PESCARA – Il Consiglio regionale, nella seduta di ieri, ha respinto la risoluzione con cui si chiedeva alla Giunta regionale di revocare il bando per l’assunzione di 12 collaboratori co.co.co. per 12 mesi a 30 mila euro lordi ciascuno.

Sulla vicenda c’era stata notevole polemica politica, in particolare da parte del consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, presidente della commissione di Vigilanza, che aveva parlato di “squallida sveltina”.

Questo perché la selezione è stata lanciata alla chetichella e con una durata di soli 10 giorni, senza la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione (Bura), facendo insinuare al consigliere forzista la mancanza di trasparenza.

Ma la risoluzione di Febbo è stata bocciata e il consigliere forzista, molto prolifico di comunicati stampa su altri temi, non ha ritenuto di intervenire anche se oggi ha precisato di aver diffidato il governatore dal proseguire.

È andata diversamente rispetto a un altro bando-lampo, quello per 13 persone da assumere all’Agenzia sanitaria regionale (Asr), che è stato cancellato dopo furiose polemiche, lanciato dall’assessore alla Sanità Silvio Paolucci e silurato su iniziativa del vice presidente della Regione, Giovanni Lolli.

La vicenda delle selezioni si inquadra in uno scenario in cui, come evidenziato dal presidente, Luciano D’Alfonso, la Regione ha un clamoroso surplus di personale, tanto da poterne prestare come al calciomercato ad altri enti, come la direzione regionale dei Beni culturali dell’Aquila o il tribunale di Avezzano.

La Regione ha 1.600 dipendenti, ma anche un bacino di altri 1.700 da cui pescare: 700 delle scomparse Province, 300 esuberi dell’ente stesso e di altri come le Comunità montane, altri 700 del concorsone “Ripam Abruzzo” che saranno tenuti in considerazione in virtù di una risoluzione approvata.

ADDIO ALL’AUTORITA’ DI BACINO E A COLISTRO

Via libera, dal Consiglio, alla soppressione dell’Autorità di Bacino, con la nomina di un commissario liquidatore a costo zero che, entro 180 giorni, dovrà completare le procedure.

Le funzioni dell’organismo passano al Dipartimento Difesa del Suolo della Regione, che ha come capo dipartimento Vittorio Di Biase, e dirigente dello specifico servizio Luigi Del Sordo.

Si tratta del passo d’addio per il direttore generale dell’Autorità, Michele Colistro, con un risparmio del suo stipendio da 80 mila euro l’anno, 3.500 netti al mese.

Nelle scorse settimane Colistro aveva difeso ad AbruzzoWeb l’utilità dell’Autorità. “I costi della struttura sono contenuti, non determiniamo spese aggiuntive di telefono, luce e riscaldamento – aveva detto – Non abbiamo auto di servizio, e per i sopralluoghi utilizziamo i nostri mezzi, non ho nessun problema a farmi indietro, ma non si dica che l’Autorità non ha svolto un lavoro importante e prezioso!”. Preci inascoltate.

I LAVORI

Nel corso della seduta sono stati anche prorogati, fino al 31 dicembre prossimo, i contratti del personale a tempo determinato dell’Agenzia sanitaria regionale.

Infine, approvato a tarda notte il Piano demaniale marittimo, soddisfacendo una nota che era stata firmata da quasi tutti i consiglieri di maggioranza e assessori che stimolavano se stessi alla concretezza su questo punto.

LE REAZIONI

FEBBO: ”BANDO LAMPO VINCITORI GIA’ NOTI, DIFFIDO TUTTI”

“Non solo sono intervenuto a più riprese per denunciare la ‘sveltina’ del bando di cui sanno già i nomi dei vincitori ma ho anche diffidato e intimato il presidente D’Alfonso, il direttore generale Gerardis e il direttore delle Opere pubbliche Di Biase a dare seguito alle procedure di valutazione per il conferimento dei 12 incarichi co.co.co”.

È quanto precisa il presidente della commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, il forzista Mauro Febbo.

“Ho sottolineato, durante la seduta di ieri che, in primis, rispondendo alle dichiarazioni dell’assessore Mazzocca, non è questa la procedura da seguire per stabilizzare il personale che ha prestato la propria opera professionale nell’ambito del settore Gestione rifiuti della Regione – scrive Febbo – Non ha senso avviare tale avviso pubblico, tra l’altro per un tempo estremamente limitato (10 giorni) e senza la dovuta pubblicazione sul Bura, in quanto è facile intuire i nomi dei vincitori e soprattutto si prendono in giro magari i tanti giovani laureati con 110 e lode e tutti coloro che hanno risposto”.

“Altro aspetto grave, come ho avuto modo di sottolineare nel mio intervento: non c’è la copertura finanziaria – prosegue – I capitoli su cui gravano le spese per tali collaborazioni sono ampiamente totalmente insufficienti hanno in un caso un impegno pari a zero, mentre nell’altro capitolo solo 30.000 euro a fronte di una spesa di almeno 360.000!”.

Non mi fermerò qui se dovessero andare avanti, mi auguro di no”, conclude.