L’AQUILA – Un “Sos” per scongiurare il blocco di risorse ai Confidi di tutti i settori produttivi: a lanciarlo è l’assemblea regionale di Confcommercio Abruzzo, riunita all’Aquila.
Il rischio, concreto secondo l’associazione di categoria, potrebbe verificarsi seguito della riforma del sistema dei consorzi Fidi varata dalla Regione e proposta dall’assessore alle attività produttive Alfredo Castiglione e sulla quale pende come una spada di Damocle il ricorso amministrativo presentato alla presidenza della Repubblica presentato dal sistema dei Confidi esclusi dalla riforma anticipato nei giorni scorsi da AbruzzoWeb.
Il pronunciamento potrebbe arrivare nei prossimi mesi e a ridosso delle elezioni regionali in caso di accoglimento delle istanze dei ricorrenti.
All’assemblea hanno preso parte il presidente regionale Giandomenico Di Sante, i vice presidenti Ezio Ardizzi, Angelo Allegrino e Roberto Donatelli, il direttore regionale Celso Cioni, l’avvocato Guido Delli Castelli, il direttore di Confcommercio Pescara Walter Recinella e l’avvocato Michele D’Andrea.
Il nuovo regolamento varato dalla Regione pone limiti precisi per la costituzione di Confidi, tra cui un patrimonio di 5 milioni di euro e l’erogazione negli ultimi tre anni di 30 milioni di finanziamenti.
“La riforma è una risposta sbagliata a una giusta domanda – ha osservato il direttore regionale Cioni – L’accorpamento è un principio giusto, ma la riforma non garantisce pluralismo e penalizzerebbe le piccole e micro imprese. L’Antitrust ha già riconosciuto la correttezza dei ricorsi e siamo in attesa del pronunciamento sul ricorso presentato al capo dello Stato”.
Per il presidente regionale di Confcommercio la vicenda della riforma Confidi “rischia di essere particolarmente dolorosa non solamente per il blocco dei fondi alle Pmi ma perché divide gli operatori economici che invece dovrebbero rimanere uniti in un momento di crisi e difficoltà come quello che stiamo vivendo. Ci appelliamo al senso di responsabilità del presidente, Gianni Chiodi – ha proseguito – e dell’assessore Castiglione per modificare la legge regionale dei Confidi, affinché questa garantisca il pluralismo e non escluda i consorzi Fidi che fanno riferimento al nostro sistema dai sostegni finanziari regionali”.
“Che fastidio danno le piccole cooperative o i consorzi Fidi? E perché si vuole impedire di farne nascere di nuovi”, si è chiesto Ardizzi, mentre Donatelli ha ricordato che “Il ricorso al presidente della Repubblica è stato presentato da 16 confidi su 39, rappresentano 15.000 soci, nel 2011 hanno finanziato oltre 80 milioni, e hanno patrimonio di 34,5 milioni”.
“Occorreva maggior riflessione – ha chiosato Allegrino – Non siamo contrari alla legge, ma gli accorpamenti vanno fatti nei modi e nei tempi giusti”.
“Confcommercio Abruzzo – hanno detto tutti i presenti – tiene a sottolineare che non ha alcuna intenzione di alimentare un clima di scontro tra le associazioni di categoria, anzi, al contrario invita al sereno e proficuo confronto su questo ed altri temi decisivi per il presente ed il futuro dell’intero sistema produttivo regionale”.
COSA SONO I CONFIDI
I confidi (Consorzi di garanzia collettiva dei fidi) sono organismi, aventi struttura cooperativa o consortile, che esercitano in forma mutualistica attività di garanzia collettiva dei finanziamenti in favore delle imprese socie o consorziate. I confidi possono essere di primo e secondo grado.
I confidi di primo grado sono costituiti dalle piccole e medie imprese, quelli di secondo grado sono organismi formati dai confidi di primo grado che hanno come scopo principale quello di fornire una ulteriore garanzia per le attività degli stessi confidi di primo grado.
Lo scopo dell’attività di garanzia collettiva dei fidi è quello di facilitare l’accesso al credito bancario delle PMI attraverso il rilascio da parte dei vari organismi associativi di precise garanzie, aumentando anche il potere contrattuale delle stesse imprese che richiedono finanziamenti.






