L’AQUILA – A due giorni dalla scadenza per l’approvazione di bilancio e finanziaria tutto è in alto mare rispetto all’accordo tra la maggioranza di centrodestra e le opposizioni sui due strumenti finanziari.
La seduta del Consiglio regionale è iniziata con grande ritardo: ci sono stati due rinvii per permettere alle forze politiche di trovare un accordo sulle decine di emendamenti che in particolare l’opposizione ha presentato.
Si sono susseguite per tutta la mattinata riunioni anche in seno alla maggioranza di centrodestra che non appare coesa sui punti nodali del bilancio.
Le divergenze riguardano il fatto che per le ristrettezze di bilancio è in atto uno spostamento continuo di fondi da un capitolo all’altro. Da quanto si è appreso le divergenze riguarderebbero un emendamento sulla riforma dei trasporti sia in riferimento ai trasferimenti delle risorse nazionali sia in relazione alla riforma del settore che prevede la fusione delle due società regionali di trasporto su gomma Arpa e Gtm e di rafforzare la Sangritana che gestisce il trasporto su ferro.
Polemiche si sono innescate con i sindacati dei dirigenti regionali perché ci sarebbe l’intenzione di spostare parte dei fondi destinati alle indennità di risultato, previsti per legge, per finanziare alcune attività culturali.
Pubblicamente il capogruppo del Pdl, Lanfranco Venturoni, ha annunciato che la seduta è stata sospesa per permettere l’esame degli emendamenti con le forze di opposizione.
Prima del bilancio e della finanziaria, il Consiglio deve approvare il documento di programmazione economico finanziario.
MASCI: ”LASCIAMO PRIMATO DI REGIONE PIÙ INDEBITATA”
“Un bilancio che guarda avanti e che dà prospettive di crescita e di sviluppo per la regione”.
Lo ha detto l’assessore al Bilancio, Carlo Masci, nel suo intervento di apertura della seduta del Consiglio regionale dedicato all’approvazione del Dpefr, del bilancio e della Finanziaria regionale.
Masci ha parlato di un “bilancio chiuso in maniera organica e complessiva ben sapendo che si andava ad affrontare una situazione oggettivamente difficile dalla quale stiamo uscendo”.
Ma soprattutto, ha aggiunto Masci, “questo bilancio certifica il dato che l’Abruzzo abbandona il primato di Regione più tartassata e indebitata d’Italia collocando le cifre del proprio bilancio tra quelle riscontrabili nelle Regioni più importanti del Centro Nord. Questo significa che il lavoro che stiamo portando avanti sta dando i suoi frutti e ci permette di ragionare nella prospettiva di come disporre di quelle risorse che si stanno liberando proprio grazie agli effetti di quella politica virtuosa in campo sanitario e di risanamento di bilancio”.
Nel suo intervento, l’assessore Masci ha anche fornito cifre importanti presenti nel bilancio: “dai 400 milioni per le spese obbligatorie legate al funzionamento dell’ente regionale ai 98 milioni che l’Abruzzo paga ancora per le cartolarizzazioni campo sanitario”.
Sul fronte delle recupero delle risorse, la verifica del Governo sul gettito fiscale, che era stato stimato in diminuzione del 10 per cento, è stato invece solo del 4 per cento e dunque lo Stato “ha ritrasferito alla Regione il restante 6 per cento pari a 13 milioni di euro in tre anni”.
Masci ha poi parlato delle criticità principali che si sono dovute affrontare per redigere il bilancio. L’approvazione del bilancio in Giunta il 17 dicembre “è perché abbiamo dovuto affrontare il tavolo di monitoraggio della sanità; abbiamo dovuto far fronte ad una forte riduzione dei trasferimenti statali che sfiora l’80 per cento rispetto agli anni precedenti e abbiamo avuto solo qualche giorno fa contezza dei trasferimenti dello Stato in materia di trasporto pubblico locale. Infine, la caduta verticale dell’utilizzo delle economie vincolate che in questo bilancio figurano per 50 milioni di euro, la metà rispetto a quelle utilizzate l’anno scorso”.
Per i trasporti, il bilancio prevede “lo stanziamento di 80 milioni di euro a fronte dei 92 dell’anno scorso, ma in questo senso stiamo aspettando di integrare la somma in virtù delle ultime decisioni del governo in materia di trasporto locale”.
CHIODI: “RISANAMENTO ABRUZZO E’ SOLO MERITO NOSTRO”
“Abbiamo ereditato una Regione che solo tre anni fa si trovava nelle condizioni attuali della Grecia”. Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel suo intervento conclusivo della discussione sul Dpefr, bilancio e Finanziaria regionale. “Abbiamo dovuto chiedere l’aiuto alle altre regioni – ha aggiunto – e queste, come ha fatto il Fondo monetario internazionale per la Grecia, ha fornito il giusto apporto all’Abruzzo. E’ chiaro che questo bilancio non ha grandi potenzialità, ma perché alle spalle ha questa storia che noi siamo stati i primi a modificare”.
Il presidente Chiodi ha poi illustrato tutte le tappe che hanno portato l’Abruzzo “al pareggio di bilancio in campo sanitario e alla riduzione del debito generale. Questo lo rivendichiamo con forza, perché in questi tre anni abbiamo attuato in tutti i modi il contenimento della spesa spendendo un terzo in meno rispetto agli anni precedenti. Queste sono le cifre e come tali sono inconfutabili”. Il presidente ha poi affrontato il nodo dell’esclusione dell’Abruzzo dal Piano per il Sud precisando che “il Piano per il Sud è stato totalmente finanziato reperendo i fondi Fas delle regioni inserite, mentre all’Abruzzo solo qualche mese fa è stato finanziato l’intero programma Fas con tutte le risorse previste”.
Una parentesi il presidente Chiodi l’ha aperta sul fronte dei costi della politica, sottolineando che “questa Giunta e Consiglio regionale hanno cancellato 200 nomine che garantivano lauti compensi ai ‘pagnottisti della politica’ che pesavano sul bilancio regionale e sui cittadini abruzzesi”.
Sul fronte dei numeri, il presidente Chiodi ha citato, in materia di economia, i dati dello Svimez “che colloca l’Abruzzo nel 2010 come la seconda regione italiana per tasso di crescita, mentre sul fronte occupazionale l’Istat dice che il primo semestre 2011 si è registrato un incremento degli occupati superiore di tre volte alla media nazionale”. “Tutti questi indicatori – ha sottolineato il presidente della Regione – danno l’idea di un dinamismo economico importante che non si è registrato nel recente passato a dispetto della difficile situazione economica nazionale e internazionale”. A chiusura, il presidente ha poi ringraziato la maggioranza di centro destra per “questa ulteriore prova di maturità e responsabilità che si appresta a dare anche in questa occasione”.
COSTANTINI (IDV): ”REGIONE OSTAGGIO DI 150 BUROCRATI”
“Il quadro che emerge anche quest’anno dal bilancio all’esame del Consiglio regionale è chiaro: circa 150 burocrati tengono in ostaggio un’intera Regione, con la complicità di un presidente che li asseconda in tutto, a partire dalla scelta di un assessore al Personale Federica Carpineta inadeguato a fronteggiare i volponi e i marpioni che governano questi processi”.
Lo dice il capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, Carlo Costantini.
“La loro missione è la conservazione delle rendite di posizione e l’aumento costante dei guadagni – attacca Costantini – chiunque sia costretto a pagarne le conseguenze. Una missione estremamente semplice se i burocrati regionali, chiamati a confrontarsi con una classe dirigente debolissima da un punto di vista culturale, prima ancora che politico, di fatto continuano ad essere nella condizione di imporre qualsiasi decisione”.
“Come? – si chiede l’esponente dipietrista – In primo luogo ritardando tutte le innovazioni che, introducendo obblighi, automatismi e semplificazioni, comprometterebbero le loro posizioni di potere. E allora ecco che in Abruzzo, cittadini e imprese che si rivolgono alla pubblica amministrazione per un parere, un nulla osta o qualsiasi altra autorizzazione, spesso sono costretti ad aspettare mesi e a volte anni, pur essendo oltre 2 mila i dipendenti della Regione. 2 mila dipendenti organizzati talmente bene dai loro dirigenti (quelli strapagati) che non bastano neppure a tenere aperto il 27 dicembre
l’ufficio addetto alla ricezione della posta”.
“2 mila e più dipendenti, ai quali a breve andranno ad aggiungersi altre centinaia che arriveranno dalle Province – prosegue Costantini – che costano quasi 110 milioni di euro l’anno (al netto di quelli delle Asl) e che Chiodi sino a oggi non ha avvertito minimamente la necessità di riorganizzare”.
“E tutto ciò – aggiunge ancora Costantini – nonostante le leggi sulla semplificazione, il codice dell’amministrazione digitale e, più in generale, la diffusione di internet impongano già da alcuni anni nuovi modelli organizzativi che, ove adottati, avrebbero da tempo consentito di contenere la spesa per il personale e di elevare i livelli di efficienza della pubblica amministrazione. E invece continua ad accadere il contrario”.
“Accade che nelle proposte elaborate dall’ufficio personale della Regione il fondo per la retribuzione di risultato continui ad aumentare, anche se diminuisce il numero dei dirigenti. E accade persino – sottolinea il capogruppo Idv – che i responsabili di uffici in servizio possano ricoprire, a pagamento (con il 50 per cento dell’indennità di posizione prevista per l’ufficio) i posti di altri responsabili di ufficio lasciati scoperti per oltre 30 giorni, come recita l’articolo 1 bis della finanziaria oggi all’esame dell’aula”.
“A un cittadino comune, un artigiano, un professionista o una persona qualunque verrebbe spontanea una semplice e ovvia constatazione – ritiene Costantini – Se questo funzionario può assumere contemporaneamente, oltre alla propria, anche la responsabilità di un altro o di altri servizi, come minimo vuol dire che quello che fa ordinariamente non lo impegna a tempo pieno. Oppure, se la Regione sopravvive nonostante la mancata copertura di questi posti vacanti, piuttosto che farli ricoprire da altri, forse andrebbe valutata la possibilità di sopprimerli, nell’ambito di un processo di riorganizzazione che proprio per questo sono riusciti ad impedire, godendo della complicità di Gianni Chiodi“.
“Ma la verità, amara, è che in Consiglio regionale le persone normali sembrano marziani e quello che pensano loro continua a non contare nulla. Spero davvero ancora per poco – conclude Costantini – anche se qui non siamo poi in molti a sperarlo”.






