L’AQUILA – Il funzionamento del Consiglio regionale costa sempre meno, registrando quest’anno un avanzo di amministrazione di 950 mila euro. Un tesoretto insperato in tempi di vacche magrissime, che è stato oggetto di un scontro animato in aula, tra i banchi della maggioranza. L’assessore ai lavori pubblici Donato Di Matteo e il consigliere con delega alla cultura Luciano Monticelli, entrambi del Pd, hanno infatti stoppato un emendamento del consigliere regionale Maurizio di Nicola che proponeva di utilizzare parte di questi soldi per la Protezione civile regionale.
L’episodio conferma il malessere diffuso tra assessori e consiglieri di maggioranza causato dalla oramai cronica mancanza di risorse, ed è stato forse l’unico sussulto di una seduta di consiglio più che ordinaria, che si riuniva dopo settimane di pausa, con un ordine del giorno molto scarno, come evidenziato polemicamente dalle opposizioni di centrodestra e Movimento 5 stelle.
I provvedimenti approvati in mattinata, sono stati ad ogni buon conto il progetto di legge in materia di Soccorso Alpino e Speleologico, che ha aumentato il budget a 105 mila euro dai precedenti 80 mila euro.
Poi tre provvedimenti amministrativi che riguardano le Ater di Pescara, L’Aquila e Lanciano, il piano di “Tutela delle Acque” e il piano di assetto naturalistico della Riserva Naturale “Sorgenti del Vera”.
Si è passati poi ad approvare il Rendiconto finanziario 2016 del Consiglio regionale.
La spesa complessiva impegnata per l’anno 2016 è pari a 24 milioni e 351 mila euro euro e l’esercizio si è chiuso con un avanzo di 4 milioni di euro, che al netto delle quote vincolate, ha determinato come risultato della gestione un avanzo disponibile pari a 950 mila euro circa.
Un atto di indirizzo della prima commissione bilancio e dell’ufficio di presidenza aveva dunque dato come indirizzo per l’utilizzo di questo insperato tesoretto, nella quota di 600 mila euro (350 mila euro serviranno per il fondo del trattamento di fine rapporto dei dipendenti del Consiglio), quello di finanziare una legge per aiutare le piccolissime imprese nelle aree colpite dal sisma, e per finanziare una legge a favore delle nuove povertà.
Il consigliere Maurizio Di Nicola ha però presentato in aula un emendamento per proporre di utilizzare parte dei 600 mila euro per attribuire maggiori risorse alla Protezione civile regionale “con troppi pochi mezzi e risorse come si è dimostrato anche in occasione delle ultime emergenze sismiche e delle eccezionali nevicate di gennaio”.
Contro la proposta è però subito intervenuto l’assessore regionale ai lavori pubblici Di Matteo.
“Credo che si ponga una questione di metodo: emendamento voluto da chi, è stato o meno condiviso?”. E ha aggiunto, con una vena polemica: “non ci devono essere canali privilegiati per azioni individuali, serve collegialità”.
A stretto giro è intervenuto anche Monticelli: “Non ho nulla contro la Protezione civile e il collega Di Nicola, come ovvio, invito però a riflettere bene su come utilizzare queste risorse, e serve prima di tutto programmazione. Io stesso potrei presentare un emendamento per dotare di maggiori risorse la legge 55 per le associazioni culturali, che ha una copertura insufficiente”.
A questo punto Marcozzi del Movimento 5 stelle non si è fatta sfuggire l’occasione di attaccare la maggioranza.
“Vedo che appena si è sparsa la voce dell’esistenza di un tesoretto, tutti i consiglieri si agitano, per avventarsi su questi soldi. E allora vi consiglio di dimezzarvi lo stipendio, come abbiamo fatto noi del Movimento 5 stelle, tagliamo anche i doppi e tripli vitalizi, approando la nostra legge, e in cinque anni ci sarà un tesoretto da 24 milioni da utilizzare, senza litigare…”
Un intervento che ha mandato su tutte le furie Di Matteo.
“Io non mi avvento quando ci sono i soldi. Lei è arrivata qui senza stipendio! Lei deve avere rispetto! – ha tuonato rivolto a Marcozzi – nessuno pensa a fare spatrizioni, stiamo facendo un ragionamento serio sul metodo. Io un lavoro ce l’ho, è lei che qui in regione ha cominciato a guadagnare soldi, ed è forse a lei che i soldi hanno dato alla testa!”.
E conclude con una frecciata questa volta al presidente D’Alfonso che era seduto due scranni dopo e si godeva divertito il siparietto: “A proposito di spartizioni e fondi, io nella mia veste di assessore non chiedo più niente, tanto il presidente non me li dà…”
A calmare gli animi è intervenuto dunque il presidente D’Alfonso, suggerendo di congelare la proposta di Di Nicola, in quanto serve comuque un’istruttoria per avere certezza della disponibilità effettiva di questi 950 mila euro.
E a quel punto Di Nicola ha ritirato l’emendamento, non senza rivendicare la bontà della sua proposta.
Per il Movimento 5 stelle però il bilancio del lavoro svolto dal Consilgio è risultato essere a dir poco insodddisfacente:
“Il consiglio di fatto non sta producendo atti da mesi, un immobilismo forse dettato dalla poca voglia di prendere posizione sulle questioni relative all’Abruzzo a ridosso delle amministrative del prossimo 11 giugno. Hanno convocato un consiglio” incalzano i 5 stelle “che costa alla Regione migliaia di euro di soldi pubblici esclusivamente per questioni di ordinaria amministrazione , questo stato di cose è squalificante”.





