L’AQUILA – Giornata caratterizzata da una triplice protesta quella odierna dentro e fuori Palazzo dell’Emiciclo, dove è in programma una seduta del Consiglio regionale.

All’esterno una cinquantina di persone ha manifestato contro le centrali nucleari e contro il metanodotto Snam, il cui progetto prevede il passaggio nella provincia dell’Aquila.

In aula è entrato anche un presidio dei precari della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila che protestano per evitare il mancato rinnovo dei contratti sancito dalla legge Brunetta.

La seduta del Consiglio è stata interrotta anche perché il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, ha incontrato una delegazione di precari.

Dopo l’incontro, lo stesso Chiodi ha detto: “stiamo creando le premesse per la stabilizzazione”.

Nella sala consiliare sono entrati anche alcuni sindaci sia per la vertenza dei precari sia per sensibilizzare la Regione a dire no alla realizzazione di centrali nucleari in Abruzzo.

L’accesso al pubblico è stato chiuso e i manifestanti contro il metanodotto e le centrali nucleari hanno rumoreggiato sbattendo pezzi di legno contro i cancelli.

Visto il clima di tensione in aula, è saltata la discussione sulla legge che direbbe no al metanodotto. Su richiesta del presidente Gianni Chiodi, il Consiglio ha approvato il rinvio della legge in Commissione per un approfondimento, anche se il consigliere dell’Idv Cesare D’Alessandro ha fatto notare che il testo era corredato del prescritto parere di legittimità.

Intanto ha preso piede anche il dibattito sulla riforma del ciclo idrico integrato, la proposta di legge, richiamata in aula dall’assessore regionale Angelo Di Paolo senza il passaggio in commissione, potrebbe essere discussa nel corso della seduta del Consiglio di venerdì prossimo.

Dopo l’approvazione del progetto di legge di ‘Misurazione e valutazione delle prestazioni delle strutture amministrative regionali personale’ da parte del Consiglio regionale, lodato dall’assessore Federica Carpineta, si sta discutendo sulla ridefinizione del perimetro della riserva del Borsacchio: 550 emendamenti e una discussione che potrebbe finire a notte fonda.

COMITATI ANTI GASDOTTO: “APPROVARE LA LEGGE”

Per dire ‘no’ al metanodotto, un centinaio di persone sono partite questa mattina per il capoluogo da Sulmona, una delle aree in cui è previsto il passaggio dell’impianto e la realizzazione di una centrale di compressione.

Promotori della protesta, i comitati cittadini per l’ambiente, che davanti l’Emiciclo hanno distribuito volantini che recitano: “La Regione dica no alla follia di un mega gasdotto e a una centrale di compressione in aree altamente sismiche”.

“Chiediamo – ha detto Giovanna Margadonna, portavoce dei comitati per l’ambiente, che si trova in aula insieme ad alcuni rappresentanti istituzionali – che venga approvata questa legge. Rimarremo a manifestare fino alla discussione della legge”.

LAVORI DEL CONSIGLIO INIZIATI E SUBITO SOSPESI

L’AQUILA – Con l’inno Nazionale, si è aperta la seduta del Consiglio regionale, presieduto da Giorgio De Matteis.

In aula ci sono i sindaci dei centri abruzzesi che protestano contro la realizzazione del gasdotto.

Il presidente, Gianni Chiodi, ha chiesto di sospendere i lavori dell’assemblea al fine di incontrare i rappresentanti sindacali dei lavoratori precari della Asl.

La seduta è stata sospesa dal presidente De Matteis per circa 30 minuti.

La riunione con i sindacati è in programma nella sala Ignazio Silone di Palazzo Emiciclo alla presenza dei capigruppo.

All’ordine del giorno dei lavori le interrogazioni e interpellanze a firma dei consiglieri Cesare D’Alessando (Idv) ‘Albo dei collaudatori – criteri di scelta dei professionisti’; Cesare D’Alessandro (Idv) ‘Appalti settore sanitario c/o Asl di Teramo e di Pescara – Anno 2009’; Saia (Pdci) e Acerbo (Rc) ‘Tagli alla sanità, ma aumenti economici ai direttori generali delle Asl’; Ruffini (Pd) ‘Situazione dei residence Cristal e Cris di Giulianova’; Caporale (Verdi), ‘Discarica per rifiuti tossici non pericolosi da ubicarsi in Casette di Grasciano nel Comune di Notaresco’; Palomba (Idv), ‘Farmaci salvavita’.

L’assemblea procederà poi all’esame dei seguenti progetti dei legge: Misurazione e valutazione delle strutture amministrative regionali; Modifica all’art. 69 della L.R. n. 6/2005 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2005 e pluriennale 2005 – 2007 della Regione Abruzzo (Legge finanziaria regionale 2005); Integrazione alla L.R. n. 32 del 2009 (Provvedimenti urgenti a tutela del territorio regionale); Modifiche e d integrazioni alla L.R. n. 40 del 2010 (Testo unico delle norme sul trattamento economico e previdenziale spettante ai Consiglieri regionali e sulle spese generali di funzionamento dei gruppi consiliari); Differimento attuazione interventi regionali. Infine, si procederà all’esame del Piano di assetto naturalistico della Riserva Naturale Lago di San Domenico e Lago Pio nel Comune di Villalago (L’Aquila).

METANODOTTO: ACERBO (PRC), ”PDL TRADISCE VALLE PELIGNA”

L’AQUILA – “Il Pdl per ora sta tradendo i cittadini della Valle Peligna”.

È l’accusa formulata dal capogruppo del Partito della rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, in relazione alla bocciatura della richiesta di inversione dell’ordine del giorno presentata dalle opposizioni per discutere il progetto di legge sul metanodotto della Snam.

La bocciatura della richiesta ha prodotto poi lo scioglimento della seduta del Consiglio regionale che ripartirà probabilmente con l’esame del progetto di legge.

Il provvedimento approvato dalla Commissione e proposto dalle opposizioni di centrosinistra e firmato come unico rappresentante della maggioranza, dal consigliere regionale del Pdl, Luca Ricciuti, impone che la realizzazione dell’opera venga fatta d’intesa con la Regione Abruzzo, come è successo nel caso delle nuove concessioni petrolifere.

In particolare la bocciatura dell’inversione dell’ordine del giorno è stata annunciata dal capogruppo del Pdl, Lanfranco Venturoni.

Secondo quanto si è appreso negli ambienti del Consiglio regionale, il centrodestra sarebbe contrario al progetto di legge contro il metanodotto Snam che prevede il passaggio nella provincia dell’Aquila e quindi in una zona sismica perché lo stesso sarebbe anticostituzionale e quindi facilmente impugnabile dal Governo in quanto la competenza sull’energia è dello Stato.

RINVIATA IN COMMISSIONE LEGGE ANTI-METANODOTTO

L’AQUILA – Torna in seconda Commissione la discussione per l’integrazione della legge regionale che di fatto estende al progetto per la realizzazione del metanodotto della Snam, che attraverserebbe il territorio regionale per 103 chilometri, le norme introdotte all’epoca per bloccare il progetto del Centro Oli di Ortona.

Il Consiglio regionale, a maggioranza, ha accolto l’invito del presidente della Giunta Gianni Chiodi, che ha motivato il rinvio con il fatto che “l’Abruzzo è la regione che ha il maggior numero di leggi impugnate per eccepito difetto di incostituzionalità in materie di competenze, questa legge presenta rischi di incostituzionalità non trascurabili e, quindi, è necessario un approfondimento in commissione”.

A votare a favore del rinvio la maggioranza di centrodestra che ha espresso 21 voti, contro il centrosinistra con 16 voti.

Il capogruppo di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, ha sottolineato invece che “è vero che la Regione ha il maggior numero di leggi impugnate ma che non ne impugna mai una di fronte al Governo, la Regione non si pone mai alla pari nei confronti del Governo. Le leggi impugnati sono quelle dell’attuale maggioranza, quindi non è che ci possono dare lezioni a noi”.

D’ALESSANDRO (IDV): LEGGE ANTI-METANODOTTO CORREDATA DA PARERE LEGITTIMITA’

L’AQUILA – “La richiesta di rinvio in Commissione per dubbi di natura costituzionale del progetto di legge anti-metanodotto avanzata da Chiodi ha suscitato l’ilarità ed il sarcasmo di molti consiglieri”. È quanto afferma il consigliere regionale dell’Idv Cesare D’Alessandro.

“I presenti, infatti – sottolinea D’Alessandro – erano in possesso del prescritto parere dell’ufficio legislativo del Consiglio regionale che, in precedenza e da molti giorni, aveva espresso il positivo parere di costituzionalità del provvedimento”.

“C’è da dire – ha aggiunto l’esponente Idv – che Chiodi era persino all’oscuro del parere positivo espresso in Commissione dal direttore degli Affari della presidenza, Antonio Sorgi“.

“Ma se Chiodi non si legge neppure le carte che lo riguardano, a chi risponde dei suoi gesti politici? È la domanda che molti si pongono e che si sono posti i sindaci della Valle Peligna, inviperiti dall’atteggiamento cocciuto e disinformato del Presidente della Regione. L’Italia dei valori – conclude D’Alessandro – ritiene superfluo ogni ulteriore commento ad un comportamento da sanzionare, al limite dell’inverosimile”.
 

PAOLINI (IDV): SUONA L’INNO MA IL PDL NON C’E’

L’AQUILA – Suona l’inno nazionale all’inizio della seduta del Consiglio regionale e i banchi della maggioranza sono praticamente vuoti e restano tali anche all’atto della votazione dei verbali della seduta precedente che ovviamente vengono respinti”. È quanto dichiara Lucrezio Paolini, consigliere regionale dell’Italia dei valori.

“L’allergia all’inno di Mameli – aggiunge Paolini – contratta forse dalla vicinanza quotidiana con Calderoli e Borghezio, la dice lunga sulla sensibilità istituzionale del PDL e del rispetto per il simbolo della nostra Nazione che peraltro festeggia il 150° anniversario dello Stato unitario”.

“È ovvio che i consiglieri del Pdl hanno più interesse a svolgere le attività proprie e arrivano in ritardo ai consigli. Quando però il ritardo viene consumato da 20 consiglieri in contemporanea – conclude l’esponente Idv – diventa un caso politico che non può essere sottaciuto”.

CHIODI: “RISOLVERO’ IL PROBLEMA DEI PRECARI ASL”

L’AQUILA –  “Sto lavorando e sono molto ottimista di arrivare a una soluzione del problema, e spero di essere ricordato anche per questo”, lo ha detto il presidente della Giunta regionale e commissario per la Sanità, Gianni Chiodi, intervenendo sul delicato problema del rinnovo dei contratti dei precari della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, bloccato dalla riforma Brunetta, che mette a rischio il funzionamento della stessa azienda sanitaria.

Il commissario per la Sanità non ha voluto svelare qual è la soluzione, ma secondo quanto si è appreso Chiodi avrebbe ottenuto dal governo una deroga che oltre all’Abruzzo coinvolgerebbe anche la Puglia, che porterebbe a innalzare dal 50 al 75% la percentuale dei precari da stabilizzare.

Sulla tematica oggi nel corso della seduta del Consiglio regionale c’è stato un presidio di una rappresentanza di precari.

Il presidente si è pronunciato dopo aver incontrato i sindacati sottolineando che “se dovesse arrivare una soluzione sarebbe il coronamento di un sogno per molti lavoratori perché dal 2004 è in atto il blocco del turnover che è stato inasprito dal piano di rientro” ha spiegato ancora Chiodi.

Per la deroga non sarebbe necessaria una norma del Consiglio regionale ma dopo il via libera del tavolo di monitoraggio sul piano di rientro del deficit sanitario dell’Abruzzo, sarà un provvedimento del commissario a sancire il rinnovo dei contratti. 

RIFORMA CICLO IDRICO INTEGRATO: PDL DIVISO

L’AQUILA – “Se entro il 31 marzo non si approva la legge di riforma sul ciclo idrico integrato, per la gestione dell’acqua in Abruzzo si dovrà andare a gara e quindi c’è il serio rischio di non mantenere l’acqua pubblica”.

Lo ha detto l’assessore regionale al ciclo idrico integrato, Angelo Di Paolo, al termine di una riunione che si è svolta in mattinata presso il gruppo del Pdl alla presenza del coordinatore regionale, Filippo Piccone, e del capogruppo, Lanfranco Venturoni.

Il confronto è stato promosso per trovare l’intesa sulla legge di riforma la cui bozza prevede un unico Ambito territoriale ottimale.

Lo stesso Di Paolo ha annunciato di aver chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno della bozza di riforma che sarà discussa in una seduta del Consiglio regionale convocata per venerdì prossimo.

Nella maggioranza di centrodestra non c’è ancora l’intesa su un unico Ato, con il numero delle società di gestione ancora da chiarire, e tra i contrari all’Ato unico ci sarebbe anche il vicecoordinatore regionale del Pdl, Fabrizio Di Stefano.

Approvando la legge la regione potrebbe andare all’affidamento diretto, quindi senza gara, essendo in corso da tempo un’azione per il riequilibrio delle sei società pubbliche di gestione dell’acqua in modo tale che queste ultime si adeguino allo stato “in house”, che tra l’altro prevede il vaglio di ogni operazione da parte dell’ente regionale attraverso l’Ato.

CONSIGLIO: APPROVATA LEGGE SU VALUTAZIONE DIPENDENTI REGIONALI

L’AQUILA – “Si è finalmente aperta la porta al merito nella valutazione dei dipendenti regionali: un risultato importante nella gestione delle risorse umane atteso da anni, che non mancherà di far sentire i suoi positivi riflessi in termini di efficacie e di efficienza della macchina regionale”.

È questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse umane, Federica Carpineta, dopo l’approvazione del progetto di legge recante ‘Misurazione e valutazione delle prestazioni delle strutture amministrative regionali personale’ da parte del Consiglio regionale.

“Con questa nuova legge abbiamo anche posto le basi per un sistema più trasparente nella valutazione e successivamente nella distribuzione delle risorse accessorie al personale regionale”.

L’assessore Carpineta ha infine rivolto un ringraziamento a tutto il Consiglio regionale per la “sensibilità dimostrata nei confronti di questo lavoro, concertato con le organizzazioni sindacali che hanno avuto un ruolo significativo nella definizione di questo nuovo strumento normativo”.

550 EMENDAMENTI SU RISERVA BORSACCHIO, SI FARA’ NOTTATA

L’AQUILA – Il Consiglio regionale sta discutendo da oltre due ore il progetto di ridefinizione del perimetro della riserva del Borsacchio che insiste nei territori dei comuni di Roseto degli Abruzzo e Giulianova, in provincia di Teramo.

I lavori sono fortemente rallentati dalla presentazione di circa 550 emendamenti ostruzionistici presentati da Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Verdi.

I tre partiti accusano la maggioranza e parte dell’opposizione, visto che il Pd è d’accordo, di voler varare una operazione edilizia e non approvare strumenti per un salto di qualità dell’area protetta.

“Dite che cosa c’è dietro questa riperimetrazione – ha tuonato Maurizio Acerbo – La soluzione c’è su tutto, ma non sulla operazione edilizia. Volete fare campagna elettorale, ma lo dovete dire”.

L’assemblea ha deciso di votare a oltranza gli emendamenti, anche se in questo momento il Consiglio ha deciso di sospendere la seduta per verificare come procedere.

Si annuncia una riunione notturna, considerando i toni duri che ha assunto la discussione in molte delle fasi della seduta.