L’AQUILA – Il gruppo del Popolo della libertà del Consiglio regionale diventa anche Forza Italia, in attesa che sia concreto e definitivo il cambio di nome del partito a livello nazionale.

Secondo quanto appreso da AbruzzoWeb, la richiesta di modifica del nome è stata depositata dal capogruppo, Lanfranco Venturoni, nel corso della seduta di oggi e tutto è avvenuto senza una riunione preliminare, suscitando qualche malumore.

Non si tratta della nascita di un nuovo gruppo, ma del semplice cambio di denominazione di quello vecchio, nato 5 anni fa come maxi gruppo da 25 consiglieri e che oggi ne conta 20 compreso il presidente, Gianni Chiodi.

Un modo per muoversi anche in ossequio al diktat del 25 settembre scorso del coordinatore nazionale pidiellino Denis Verdini, di procedere all’immediato aggiornamento ai nuovi scenari.

Dopo di allora, la buriana Berlusconi-Alfano e le possibili scissioni avevano poi spinto tutti a più miti consigli, compreso Venturoni che ad AbruzzoWeb giudicava la rinascita di Fi “superata dagli eventi”.

Oggi che l’aria sembra appena appena più tranquilla, il via libera, seppur solo con il prudente escamotage che lascia tutto invariato a livello sostanziale.

Va segnalato che, da parte di molti consiglieri dello stesso gruppo, la trovata viene considerata politicamente poco rilevante e la partita del nome, del gruppo e del partito è ancora tutta da giocare e ben più difficile di così da sbrogliare.

Certo, il magheggio ha evitato di dovere andare alla conta e vedere a bruciapelo chi ci stava subito e chi no. Anche perché non c’era neanche l’obbligo di arrivare primi a mettere cappello sul nome per il rischio di uno scippo: quando si formerà il gruppo Fi in Parlamento, infatti, per creare quello a palazzo dell’Emiciclo ci vorrà l’ok dalle Camere e non saranno possibili furbate.

Resta così un divertissement per cominciare a rivedere l’effetto che fa, e che curiosamente avrà l’effetto di far comparire per i prossimi mesi sotto le insegne Pdl-Fi consiglieri che, con la nuova Forza Italia dei “falchi”, in futuro probabilmente avranno poco a che fare. Alberto Orsini