L’AQUILA – Il Consiglio regionale c‘è o non c’è?
Nonostante l’insediamento ufficiale di oggi a palazzo Silone all’Aquila, il clima che si respira è di grande incertezza.
Un errore matematico fatto durante la trasmissione dei dati dall’ufficio elettorale di Teramo alla Corte d’Appello dell’Aquila ha falsato i calcoli per l’attribuzione dei seggi.
In pratica, alla lista Regione Facile sarebbero stati attribuiti 8 mila voti in meno: 571 voti invece di 8571 della circoscrizione di Teramo, e un totale di 29mila voti invece dei 37 mila certificati dallo scrutinio.
A segnalarlo è stato Alessio Monaco, candidato del centrosinistra nella lista del presidente Regione facile a Chieti, la cui esclusione ha fatto salire a 11 i consiglieri del Partito democratico.
Monaco, che ha raccolto 2.911 preferenze, è ricorso al Tar contestando l’attribuzione dei seggi.
Ieri Monaco ha inoltrato alla Corte d’Appello e alla Regione una istanza “in autotutela” chiedendo la correzione del verbale “prima che si attivi la proclamazione degli eletti. Diversamente si consentirebbe l’operato di un organo illegittimamente costituito”.
La seconda grana è Emilio Iampieri, che in una nota ha svelato di aver presentato già prima della proclamazione degli eletti un esposto ai carabinieri per rimarcare come gli siano stati conteggiati meno voti di quelli che in realtà avrebbe.
Iampieri, 3.899 preferenze nella lista di Forza Italia, solo 87 in più delle 3.812 dell’aquilano Luca Ricciuti, ha scelto di intraprendere la via della giustizia ordinaria al posto di quella amministrativa.
“I dati ufficiali relativi al numero complessivo delle preferenze sembrano non corrispondere a quelli reali, che, per quanto mi riguarda, mi risultano essere decisamente più consistenti”, scrive Iampieri.
“Ho troppo rispetto del voto degli elettori per non sentirmi in dovere di chiedere altrettanto rispetto per ogni singolo voto che mi è stato liberamente dato e farò tutto quanto è nelle mie facoltà per tutelare l’espressione elettorale”, conclude. Elisa Marulli






