello specifico, viene contestata in particolare la spesa per pagare l’addetto stampa Stefano Paieta, a partita Iva, con i fondi del personale, mentre la spesa doveva gravare sul fondo di funzionamento, figurando come consulenza. Più altre spese di piccola entità, tra cui anche una pennetta usb.

“Abbiamo registrato nel 2016 un significativo avanzo sul fondo del personale e avevamo ritenuto possibile retribuire il nostro addetto stampa con quello – spiega ad AbruzzoWeb il capogruppo Lorenzo Sospiri – La Corte dei conti ci ha segnalato l’irregolarità e non abbiamo avuto problemi a riclassificare la spesa. Rimborsando immediatamente la quota contestata di tasca nostra. Detto questo siamo contenti che la Corte dei conti sia così scrupolosa nel verificare al centesimo la spesa dei gruppi, in un proficuo rapporto di collaborazione”.

Anche nel 2015 il rendiconto presentato da Forza Italia è stato contestato per una somma di 34 mila euro, tanto che il capogruppo Sospiri, anche in quell’occasione, ha tagliato la testa al toro e ha rimborsato l’intera somma.

Pronto a mettere la mano al portafoglio anche Giorgio D’Ignazio del Nuovo centro destra, a cui è contestata la spesa per un convegno svolto in periodo elettorale a ridosso del referendum costituzionale.

“Un errore in buona fede, eravamo sicuri che la par condicio non fosse ancora scattata – commenta D’Ignazio – Comunque non c’è problema, prediamo atto della deliberazione della Corte e, nei prossimi giorni, provvederò a ristorare la somma”.

L’utilizzo dei fondi di funzionamento dei gruppi deve sottostare a regole rigorose, su cui è chiamata a vigilare la magistratura contabile: ogni spesa, tracciabile e rendicontata, deve essere espressamente riconducibile all’attività istituzionale del gruppo regionale, non possono essere utilizzati, neanche parzialmente, i contributi erogati dal Consiglio per finanziare, direttamente o indirettamente, le spese di funzionamento degli organi centrali e periferici dei partiti o di movimenti politici e delle loro articolazioni politiche o amministrative o di altri rappresentanti interni ai partiti o ai movimenti medesimi.

I gruppi, inoltre, non possono intrattenere rapporti di collaborazione a titolo oneroso ed erogare contributi, in qualsiasi forma, con i componenti del Parlamento, del Parlamento europeo e con i consiglieri regionali di altre Regioni, e nemmeno con i candidati a qualunque tipo di elezione amministrativa o politica.

Non sono consentite le spese inerenti all’attività di comunicazione istituzionale nel periodo antecedente alla data delle elezioni. Non solo, il budget per il personale non può essere utilizzato per coprire le spese di funzionamento e viceversa.

Come si può verificare, infine, dalla classifica pubblicata di seguito, i gruppi che spendono di più per il personale sono quelli, come ovvio, con più consiglieri e, dunque, maggiori budget e personale. Primo il Partito democratico (11 consiglieri), con 577.069 euro l’anno, seguito dal Movimento 5 stelle (5) 263.036 euro e Forza Italia (5) con 229.263.

A spendere meno è il Sinistra ecologia liberta, monogruppo del sottosegretario Mario Mazzocca, con appena 6.147 euro. Tra i monogruppi, spende di più per personale proprio il Nuovo centro destra di D’Ignazio con 51.565 euro.

Per quanto riguarda le spese di funzionamento, primo ancora una volta il Pd, con 77.960 euro l’anno, seconda Forza Italia con 75.958, terzo il Movimento 5 stelle, con appena 15.700 euro. Il più “sparagnino”, ancora una volta, Sel con 3.302 euro. Il monogruppo che spende di più è invece il gruppo misto, a cui appartiene il solo Leandro Bracco in quota di Sinistra italiana,  8.309 euro l’anno.

LE OSSERVAZIONI DEI GIUDICI CONTABILI

FORZA ITALIA

Per i giudici contabili il rendiconto per l’anno 2016 del gruppo Forza Italia è “parzialmente irregolare” per un importo di 12.507 euro. Già, come detto, ristorati.

Nel corso dell’esercizio 2016, del resto il gruppo forzista ha sostenuto spese di funzionamento per un importo superiore ai fondi disponibili, ma anche qui i consiglieri hanno ripianato il disavanzo 42.910 euro, riclassificando le spese.

Il grosso della fetta delle spese contestate, 11.589 euro, è il pagamento del collaboratore Paieta, che non poteva essere saldato con le spese del personale. Essendo un consulente, doveva essere pagato con i fondi del funzionamento.

Contestati anche pagamenti in contanti e non tramite bancomat o altre modalità tracciabili. “Nel precedente esercizio – osserva la Corte dei conti – tale approccio era stato oggetto di censura da parte della Corte, invitando il gruppo ad astenersi dal reiterare questo tipo di transazioni”.

Tra le spese contestate, poi, 80 euro per l’affitto di una sala riunioni senza documentazione giustificativa, 250 euro per un corso di formazione grafica a un dipendente dell’Agenzia interinale, non ammissibile in quanto sostenuta a favore di un dipendente di una società privata. E ancora 500 euro per l’incontro pubblico del 3 novembre 2016 sul tema “La Riforma Costituzionale: Il Futuro delle Regioni”, in un periodo pre-elettorale, a ridosso del referndum costituzionale.

Infine 52,90 per l’acquisto di una chiavetta usb per l’utilizzo di Internet e di una sim card, necessaria per il funzionamento della chiavetta stessa, “di cui è dubbia l’attinenza della spesa all’attività del Gruppo”, osservano con pignoleria i giudici contabili. Altre irregolarità segnalate in fase istruttoria sono state invece giustificate dal gruppo inviando alla Corte dei conti documenti mancanti e chiarimenti nel merito.

NUOVO CENTRO DESTRA

Delle spese di funzionamento del Nuovo centro destra, la Corte ha considerato irregolari 1.282,10 euro, per il convegno “La Riforma costituzionale e il Senato delle Regioni” che si è tenuto a Teramo il 16 ottobre 2016, relativi all’affitto della sala riunioni, riprese televisive e stampa di manifesti e locandine. Anche qui, contestano i giudici dei conti, sono spese sostenute “in violazione del divieto di effettuare attività di comunicazione istituzionale sulle tematiche oggetto di referendum costituzionale”, durante la campagna elettorale.

Ncd ha, tuttavia, in fase istruttoria contestato che si trattasse di un attività istituzionale senza finalità “propagandistiche”, e ha precisato che la stessa non rientrerebbe nel periodo pre-elettorale. A tal fine, il gruppo ha allegato un parere del Collegio regionale per le garanzie statutarie. Argomenti che non hanno convinto i giudici contabili che hanno invitato il Consiglio “a porre in essere le misure necessarie a dare corso agli obblighi restitutori della somma relativa alle spese dichiarate irregolari”.

QUANTO SPENDONo I GRUPPI

SPESE PERSONALE 2016

Partito democratico: 577.069 euro
Movimento 5 stelle: 263.036
Forza Italia: 229.263
Regione facile 98.558
Abruzzo civico: 96.079    
Nuovo centro destra: 51.565  
Italia dei valori: 50.253
Abruzzo Futuro 49.478
Centro democratico: 38.267
Gruppo misto (Sinistra Italiana): 32.837
Sinistra ecologia e libertà: 6.147

SPESE FUNZIONAMENTO 2016

Partito democratico: 77.960 euro
Forza Italia: 75.958
Movimento 5 stelle: 15.700
Abruzzo Civico:10.975
Regione facile 9.875
Gruppo misto (Sinistra Italiana): 8.309
Nuovo centro destra: 7.800
Centro Democratico 6.959
Italia dei valori 4.078
Abruzzo Futuro 3.676
Sinistra ecologia e libertà: 3.302