L’AQUILA – “Il Consiglio regionale chiude i battenti per la pausa estiva varando l’ennesima soppressione di un importante Ente strumentale, l’Azienda di promozione turistica (Aptr), una presenza regionale che con la sua ramificazione territoriale, in un panorama eterogeneo come l’Abruzzo, e con il suo know-how, frutto di un impegno ultradecennale nei mercati turistici nazionali e internazionali, ha garantito un prezioso servizio nel settore del turismo”.
Lo dice il capogruppo dell’Api in Consiglio regionale, Gino Milano, che afferma: “un’azienda regionale autonoma, il cui valore economico, in esperienza professionalità organizzazione e competenza, è di certo superiore al risparmio che si vuole perseguire”.
“Ancora una volta – prosegue lo stesso – dopo l’eliminazione dell’Arrsa, si è voluto agire al buio, senza progetti pubblici di rilancio dello sviluppo, peraltro proprio in due settori, agricoltura e turismo, da sempre considerati strategici ed identitari per la nostra Regione”.
Secondo il capogruppo dell’Api “la Giunta ha attuato una politica di soli tagli lineari, senza una visione alternativa riguardo l’impiego ottimale del personale, delle professionalità e dei servizi da ottimizzare”.
“La parola d’ordine di questi tempi – osserva Milano – è stata “sopprimere”, a tutti i costi e in tutta fretta, senza l’apertura di un tavolo di discussione con le parti sociali, le associazioni esponenziali e di categoria e con gli operatori del settore; un dialogo che sarebbe stato certamente utile per approdare ad un’analisi condivisa ed oggettiva dei servizi che l’Ente eroga, per evidenziarne le funzioni da sostenere e rafforzare, con l’obbiettivo ultimo di realizzare una maggiore capacità produttiva dei servizi turistici innovati”.
“E’ mancata anche in questa occasione, da parte della maggioranza – osserva ancora Milano – una capacità programmatoria intesa ad apprezzare una nuova organizzazione dell’Ente in ragione del mutato contesto e delle nuove sfide, partendo dai concreti bisogni dei cittadini e delle imprese, da correlare alle priorità delle funzioni amministrative su cui investire”.
“Niente di tutto ciò è stato fatto – nota il capogruppo dell’Api – una scelta avventata, dunque, che non possiamo condividere nel merito e nel metodo, tanto più che proprio con gli attori sociali esclusi è stato di recente stipulato un Patto per lo sviluppo dell’Abruzzo, che avrebbe dovuto costituire un imprescindibile strumento di confronto e condivisione sulle politiche regionali e gli interventi incidenti sul rilancio economico-produttivo della Regione”.
“Emerge con tutta chiarezza – aggiunge Milano – che con la soppressione dell’Aptr si è voluto colpire l’autonomia gestionale e di intervento di tale Ente nel settore turistico, riassorbendone l’organizzazione e le funzioni nei ranghi assessorili della direzione regionale Turismo, in nome di una vecchia politica del centralismo burocratico, senza valutazione degli effettivi benefici e svantaggi”.
“Non appare – conclude lo stesso – una strategia lungimirante e rassicurante, quella di sopprimere un’azienda, che si poteva valorizzare immettendola nel mercato con l’ingresso dei privati, per sacrificarne l’autonomia, trascinando nell’incertezza quelle specifiche dotazioni e competenze nonché quelle riconosciute performance organizzative ed operative che hanno garantito fino ad oggi la crescita indiscussa dell’immagine turistica della Regione Abruzzo”.





